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Da Lavitola a Mario Chiesa, quando le donne tradite cambiano le inchieste


Quanta curiosità popolare hanno sempre suscitato le Erinni, che derivano dalla mitologia greca e che nel pantheon romano hanno trovato il loro equivalente nelle Furie o nelle Dirae. Insomma, donne vendicative. In questa tipologia svetta oggi la compagna tradita di Lavitola, l'italo-argentina Natàlia Potenza, le cui dieci ore di audizione l'altro giorno nella Procura di Palazzo Clodio possono produrre nuovi sviluppi terribili su Valter, e potrebbe presto diventare una Erinni qualcuna delle svariate amiche di cui Ranucci ama circondarsi.

Nella mitologia classica, la guerra di Troia non scoppia per trattati internazionali infranti, ma per un raptus sentimentale. Così come la storia politica italiana degli ultimi decenni ha avuto svolte spesso dettate dal Fattore Erinni. Il crollo della Prima Repubblica, al tempo di Tangentopoli, non ebbe una forte spinta da parte di Laura Sala, ex consorte di Mario Chiesa?

La signora milanese, infuriata con l'esponente socialista e collettore di tangenti di partito - che le lesinava gli alimenti dicendo «non ho più il becco di un quattrino», mentre faceva una vita da nababbo - si mise a completa disposizione dei pm. Fornendo loro indicazioni sui soldi, sui traffici, sui lussi e sui conti svizzeri del cosiddetto (cit. Craxi) Mariuolo.

A proposito di socialisti. Ma non italiani. Nel gennaio 2014 il settimanale Closer pubblica le foto del presidente francese, François Hollande, il quale in motorino si reca segretamente nell'appartamento dell'attrice Julie Gayet. A pagarne le spese è la première dame de facto, la giornalista Valérie Trierweiler, la quale scopre il tradimento insieme a tutto il Paese, e finisce ricoverata per uno shock emotivo. Liquidata in fretta con un gelido comunicato ufficiale del presidente («Ho messo fine alla vita in comune»), la Trierweiler pochi mesi più tardi dopo pubblica in gran segreto il libro «Grazie per questo momento». In cui descrive come un mostro l'ex compagno (un socialista che disprezza i poveri chiamandoli privatamente «i senza denti»). Salta così la ricandidatura di Hollande.

Ma rieccoci in Italia. Come dimenticare il caso della teste Omega? Ossia Stefania Ariosto. Negli anni '90, il potere berlusconiano impatta in questa figura femminile che irrompe nelle aule di giustizia con la forza di un ciclone. Ex modella, fascinosa compagna dell'avvocato e capogruppo azzurro Vittorio Dotti, quando ormai era incrinato il suo rapporto di coppia decise di parlare. Raccontò ai pm milanesi un mucchio di storie, indicando con precisione giudici ed avvocati della galassia di Cesare Previti. Le sue dichiarazioni fecero da innesco ai più clamorosi processi sulla corruzione giudiziaria dell'epoca (il caso Imi-Sir e il Lodo Mondadori), trasformando pettegolezzi da salotto in capi d'imputazione capaci di segnare un'intera stagione politica.

Quanto a Veronica Lario, è presto detto. Se la prende clamorosamente con il marito per le sue frequentazioni femminili («Vergini offerte al drago»), lo lascia a mezzo stampa e crea la prima incrinatura plateale nel potere del Cavaliere.

Sorvolando sulle volgarissime escandescenze illegali della pompeiana Boccia, ora sotto processo, e sulla vicenda di Claudia Conte, la grande storia racconta altro. John Profumo, elegantissimo e stimato ministro delle attività belliche del governo conservatore, in piena Guerra Fredda s'invaghisce della diciannovenne Christine Keeler, spogliarellista e modella frequentatrice del jet set. Ciò che Profumo non sa - o sceglie di ignorare - è che negli stessi mesi la Keeler frequenta anche Yevgeny Ivanov, attraente ufficiale della marina sovietica e spia sovietica a Londra. Quando la relazione triangolare esplode sui giornali, lui la scarica. E lei, ferita dal cinismo con cui il politico cercava di liquidarla come una donna da poco, vuota il sacco con la stampa e con gli inquirenti. Le sue rivelazioni sui dettagli intimi, sui passaggi di notizie e sul rischio per la sicurezza nazionale costringono Profumo alle dimissioni vertiginose e poi provocano il crollo dell'intero governo Macmillan.

Gli sms con Johanna

Del caso Clinton-Lewinsky si sa: fu Monica e non Hillary, la moglie tradita, a scatenare il putiferio. Ma eccoci in Finlandia, nel 2008. Il ministro degli Esteri, Ilkka Kanerva, si accompagna, e le scrive oltre 200 sms assai espliciti, con Johanna Tukiainen, e spogliarellista e modella di 29 anni. Quando le indiscrezioni cominciano a circolare, lui nega tutto e lei s'arrabbia: vende l'intero archivio dei messaggi a un magazine scandalistico. La pubblicazione dei testi integrali mostra non solo l'ossessione sessuale del ministro, ma sbugiarda le sue menzogne pubbliche. Kanerva viene fatto dimettere nel giro di 24 ore.

Esiste dunque il Fattore Erinni nella politica. Più che moralisticamente giudicarlo va laicamente registrato come un dato storico.

Spesso molto più pesante degli amorazzi, e dei torti d'amore, di Valterino & Sigfrido.

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