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Contro un sistema che uccide il futuro, la rivolta dei giovani è legittima difesa


Contro un sistema che uccide il futuro, la rivolta dei giovani è legittima difesa

L’Italia è su di un crinale decisivo. Quella che è in gioco è la scelta tra il definitivo slittamento nell’abisso della decadenza irreversibile o la rinascita democratica, basata sulla valorizzazione delle migliori energie del popolo italiano e l’attualizzazione del nostro plurimillenario patrimonio di civiltà.

I segni del declino sono sotto gli occhi di tutti. Il sedicente governo degli incompetenti assoluti, intenti solo ad autopromuovere le proprie fallimentari attività imprenditoriali o di altro genere, ha costituito e continua a costituire certamente un fattore propulsivo verso l’irrilevanza completa di quella che un tempo si atteggiava a Settima Potenza del pianeta.

Ma il fallimento è anche e soprattutto sociale e culturale. Assistiamo al diffondersi pressoché incontrastato di comportamenti ispirati esclusivamente alla soddisfazione, a tutti i costi del proprio interesse immediato a spese della collettività e del pubblico interesse, bellamente irrisi alla stregua di ridicole e imbarazzanti chimere. Si tratti dell’evasione fiscale e contributiva che dilagano, del doloso mancato rispetto da parte delle imprese delle norme, sempre più scarse ed inefficaci, dettate a tutela dei lavoratori e dell’ambiente, del gioielliere proclamato nuovo eroe nazionale perché uccide dei rapinatori sparando loro alle spalle e prendendone uno a calci, ci troviamo con ogni evidenza di fronte a un’orripilante parodia nostrana del peggiore individualismo di stampo statunitense.

Conprese le sfumature di stampo sempre più apertamente razzista contro gli immigrati che pure portano sulle loro spalle in modi crescente il peso dell’economia e della società italiane. Aggravato, se possibile, dal famigerato familismo italiano che degenera nel proliferare delle mafie, ormai esteso all’intero territorio nazionale, e dalla servile subalternità nei confronti di chiunque sieda sugli scranni della Casa Bianca o di Bruxelles.

E qui veniamo all’aspetto davvero centrale e strategico della decadenza italica, e cioè al suo essere inestricabilmente inserita in uno sfacelo di carattere più generale, che è poi quello del sistema capitalista e imperialista che da oltre 500 anni regge le sorti del pianeta e ha trovato la sua più recente reincarnazione nell’egemonia statunitense dispiegatasi nel modo più pieno a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il problema è quindi più complesso della mera permanenza delle destre al governo. Se è vero infatti che queste rappresentano il prototipo del servo sciocco doc, pronto a tutto, sulla pelle del popolo italiano, pur di accontentare i propri padroni di oltreoceano o di Bruxelles (si veda il recente accenno di Giorgetti al “dovere da cui non si può disertare”, evocato per approvare il riarmo), il mortale virus guerrafondaio, riarmista, atlantista e sionista, ha contaminato ampi settori dei cosiddetti gruppi dirigenti del Partito democratico. Non si tratta solo degli avventurieri centristi alla Calenda o alla Renzi o dei settori ad essi contigui, anche interni al Pd, ma di tutti coloro che sono preda del “pensiero unico” e non sì vergognano di riproporre la candidatura di Draghi.

Si badi bene che se non si farà piena e totale pulizia di costoro, mandandoli a pascolare nei prati aridi e disadorni del centro politico, non sarà possibile neanche battere Meloni & C., attingendo al voto giovanile che ha permesso la vittoria nel referendum di marzo. Devo aggiungere che personalmente ho forti dubbi sul fatto che Elly Schlein, come dimostrato anche dalla sua recente intervista al Foglio, sia capace di tanto. Eppure si tratta di un passaggio ineludibile.

Si tratta di sganciarsi dall’Occidente in crisi rovinosa nel momento in cui, accortisi del fatto che non hanno più munizioni sufficienti, gli strateghi di Washington propongono lo sdoganamento dell’arma atomica contro Russia e Cina. Si tratta di porre fine al fallimentare esperimento dell’Unione Europea per progettare un’Europa differente a partire dall’area mediterranea e da un rapporto preferenziale con la Spagna di Sanchez. Si tratta di rilnciare il diritto internazionale e le Nazioni Unite a partire dai bastioni della Palestina, di Cuba e del Sahara Occidentale, per attuare un modulo cooperativo con la Cina e tutti i Brics per affrontare e risolvere insieme i gravi problemi che incombono sull’umanità come risultato di oltre 500 anni di dominio coloniale e neocoloniale.

I giovani che, giustamente preoccupati dall’abolizione del futuro implicata dalle politiche dell’Occidente e dei suoi servi, torneranno a manifestare in massa in autunno e saranno repressi da Piantedosi e Valditara, sgherri di Meloni, hanno tutto il diritto di ribellarsi. Manifestando ed esercitando la lori critica di massa al pensiero unico esercitano un inviolabile diritto all’autodifesa. Non lasciamoli soli e costruiamo uno sbocco politico adeguato alle loro sacrosante aspirazioni.