Chi ha in casa una Nintendo Switch 2 se ne sarà accorto fin dal primo utilizzo: i Joy-Con 2 non scivolano più lungo le guide laterali della console, ma si agganciano tramite un sistema magnetico. Un cambio di approccio che riguarda un gesto tutto sommato banale, quello di attaccare e staccare i controller, e che porta con sé qualche conseguenza inattesa.
A mostrarlo è Nintendo Switch 2 Welcome Tour, l'esperienza interattiva che accompagna l'utente alla scoperta dell'hardware con una serie di dimostrazioni sulle novità della piattaforma. Tra i vari approfondimenti ce n'è uno dedicato proprio al nuovo aggancio, con tanto di spiegazione su come i magneti riescano a tenere in posizione i Joy-Con 2 senza bisogno di un binario.
Ed è qui che salta fuori la curiosità. Senza una guida fisica a imporre un verso preciso, nulla vieta di provare orientamenti diversi da quello previsto: i controller restano attaccati al corpo centrale anche quando vengono avvicinati al contrario, perché la calamita fa il suo lavoro a prescindere da come il Joy-Con è rivolto. Sulla prima Nintendo Switch una cosa del genere era semplicemente impossibile, visto che il meccanismo a scorrimento costringeva a infilare ogni controller nell'unico verso consentito.
Va detto che di utilità pratica non ce n'è nessuna. Con i Joy-Con 2 montati al rovescio la disposizione dei tasti diventa ingestibile, non si sblocca nessuna modalità segreta e non siamo davanti a una funzione voluta da Nintendo. Si tratta di un effetto collaterale del nuovo sistema di aggancio, niente di più.
Resta comunque un dettaglio che dice qualcosa sul lavoro fatto in fase di progettazione, perché anche una componente che diamo per scontata come il collegamento dei controller è stata ripensata da zero rispetto alla generazione precedente.