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Corsa e nuoto, Vannacci contro Renzi in Sardegna: come, quando (e perché) si sfideranno


Andiamo subito al sodo: i due si piacciono tanto. Roberto Vannacci e Matteo Renzi si sono presi subito, magari strumentalmente, ma fin dal primo momento. Fin da quando, all'inizio della scorsa primavera, si ritrovarono ospiti di Fedez per il suo Pulp Podcast.

Il feeling è stato subito così chiaro che nessuno dei due, nelle settimane a seguire, ha negato in maniera convinta (e convincente) che, lontano dai riflettori, si parlano di continuo.

Anzi: quando si è scritto che Renzi sussurra all'orecchio del Generale le mosse per mettere in difficoltà Giorgia Meloni, l'ex premier si è fatto una risata sotto ai baffi, quasi a rivendicare la special relationship con il leader di Futuro Nazionale.

E comunque: che tra i due sia nata una certa simpatia, ora lo dimostra anche la notizia che il prossimo 4 ottobre (o subito prima o subito dopo, visto che oggi Renzi ha fatto presente che quel giorno ha la Leopolda), si vedranno in Sardegna per una sfida sportiva.

Il 57enne Vannacci e il 51enne Renzi faranno una gara di nuoto e di corsa. 

Non si assegnerà il titolo di "Ironman", come fanno i campioni di triathlon. Ma più o meno siamo lì.

Vannacci e Renzi sanno quanto siano importanti i loro corpi e le loro prestazioni agli occhi dei loro rispettivi elettorati.

Parafrasando Luca Carboni, ci vuole un fisico bestiale anche per fare politica.

Come è nata la sfida sportiva tra Roberto Vannacci e Matteo Renzi

Ma come è nata la sfida sportiva tra Matteo Renzi e Roberto Vannacci?

Sui social, manco a dirlo.

A lanciare il guanto della sfida è stato l'ex premier. Lo scorso 13 luglio, prima del fischio d'inizio della partita del cuore, si stava riscaldando facendo dei palleggi. Ma attorno a sé non vedeva il suo nuovo amico del cuore: Vannacci.

La delusione di non poter giocare nella stessa squadra l'ha portato a lanciargli la sfida: Kraken (evidentemente gli piace essere chiamato così) contro Generale

virgolette

Non vedo il Generale Vannacci. Lui fa triathlon. Allora lo sfido. Ma non a calcio. Ma alla maratona... Jè famo er cucchiaio

Passa qualche giorno, e Vannacci raccoglie la sfida. E insomma: Renzi con chi crede di avere a che fare? Con qualche leader del Campo largo o con Calenda? Vannacci parla una sola volta. Rilancia e fissa luogo e data del duello: 4 ottobre in Sardegna.

Perché Vannacci e Renzi giocano di sponda

E quindi: tra non molto, gli occhi degli italiani saranno puntati in Sardegna per vedere chi arriverà primo tra Vannacci e Renzi. 

A dirla tutta, il 4 ottobre Renzi ha fissato la Leopolda e sui social oggi l'ha già messa in caciara

Ma per entrambi il duello non è solo una questione di sport.

Giulio Andreotti, che in vita sua non ha mai fatto un minuto di attività fisica (il contrario: una volta constatò, non senza soddisfazione, che era sopravvissuto a tutti i suoi amici che si erano dedicati a qualche disciplina), diceva che a pensar male si fa peccato ma ci si indovina. 

E in effetti: l'ex premier e il leader di Futuro Nazionale ora si sfidano in Sardegna perché giocano di sponda dal punto di vista politico. Entrambi, in vista delle prossime elezioni politiche, hanno più che mai bisogno di visibilità.

Vannacci deve continuamente dimostrare al suo elettorato che è l'uomo forte capace di far seguire i fatti alle parole. Sempre e comunque. Anche quando si parla di sport.

Il primo weekend di luglio. del resto, non ha organizzato il "triathlon futurista" a Sanremo?

In quell'occasione, petto in fuori, ha rivendicato la sua forma e l'importanza di prendersene cura con la ginnastica, come si diceva una volta prima che ci abbandonassimo al fitness. E quindi: deve dimostrare che non sarà un Renzi a fermarlo.

Stessa cosa dicasi di quest'ultimo che al suo elettorato deve dimostrare di non aver perso lo smalto di una volta, quando a soli 39 anni divenne il più giovane presidente del Consiglio della Repubblica italiana.

Rapido, veloce, scattante: questa è stata sempre l'immagine che ha voluto trasmettere. Tant'è che quando, dopo pochi mesi di palazzo Chigi, mise la pancetta, se ne fece un cruccio. E lo confidò in tv nel salotto di Barbara D'Urso, sic transit gloria mundi.

Ora, però, ha ripreso la sua forma migliore. E poiché segue il precetto latino mens sana in corpore sano, ha pensato subito di lanciare la sfida sportiva al Generale: con la sua Casa Riformista, sa che deve ritagliarsi un ruolo ben preciso nel centrosinistra se vuole essere accettato nel club del Campo largo.

E quale ruolo può ricoprire meglio se non quello dell'incursore nel campo nemico con il compito di spaccarlo?

La missione che più o meno implicitamente Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli hanno affidato a Renzi è quella di allontanare il Generale dal resto della truppa del centrodestra.

Se Futuro Nazionale entra in coalizione con Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, la partita elettorale del 2027, stando ai sondaggi, è segnata.

E allora: vada come vada la sfida sportiva. Basta che al termine della gara, Renzi rimanga più amico che mai con Vannacci.