
Il pubblico alla presentazione del libro di Assolombarda sul. ’modello Brianza’

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Non mancano le criticità della Brianza e i rischi che possono minarne stabilità e leadership. Vietato rilassarsi, ammonisce Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato: "Il tema del capitale umano è fondamentale, non va assolutamente trascurato. Penso prima di tutto al passaggio generazionale: chi subentra alla guida delle imprese non deve custodire quello che hanno fatto i genitori, ma deve avere il coraggio di continuare a innovare. E poi mi riferisco anche al tema dell’inserimento in azienda di chi ha completato il ciclo di studi. La Brianza deve avere la capacità di fare restare chi può scegliere". Un tema che non riguarda soltanto la ricerca del posto di lavoro, ma anche quello della vivibilità del territorio.
Matteo Parravicini, presidente della sede monzese di Assolombarda, è molto diretto nella sua analisi critica: "Se pensiamo ai dipendenti, il 50 per cento delle figure ricercate dalle aziende risulta introvabile. In alcuni settori la quota sale addirittura all’80 per cento. Bisogna migliorare anche l’attrattività del territorio: sulla Villa Reale, per esempio, c’è ancora molto da fare per valorizzarla come merita. Dobbiamo avere il coraggio di puntare sui giovani, dobbiamo anche investire nei collegamenti. La metropolitana M2 fino a Vimercate è di importanza vitale: se manca il collegamento a Milano, rischiamo di perdere le aziende". Sui collegamenti Parravicini ha trovato un’alleata in Claudia Wiemer (Researcher Director Head of Unit IMM – CNR Sede di Agrate Brianza): "Servono infrastrutture generose – ha dichiarato –. Per il futuro della Brianza non servono le piste ciclabili: il territorio ha bisogno di strade, trasporti, collegamenti. Chi lavora ha bisogno di spostarsi". Gianmario Verona, presidente di Human Technopole, ha voluto stimolare gli imprenditori: "Non bisogna sedersi sugli allori, ma innovare. Preservare sempre lo spirito di imprenditorialità. Certo anche la politica deve stare vicina alle imprese". Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, teme il rischio di chiusura e isolamento: "Noi andiamo in missione all’estero perché non possiamo pretendere che il mondo conosca l’Italia e, addirittura, la Brianza, se non siamo noi a sostenerla. L’export è il volano che permette di investire. In un contesto internazionale difficile significa diversificare i mercati, costruire nuove partnership industriali, andare a cercare tecnologia, competenze, capitali e materie prime e inserirsi nelle nuove catene globali del valore. Pensare semplicemente di esportare di più sarebbe un grave errore".
G.G.
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