Arbus.
08 settembre 2026 alle 00:37
Chioschi e stabilimenti aperti, confermato il servizio di salvamento a mareSettembre, tempo di primi bilanci della stagione turistica, ma il clima e le previsioni sugli arrivi fanno ben sperare per un prosieguo della permanenza di vacanzieri. Sul numero delle presenze nella Costa Verde mancano i dati ufficiali, ma dal racconto degli operatori turistici e dei bagnini è stata un’estate in chiaroscuro: giugno e luglio da record con ombrelli e lettini da prenotare con largo anticipo, un calo ad agosto. Incerta la chiusura dei chioschi e dei lidi: servizio garantito a settembre, saranno poi il clima e gli arrivi a decidere fino a quando. Si spera nel successo degli ultimi due anni, turisti fino alla fine di ottobre, data che coincide con l’obbligo di smontare le strutture amovibili.
Il lavoro in spiaggia
Intanto, l’estate che si avvia a conclusione allunga il servizio di salvamento a mare, grazie ai fondi della Regione per quasi centomila euro. Torrette aperte fino al 20 settembre, un servizio importante considerato il super lavoro dei bagnini rispetto al passato, 400 interventi solo di primo soccorso. A tracciare il bilancio su questo versante della stagione turistica lungo i 47 chilometri del litorale di Arbus è il vicesindaco, Simone Murtas: «A memoria d’uomo nessuno ricorda notti e giorni consecutivi così calde ed umide. L’unica nota positiva del mare calmo sono i dati, zero annegamenti e incidenti in acqua, casi frequenti nel nostro mare aperto».
La destagionalizzazione
Le postazioni sulle spiagge di Pistis, Torre dei Corsari, Portu Maga, Guttu ‘e Flumini, Piscinas e Scivu dunque continuano l’attività. «La presenza dei bagnini», ricorda Murtas, «di oltre tre mesi è la più lunga degli ultimi anni. Abbiamo ritenuto doveroso il prosieguo del presidio, considerato che ormai la stagione balneare sulla Costa Verde non termina più con la fine di agosto, la destagionalizzazione ormai è una realtà, assicurata da aprile a fine ottobre». Murtas ricorda che ultimamente non sono i soldi a limitare il servizio di salvamento, piuttosto la difficoltà a reperire personale. «Lo stesso prolungamento del servizio», aggiunge l’esponente dell’esecutivo, «si deve alla disponibilità dei bagnini, in un primo momento negata».
L’assistenza è cambiata
«Seppure», racconta il coordinatore del servizio salvamento, Matteo Melis, «non c’è stata la necessità di interventi in acqua né di richiami col fischietto, raramente la bandiera rossa, per i bagnini sono stati comunque mesi faticosi. Le temperature alte hanno chiesto continua assistenza sanitaria a terra: diversi malori improvvisi dovuti al grande caldo, svenimenti e necessità del soccorso con l’ambulanza, punture di tracine, meduse e vespe. Escoriazioni varie sugli scogli, dove di solito si va alle ricerca di un po’ di refrigerio, quest’anno anche lì il sole cocente ha vinto». I primi giorni di servizio ancora più impegnativi per via delle troppe imbarcazioni sotto costa, segnalate alla Capitaneria di porto di Oristano, pericoli evitati attraverso l’introduzione delle boe controllate, a una distanza di 200 metri dalle spiagge.
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