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Cotechino day in centro. Assalto al bar Schiavoni. Distribuiti 450 panini: "Rito irrinunciabile"


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Già alle 7.30 le prime ordinazioni, ore di attesa con l’acquolina in bocca. Proposti abbinamenti con l’aceto balsamico, la zucca o lo zabaione. Una occasione per ritrovarsi con musica dal vivo al mercato Albinelli.

Già alle 7.30 le prime ordinazioni, ore di attesa con l’acquolina in bocca. Proposti abbinamenti con l’aceto balsamico, la zucca o lo zabaione. Una occasione per ritrovarsi con musica dal vivo al mercato Albinelli.

Già alle 7.30 le prime ordinazioni, ore di attesa con l’acquolina in bocca. Proposti abbinamenti con l’aceto balsamico, la zucca o lo zabaione. Una occasione per ritrovarsi con musica dal vivo al mercato Albinelli.

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Ci sono tradizioni che non hanno bisogno di date sul calendario liturgico per esistere, perché rispondono a un bisogno molto più antico e profondo, quello di stare insieme. A Modena il 14 agosto è la giornata del Cotechino Day, si fa da oltre 30 anni e nacque dall’intuizione dello storico titolare del Bar Schiavoni Giancarlo Rubaldi. Ieri quella tradizione è continuata, la prima senza il giornalista Stefano Totaro (ideatore insieme a Rubaldi), scomparso lo scorso anno. Mentre l’Italia si è svuotata, con tanti in cerca di refrigerio tra mete esotiche, a Modena è successo qualcosa di diverso. Qualcosa che ha il sapore del grasso buono, della crosta dorata e, soprattutto, della voce umana.

Il Cotechino Day è il rito laico che ogni 14 agosto – ed è successo anche ieri – trasforma un angolo della città in un presidio di resistenza analogica, dove ti metti in fila, entri dentro al bar Schiavoni, ordini, prendi da bere e aspetti all’interno del Mercato Albinelli ascoltando musica dal vivo; ieri c’era un cantante folk. Da sedici anni la tradizione viene portata avanti dalle sorelle Chiara e Sara Fantoni, sono loro che oggi incarnano lo spirito del 14 agosto, trasformando il semplice bancone del loro bar in un altare della convivialità.

Una vigilia di Ferragosto cominciata intorno alle 7.30 quando sono arrivati i primi ordini, una decina di minuti e gli avventori erano già seduti ad addentare il loro panino. Intorno alle 11.30 la fila è diventata un serpentone umano, un microcosmo che si è mosso lento e messo in attesa come accade quando si assiste ad un concerto. Un paio d’ore di attesa, senza mugugni, ma con lo stomaco che cominciava a friggere e l’acquolina a salire a mille.

Verso le 13 a mescolarsi tra la folla è arrivato anche il sindaco Massimo Mezzetti, testimone e parte di una comunità che continua a riconoscersi intorno ad un sapore. Le cifre raccontano di un successo travolgente, oltre 450 panini sfornati. Ma sono i dettagli a fare la poesia. Ogni panino è stato distribuito con la base di cotechino dorato al forno, impreziosito dall’aceto balsamico, e poi non sono mancate le varianti che hanno osato con gli abbinamenti senza tradire l’anima modenese.

Ha spopolato la crema di zucca e zenzero, ma c’è chi ha scelto il connubio elegante con crema di parmigiano e pere, chi invece ha preferito lo zabaione o chi è restato fedele al classico crauti e senape. Il tutto annaffiato dal lambrusco e la musica di un cantante follk a suonare live. Il Cotechino Day non è una sagra estiva fuori stagione. È un manifesto laico e poetico. La prova che, per sentirsi vivi, non serve scorrere una bacheca digitale, ma basta mettersi in fila, stringere un bicchiere di vino rosso e riscoprire il lusso di una chiacchierata intorno a un tavolo. Arrivederci al 14 agosto 2027.

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