A volte, quando un calciatore cambia squadra, sembra che cambi anche pelle. Jonathan David appartiene a questa casistica. A Madrid, nel giro di poche settimane, il canadese è passato dall’essere accolto con più di qualche dubbio a uscire dal campo nel derby contro il Real tra gli applausi fragorosi del pubblico. In mezzo ci sono 3 gol in 3 partite di Liga, 160 minuti giocati e una statistica che all’Atletico non si vedeva da 31 anni: per trovare un giocatore capace di segnare 3 gol nelle prime 3 giornate di campionato bisogna tornare a Lubo Penev, nella stagione 1995/96, che mise a referto 6 reti nelle prime 4 apparizioni con la maglia dei Colchoneros.
E l’ultimo gol del canadese è arrivato proprio nel derby. Domenica pomeriggio, Jonathan David è partito titolare, alle spalle aveva il tridente formato da Giuliano Simeone, Alex Baena e Lee Kang-in. Poi, al 51esimo, il momento che ha fatto esplodere il Metropolitano: cross dalla destra di Giuliano Simeone, David ci ha messo la gamba e con il sinistro ha spedito il pallone alle spalle di Courtois per il 2-0. Il Real Madrid ha provato a riaprirla con Rüdiger nel finale, ma l’Atletico ha resistito e si è preso la vittoria. E quando David è uscito, al 62esimo, il pubblico gli ha regalato una lunga ovazione.
Una scena praticamente agli antipodi rispetto a quelle vissute a Torino con la maglia della Juventus. Eppure l’estate era cominciata diversamente. Quando il canadese è arrivato a Madrid, alcuni tifosi dell’Atletico si sono chiesti se fosse davvero l’attaccante di qualche anno prima. Alla Juve aveva segnato appena 8 gol in 47 presenze e anche la condizione fisica apparentemente precaria aveva alimentato commenti poco teneri sui social nei suoi confronti. Adesso sembra tutta un’altra storia. Jonathan David ha segnato all’esordio in campionato contro la Real Sociedad, ha replicato contro l’Osasuna e poi ha colpito il Real Madrid. Come anticipato, 3 reti in 160 minuti, vale a dire una ogni poco più di 50 minuti. Numeri ancora più sorprendenti pensando che il canadese deve ancora adattarsi a una squadra, ai principi di gioco di un allenatore e a una competizione del tutto nuovi.
Ma il Cholo Simeone, in fondo, aveva già indicato la strada: “Quando è arrivato gli ho detto che il nostro obiettivo è quello di farlo tornare ad essere il giocatore che era al Lille. Quello che era due anni fa è dentro di lui, deve solo ritrovarlo”, disse una volta chiuso il calciomercato estivo. A Lille, infatti, aveva lasciato numeri molto pesanti: 109 gol in 232 presenze. Tra l’altro, David è il miglior marcatore della storia della Nazionale canadese con 42 gol messi a segno in 82 presenze. Il talento, dunque, non era sparito. Sembrava semplicemente essersi nascosto. Ora però, sembra che sia di nuovo tornato sotto i riflettori.
E mentre a Madrid si godono il nuovo centravanti, a Torino il confronto con chi avrebbe dovuto raccoglierne l’eredità è inevitabile: Kolo Muani e Woltemade, finora, hanno segnato solo un gol a testa in tutte le competizioni. Il calcio non concede molto tempo per i rimpianti. Ma 3 gol in 3 partite, soprattutto se uno arriva nel derby, potrebbero bastare per farli riaffiorare. O quanto meno per chiedersi se a Jonathan David, dopo una sola stagione, sia stato concesso il giusto tempo in maglia bianconera.