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Cozze, strage nell’Adriatico: il mare arriva a 32 gradi e distrugge il 90% della produzione. «Danni per oltre 50 milioni»


Il mare sempre più caldo sta mettendo in ginocchio gli allevamenti di cozze dell’Alto Adriatico. La quinta ondata di calore dell’estate ha colpito duramente la produzione dell’Emilia-Romagna, con perdite che nella zona più importante per la mitilicoltura regionale superano il 90% del prodotto. Un’emergenza che arriva a poche settimane da quella registrata nella laguna veneta e che ora preoccupa soprattutto per le conseguenze sulla produzione del prossimo anno.

Secondo il monitoraggio di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, il conto dei danni diretti ha già superato i 50 milioni di euro, ma la cifra potrebbe aumentare proprio perché la moria ha interessato anche il seme necessario per avviare il nuovo ciclo produttivo.

La strage di cozze tra Goro e Porto Garibaldi

La situazione più grave si registra nel tratto compreso tra Goro e Porto Garibaldi, dove si concentra oltre il 60% dell’allevamento in mare dell’Emilia-Romagna. Qui la combinazione tra temperature elevate dell’acqua e anossia, cioè la forte carenza di ossigeno, si è rivelata devastante. È andato perso oltre il 90% del prodotto: complessivamente si parla di 20-25mila tonnellate di cozze già pronte per la vendita e di seme destinato alle produzioni future. «Un conto di oltre 50 milioni di euro di danni diretti destinato a salire», sottolinea Confcooperative, considerando anche ciò che non potrà essere prodotto nei prossimi mesi.

Ed è proprio questo l'aspetto che allarma maggiormente gli allevatori: l'emergenza non riguarda soltanto le cozze che sarebbero dovute arrivare sul mercato adesso, ma rischia di lasciare un pesante vuoto anche nella prossima stagione produttiva.

Perché il caldo mette a rischio anche la produzione del 2027

L'allevamento delle cozze segue infatti un preciso ciclo stagionale. È proprio in questo periodo dell'anno che vengono poste le basi della produzione successiva: il prodotto cresce nei mesi seguenti fino a raggiungere la taglia commerciale, per poi essere venduto indicativamente tra marzo e la fine di agosto.

La perdita del seme, dunque, rappresenta un problema che va oltre la moria di queste settimane.

I produttori devono fare i conti non soltanto con il mancato incasso immediato, ma anche con le conseguenze sulla futura disponibilità di prodotto.

In Veneto l'acqua ha raggiunto i 32 gradi

L’Emilia-Romagna non è l’unica area dell’Alto Adriatico alle prese con gli effetti delle temperature estreme. Il caldo aveva già colpito duramente gli allevamenti del Veneto. Nella Sacca di Scardovari, in provincia di Rovigo, la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 32 gradi e la moria improvvisa ha interessato circa mille quintali di cozze, proprio durante il periodo centrale della stagione commerciale. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine è stato così costretto a sospendere la vendita delle cozze Dop allevate in laguna, mantenendo la produzione proveniente dagli allevamenti in mare.

«Questa volta soffre anche il mare aperto»

Per gli operatori dell’Emilia-Romagna si tratta dell’ennesima emergenza di un’estate particolarmente difficile. A fine luglio erano state le vongole a subire pesanti conseguenze legate alla presenza di alghe. «Dopo il duro colpo avuto a fine luglio per le vongole a causa delle alghe ora dobbiamo affrontare un'altra emergenza», ha spiegato all'Ansa Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca dell'Emilia-Romagna.

Un fenomeno simile, ricorda Paesanti, si era già verificato tre anni fa. Ma questa volta c'è un elemento che aumenta la preoccupazione degli allevatori: «Ad essere in sofferenza non è solo la laguna ma il mare aperto». Di fronte alla portata delle perdite, il settore si sta già muovendo sul fronte istituzionale. «Siamo molto preoccupati – aggiunge Paesanti – ma questa volta ad essere in sofferenza non è solo la laguna ma il mare aperto. Stiamo lavorando per il riconoscimento della calamità naturale».


Ultimo aggiornamento: sabato 29 agosto 2026, 16:52

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