La Guida Michelin Italia continua ad aggiornare la propria selezione in vista della cerimonia ufficiale del 12 novembre, quando si scoprirà quali tra questi indirizzi otterranno una stella, un Bib Gourmand o una semplice segnalazione. Nel frattempo, gli ispettori hanno aggiunto 15 nuovi ristoranti alla lista, un percorso che dalla Lombardia arriva fino alla Puglia toccando Veneto, Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio.
La Corte del Noce (Villa d'Adda, Bergamo) occupa un complesso rurale settecentesco e propone una cucina divisa su due linee: i piatti storici della tradizione, consolidati da oltre quarant'anni di gestione familiare, e proposte più contemporanee che sperimentano fermentazioni e accostamenti inattesi.
Gustoo (Busto Arsizio, Varese) rilegge in chiave moderna uno spazio dalla storia antica, puntando su crudità di mare e piatti abbondanti, con un servizio interamente al femminile.
PEPE Barra Italiana (Milano), nel cuore di Montenapoleone, si sviluppa attorno a tre bancone in noce affacciati sulla cucina: cucina italiana contemporanea tra crudi di pesce e piatti di carne, in un'atmosfera informale e mondana.
Lemelae (Gallio, Vicenza) nasce dal ritorno sull'Altipiano di Asiago di uno chef con esperienze internazionali: cucina essenziale e identitaria, con la brace come tecnica centrale e ampio spazio a fermentazioni e conservazione della materia prima.
Balzi Rossi (Ventimiglia, Imperia) gioca la carta della terrazza panoramica sulla Costa Azzurra, con una cucina di mare leggera ed equilibrata.
Casa Vicina (Ivrea, Torino) segna il ritorno della famiglia Vicina alle origini dopo vent'anni a Torino: cucina piemontese contemporanea, con la costata di fassone frollata come piatto simbolo dedicato al patriarca Roberto.
Antica Trattoria Cirio (Torino) punta sulla tradizione piemontese più autentica, dal vitello tonnato agli agnolotti, con qualche incursione nella cucina "borghese" come la zuppa di cipolle.
Tiffany Bistrot di Mare (Torino), aperto solo a pranzo, propone cucina di mare semplice e generosa, con crudité protagoniste e i consigli del patron Sabino Di Muro come valore aggiunto.
Terrae by Iside De Cesare (Firenze), all'interno del Tivoli Palazzo Gaddi, unisce la cucina toscana a suggerimenti laziali della Tuscia, firmata a quattro mani dalla chef con il resident chef pugliese Salvatore Canargiu.
Osteria Landi (Lido di Ostia, Roma) è un bistrot dagli ambienti intimi con una proposta legata al mercato e al mare vicino, accompagnata da una carta dei vini curata e ricca di piccoli produttori.
Tribuna Campitelli (Roma), vicino all'Isola Tiberina, propone una cucina mediterranea lineare, con ostriche, crudi di mare e la zuppa di pesce come piatto identitario.
Metis (Roma), nel quartiere di Mezzocammino, unisce ambienti curati e arte contemporanea a una cucina che alterna creatività ed esecuzioni tradizionali, con lo spaghettone al bronzo tra i piatti più riusciti.
Viride by Carlo Cracco (Roma), all'interno del nuovo hotel Corinthia, è affidato allo chef campano Alessandro Buffolino: piatti pensati per la condivisione, come faraona e vitello alla brace, con grande attenzione alla carta dei vini.
Saleblu (Monopoli, Bari), in un ex allevamento ittico borbonico oggi boutique hotel, alterna una formula bistrot più snella a pranzo a menù degustazione serali a base di pesce.
Da Tuccino (Polignano a Mare, Bari), storico locale sul mare dal 1968, mantiene una cucina di mare classica e curata, con particolare attenzione ai crudi.
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