Una platea piena per un venerdì sera con Gianni Cuperlo. Il Partito Democratico di Bologna ha organizzato l'incontro per presentare l'ultimo libro dello storico esponente dem, "La frontiera ferita" (Marietti), e "Egemonia e democrazia" (Passigli), l'antologia degli scritti di Gramsci curata dallo stesso Cuperlo. Sul palco con lui Stefania Pellegrini, professoressa ordinaria di Sociologia del diritto all'Alma Mater. A introdurre la serata Isabella Angiuli, segretaria cittadina.
Triestino, 65 anni, Cuperlo è tra le figure più riconoscibili della sinistra italiana: ultimo segretario della Federazione Giovanile Comunista, poi ai vertici del Pds, dei Ds e infine del Pd. Deputato dal 2006 al 2018 e di nuovo dal 2022, ha guidato per un mese, tra il 2013 e il 2014, l'Assemblea nazionale del Pd. Si è candidato due volte alla segreteria, perdendo prima con Renzi e poi con Schlein.
Il passaggio più duro arriva sulla legge elettorale in discussione in Parlamento. Cuperlo è netto nel suo giudizio: "Siamo passati dal Porcellum a una porcheria forse anche peggiore". Due le critiche principali: il metodo, perché secondo Cuperlo non si cambiano le regole del voto a pochi mesi dalle elezioni "come un abito di sartoria"; e il merito, perché la norma imporrebbe di indicare in campagna elettorale il nome del futuro premier, aggirando, a detta sua, l'articolo 92 della Costituzione sulle prerogative del Capo dello Stato. "Un premierato che rientra dalla finestra dopo essere uscito dalla porta". Sull'esito, atteso tra Senato e Camera dove il voto finale sarà segreto, Cuperlo non si sbilancia: "Chi vivrà, vedrà".
L'incontro è caduto nelle stesse ore in cui l'Italia apprendeva della morte di Emma Bonino, scomparsa venerdì mattina a Roma a 78 anni. Cuperlo le ha dedicato un pensiero: "È stato un dolore, un grandissimo dispiacere. Una donna straordinaria che ha segnato con la sua passione politica e la sua intelligenza la storia del nostro Paese". E ancora: "Ci mancherà".
Sul libro, Cuperlo ha spiegato che "La frontiera ferita" ricostruisce la vicenda del confine orientale italiano, il più segnato dalle conseguenze di guerra e fascismo. Uno spunto storico che per l'autore serve soprattutto a leggere l'attualità: la preoccupazione per un nazionalismo che torna protagonista in Europa e che, a suo giudizio, mette in discussione decenni di pacificazione del continente.
In prima fila l'area cuperliana del Pd bolognese: la consigliera regionale Simona Lembi e i consiglieri comunali Claudio Mazzanti e Antonella Di Pietro. Tra il pubblico anche il consigliere dem Roberto Iovine, l'ex consigliere regionale Antonio Mumolo e Giacomo Tarsitano, consigliere comunale della lista civica Matteo Lepore sindaco, che con la professoressa Pellegrini ha discusso la propria tesi di laurea.
Finito il comizio, Cuperlo si è recato al bar dei Giovani Democratici e affiancato dal consigliere di quartiere Tommaso Malpensa e altri volontari ha fatto alcuni gin tonic e li ha offerti ai presenti.
