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LA MANIFESTAZIONE ideata da Promemoria Group, "Archivissima", cresce e amplia linguaggi e format: tra eventi diffusi, contenuti digitali e "La Notte degli archivi", sempre più centrale il dialogo tra memoria e futuro. All’interno dell’evoluzione dei linguaggi culturali si inserisce un progetto che negli ultimi anni ha ridefinito il racconto degli archivi. "Archivissima", ideato da Promemoria Group e organizzato da Archivissima APS, è oggi il primo festival dedicato alla promozione dei patrimoni conservati negli archivi di enti, istituzioni e imprese.
Nato nel 2018 sulla scia de "La Notte degli archivi", il festival si è affermato come piattaforma capace di connettere contenuti, persone e territori attraverso iniziative live e produzioni digitali, con l’obiettivo di rendere accessibili patrimoni spesso percepiti come lontani. "Archivissima nasce dall’esigenza di portare gli archivi fuori dai luoghi tradizionali e renderli strumenti vivi", spiega Andrea Montorio. "L’obiettivo è trasformare la memoria in un’esperienza condivisa e in una restituzione concreta al territorio, capace di generare partecipazione e nuove connessioni".
Nel tempo il festival è diventato un’esperienza partecipata e trasversale, con il cuore che resta La Notte degli Archivi, evolutasi in un format nazionale. L’edizione 2026 ha celebrato il primo decennale, coinvolgendo oltre 500 archivi e circa 300 eventi sul territorio. Archivissima risponde così alla necessità di rendere il patrimonio più accessibile e contemporaneo. "Per molto tempo gli archivi sono stati percepiti come luoghi chiusi", osserva Montorio. "Oggi possono diventare piattaforme narrative per generare nuovi significati".
Accanto agli eventi, video, podcast e contenuti realizzati dagli archivi ampliano la fruizione, con quasi 200 contenuti e centinaia di migliaia di interazioni. Centrale anche il coinvolgimento del mondo della scuola, attraverso il contest che invita gli studenti a confrontarsi con le fonti d’archivio attraverso linguaggi creativi e narrativi: gli archivi diventano strumenti di formazione e dialogo con le nuove generazioni. Il palinsesto combina mostre immersive, masterclass e laboratori, con un approccio che considera gli archivi spazi attivi di produzione culturale.
L’edizione 2026 ha confermato il modello e introdotto i Premi Archivissima: "Gli archivi custodiscono ancora ciò che oggi manca ed è fondamentale che diventino protagonisti del presente", conclude Montorio.
Le. Ma.
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