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Crans-Montana, «l'Italia non può costituirsi parte civile»: ricorso di Roma contro la Procura di Sion


«Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa» per i magistrati svizzeri

7 agosto 2026

crans montana

Crans MontanaMAXIME SCHMID/Getty Images

«Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa». Questo dice la Procura di Sion che ha respinto la richiesta dell'Italia di costituzione di parte civile nell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana, in cui sono morti 6 ragazzi italiani e 14 connazionali sono rimasti feriti. Il bilancio totale è stato di  41 morti e 115 feriti.

L'Italia ha già presentato ricorso attraverso l'avvocato di Ginevra Romain Jordan, che rappresenta il governo. Secondo il ministero degli Esteri italiano, quelle del giudice svizzero sono tesi «non condivisibili e superate» anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo. Spiega il legale: «Uno Stato che ha perso sei dei propri cittadini, che ne assiste quattordici gravemente feriti e che ha impegnato mezzi di soccorso considerevoli fin dalle prime ore della tragedia deve poter far sentire la propria voce nel procedimento. La questione giuridica sollevata è inedita e merita di essere esaminata dalle giurisdizioni superiori, se necessario fino al Tribunale federale».

La procura del Cantone Vallese ribadisce invece che, «affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo Stato, non basta che quest'ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato». Per i magistrati i danneggiati sono i clienti dell'edificio i cui beni giuridici personali sopra citati (la vita, l'incolumità fisica, la salute, la proprietà, nonché la loro messa in pericolo e la sicurezza collettiva ndr) sono stati direttamente colpiti o messi in pericolo dall'incendio, e non lo Stato di cui possiedono la cittadinanza».

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