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Coyote vs Acme, il comunicato Lucky Red con Bugs Bunny presidente


C’è un istante, nei cartoni di Chuck Jones, in cui la gravità è un’opinione. Lucky Red lo ha allungato fino a un comunicato ufficiale, ovviamente finto, in cui Andrea Occhipinti si prende una meritata vacanza e lascia la presidenza pro tempore a Bugs Bunny, firma e carota in calce. Dietro la trovata c’è Coyote vs Acme, il film che la Acme non voleva farvi vedere, diretto da Dave Green e prodotto anche da James Gunn, con Will Forte, John Cena e Lana Condor. Al cinema dal 2 settembre. Willy il Coyote fa causa

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C’è un istante, nei cartoni di Chuck Jones, in cui la gravità è soltanto un’opinione. Willy il Coyote ha già oltrepassato il bordo del canyon, però non cade, resta sospeso, guarda in basso, guarda noi, e allora tira fuori un cartello scritto a mano, unica forma di parola concessa a chi non parla mai. Poi precipita.

Ecco, Lucky Red ha preso quell’istante e ne ha fatto un comunicato societario. Falso, s’intende. Ma scritto benissimo.

Il finto comunicato che ha ingannato mezza bacheca

Sui canali social della società è comparso un documento in due schermate, carta bianca, font asciutto, dicitura “comunicato ufficiale” incorniciata in alto come nelle note stampa vere. La prima annuncia che, dopo decenni di ininterrotto e strenuo lavoro come presidente di Lucky Red, anni di grande lotta per la promozione del cinema di qualità, tra incudini e palme d’oro, Andrea Occhipinti si prende una meritata vacanza. La seconda comunica che, in occasione dell’uscita di Coyote vs Acme, il presidente verrà momentaneamente sostituito da Bugs Bunny, che assumerà il ruolo di presidente pro tempore. In calce due firme. Quella del fondatore e quella del coniglio, in stampatello tondo, con una carota disegnata a penna al posto della qualifica.

Sgombriamo subito il campo, giacché in rete qualcuno ci è cascato. Non è successo nulla. Occhipinti resta al suo posto, nessuno va in ferie, nessun coniglio si insedia in società. È una gag, la si riconosce dal fatto che l’unico dettaglio non verosimile dell’intero documento è anche l’unico che conta, ovvero l’ortaggio autografato.

Approfondimento

Coyote VS Acme, il nuovo teaser del film

Perché l’operazione funziona

Il marketing cinematografico italiano, tradizionalmente, alza la voce. Punti esclamativi, superlativi, countdown. Qui accade l’esatto contrario, perché la comicità dei Looney Tunes non è mai stata nell’eccesso, bensì nella compostezza con cui l’assurdo viene presentato come procedura ordinaria. Nessun claim, nessuna emoji, solo la formula notarile e il logo in basso a destra. Sicché il documento non fa ridere nonostante sembri vero. Fa ridere proprio perché sembra vero.

E poi c’è la battuta migliore, quella che vale l’intera campagna, cinque parole messe in fila con perfidia da ufficio stampa navigato, tra incudini e palme d’oro. In un colpo solo il distributore mette sullo stesso ripiano il proprio pantheon d’autore e i marchingegni della Acme, si prende in giro senza svendersi, e ricorda al pubblico che chi porta in Italia Cannes e Venezia porta in sala anche un coyote che si spiaccica al suolo. Tant’è che l’autoironia, in una filiera che di solito si prende molto sul serio, risulta la mossa promozionale più costosa in termini di coraggio e la meno costosa in termini di budget. Un foglio bianco, due firme, zero effetti speciali.

Bugs Bunny, da gola profonda a presidente

La nomina, poi, è tutt’altro che casuale. Nel film il coniglio più sfrontato dell’animazione americana non è una comparsa affettuosa, bensì un informatore, una fonte che aiuta l’avvocato e il suo cliente a quattro zampe a capire cosa nasconda davvero la Acme, e la sua apparizione in controluce cita apertamente il Deep Throat di Tutti gli uomini del presidente. Il garage, la penombra, chi sa e non può dire. Un coniglio che comincia come gola profonda e finisce presidente. Woodward e Bernstein avrebbero apprezzato.

Chi è il presidente che si prende la vacanza

Perché la trovata funzioni, del resto, bisogna sapere chi è quello che va in ferie. Andrea Occhipinti, romano, classe 1957, attore prima che distributore, fonda Lucky Red nel 1987 e da allora la dirige, una delle poche case realmente indipendenti rimaste in circolazione. Sotto la sua insegna sono passati Michael Haneke e Wong Kar-wai, Lars von Trier e i Dardenne, lo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e le Palme d’oro di 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, Il nastro bianco e La vita di Adele, cui si è aggiunta di recente quella di Jafar Panahi. Nel 2014 ha ricevuto un David di Donatello speciale per il lavoro di distributore. Parimenti, adesso cede la poltrona a un coniglio. Che poi è il gesto più elegante di tutti, perché solo chi ha una storia solida alle spalle può permettersi di firmare una sciocchezza.

Coyote vs Acme, la causa che aspettavamo da quasi ottant’anni

Per generazioni di spettatori Willy il Coyote è stato il più ostinato dei sognatori. Da decenni insegue Beep Beep senza mai riuscire ad acchiapparlo, finendo puntualmente vittima dei marchingegni più improbabili prodotti dalla Acme, e tra esplosioni, precipizi, razzi impazziti e invenzioni difettose è diventato uno dei simboli più universali, divertenti e romantici del fallimento, ma anche e soprattutto della perseveranza. Lui non si arrende. Mai.

Tratto dal racconto breve Coyote v. Acme di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990, il film parte da una domanda semplicissima, ovvero cosa accadrebbe se Willy decidesse finalmente di chiedere conto alla Acme di tutti quei prodotti difettosi. La risposta è una clamorosa causa legale contro l’azienda che per anni gli ha venduto razzi, trappole e gadget tanto ingegnosi quanto disastrosi. Dopo quasi ottant’anni di danni patiti in silenzio, il coyote scopre la parola più pericolosa del vocabolario adulto, che non è dinamite. È risarcimento.

Diretto da Dave Green, già dietro la macchina da presa di Tartarughe Ninja - Fuori dall’ombra, scritto e prodotto anche da James Gunn, che ha co-firmato il soggetto con Jeremy Slater e Samy Burch, Coyote vs Acme mescola live action e animazione. Will Forte interpreta l’avvocato che affianca Willy nella battaglia legale, John Cena l’ambizioso e spietato legale difensore della Acme, con Lana Condor e Tone Bell a completare il fronte umano e tutta la compagnia di giro dei Looney Tunes, da Daffy Duck in giù, animata dalla Double Negative.

Il film che la Acme non voleva farvi vedere

La tagline scelta per l’Italia è una battuta a doppio fondo, giacché il film ha davvero rischiato di non esistere. Completato e mai distribuito, venne accantonato da Warner Bros. nel novembre del 2023,  Poi la rivolta di mezza Hollywood, la trattativa con Ketchup Entertainment e finalmente l’uscita, negli Stati Uniti il 28 agosto e in Italia il 2 settembre con Lucky Red. Parimenti al suo protagonista, questo film è caduto da un dirupo alto quanto uno studio system, e parimenti al suo protagonista si è rialzato, spolverandosi. Sicché il processo alla Acme, sullo schermo, somiglia parecchio a un processo intentato fuori dallo schermo. Difficile credere sia un caso, e la campagna social lo sa benissimo.