Milano, 22 agosto 2026 – “Ci sono luoghi della città che sembrano avere una funzione già scritta: attraversarli, utilizzarli e andare oltre. Le stazioni ferroviarie sono, per definizione, luoghi di transito. Eppure proprio negli spazi inutilizzati del Passante ferroviario milanese, più di 14 anni fa, è nata un’esperienza che ha provato a ribaltare questa logica, trasformando luoghi di passaggio in luoghi di cultura, relazione e partecipazione”. È la storia dell’associazione Le Belle Arti Aps, che con il progetto Artepassante (oggi fondazione tra gli enti del terzo settore) ha riunito associazioni, artisti e realtà sociali trasformando le stazioni di Porta Vittoria, Dateo, Porta Venezia, Repubblica, Porta Garibaldi, Lancetti e Villapizzone in spazi da vivere. Pieni di creatività.
“L’idea ha preso forma nel 2010” racconta Camillo Dedori, presidente di Le Belle Arti, che ha lavorato per 35 anni nel mondo dell’editoria. “Sono padre di 5 figli – racconta – e due di loro hanno frequentato il liceo artistico di Brera. Insieme ai compagni hanno realizzato dei lavori meravigliosi, in collaborazione con realtà prestigiose come La fabbrica del Duomo. Con il docente Renato Galbusera, che è poi diventato vicepresidente dell’associazione, ci siamo detti che sarebbe stato un peccato non avere spazi per dare visibilità a queste opere. Nello stesso tempo siamo venuti a conoscenza di una ricerca svolta da atenei milanesi e di Torino sugli spazi inutilizzati nelle stazioni.
“Andiamo a vedere che fine hanno fatto“, ci siamo detti”. E si sono imbattuti in stanze deserte e fatiscenti. Vuote o usate come magazzini. “Se il progetto è nato, lo dobbiamo a un dirigente di Rfi particolarmente illuminato: Umberto Lebruto, che ha promosso la convenzione con Le Belle arti per rigenerare i luoghi”. I finanziamenti per cominciare a riqualificarli “sono arrivati grazie a bandi che abbiamo vinto. In primis della Fondazione Cariplo”. Ogni singola realtà di artisti ha poi investito per rendere ciascuna sala funzionale alla propria attività “e ogni mese versa un liberale contributo a sostegno del progetto Artepassante a Le Belle Arti”.
“Siamo nati con una particolare attenzione alle arti visive e poi ci siamo aperti al teatro, alla musica, alla fotografia, alla formazione, alle attività educative e sociali. A poco a poco – continua Dedori – gli spazi sono diventati luoghi abitati da associazioni, artisti, giovani e cittadini. Oggi sono coinvolte oltre trenta realtà associative, con più di 20 spazi e vetrine in sette stazioni, che intercettano decine di migliaia di persone ogni anno. La cultura è diventata anche occasione per coinvolgere persone con fragilità, cittadini stranieri, persone coinvolte in percorsi di reinserimento sociale o sottoposte a misure dell’autorità giudiziaria. L’arte così diventa davvero qualcosa da fare insieme”.
E “uno degli esempi più significativi dell’evoluzione di questa esperienza è oggi Spazio Polline, nella stazione di Milano Villapizzone”. Tra i fiori all’occhiello: il teatro e la sala musica Billy Music. Ma anche “doposcuola, attività educative per adolescenti, scuola di italiano per mamme straniere, iniziative per i giovani e percorsi dedicati alle fragilità”. La sfida è ancora aperta, “ci sono altri luoghi da rigenerare. Non si tratta solo di riaprire uno spazio ma di fare in modo che qualcuno, entrando, possa riconoscerlo come anche suo”.