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Da San Pietro a Maida il messaggio di Guerini: «Europa, Europa, Europa»


Pubblicato il: 02/08/2026 – 14:24

di Danilo Monteleone

SAN PIETRO A MAIDA L’appuntamento è ormai una tradizione, nelle parole, negli spazi ed anche, per la verità, nei profumi provenienti dagli stand gastronomici la percezione è quella della politica intesa alla “vecchia maniera”.
Non social o virtuale, ma con storie, volti, impegni. Momenti di partecipazione e confronto di cui, francamente, si avverte la necessità. A San Pietro a Maida ogni anno la Festa dell’Unità è tutto questo.Nell’edizione 2025 una fortuita coincidenza assegnò proprio alla Festa del circolo PD di San Pietro a Maida l’occasione di assistere, in piazza, alla prima uscita insieme dei coordinatori regionali del centrosinistra nel giorno in cui il presidente Occhiuto annunciava le sue dimissioni e contestualmente la ricandidatura. Nella stessa piazza, quest’anno, le considerazioni hanno avuto un profilo ed una dimensione più ampia e ben  più impegnativa. Ospite della manifestazione è stato infatti Lorenzo Guerini, già sindaco e presidente della Provincia di Lodi e di Anci Lombardia,   vicesegretario nazionale del Partito Democratico, Ministro della Difesa ed attualmente al vertice del COPASIR, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in parole più più semplici l’organo che controlla i Servizi Segreti. Un cursus onorum ed una carica che consentono di maturare esperienze utili per interpretare e spiegare  non solo le dinamiche politiche nazionali ma anche il singolare, quanto pericoloso, contesto geopolitico europeo ed internazionale.Ad aprire la manifestazione il già segretario provinciale del Partito Democratico e sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà «questa festa è un appuntamento atteso, la nostra comunità – ha spiegato il primo cittadino – vive una doppia dimensione, quella di chi vive qui e quella dei tanti che sono emigrati in Svizzera e che in queste settimane, tornano a rinsaldare un legame che si mantiene  vivo ed intenso. Ogni anno ci ritroviamo qui per ragionare e confrontarci. In questa edizione abbiamo voluto fortemente che la discussione ed i temi fossero orientati dal contributo di una personalità di primo piano come Lorenzo Guerini, a cui va il grazie sentito della nostra comunità politica. Il Partito Democratico ha davanti a sé – ha aggiunto Giampà – mesi impegnativi per la costruzione di un’alternativa politica e di governo».Proprio su queto aspetto Giampà nel suo intervento introduttivo ha richiamato alcuni concetti che, a suo avviso, il Pd ed il centrosinistra devono affrontare con più slancio e determinazione «non possiamo lasciare che la destra monopolizzi il tema della sicurezza, recentemente con la vicenda dello sgombero del campo Rom di contrada Scordovillo da San Pietro a Maida e da una prospettiva di centrosinistra abbiamo assunto una posizione chiara, l’integrazione è un valore ma lo sono anche la sicurezza dei cittadini ed il rispetto che si deve alle Istituzioni locali».All’incontro erano presenti, tra gli altri, il segretario provinciale del Partito Democratico di Catanzaro, Gregorio Gallello, la vicesindaca della città capoluogo di Regione, Giusy Iemma, l’ex consigliere regionale Graziano Di Natale. A dispetto delle intenzioni iniziali e cioè quelle di un dialogo snello e contenuto nei tempi l’attenzione della piazza ha portato ad un’ampia disamina della situazione politica italiana ed internazionale con il presidente Guerini che si è lungamente soffermato sul concetto di sicurezza, sulla necessità di investimenti nelle forze dell’ordine «il centrodestra nelle ultime settimane è letteralmente in bambola, non sono ancora riusciti a riprendersi dalla sberla del referendum ed inseguono i temi soffiando sulla paura dei cittadini. Abbiamo alle spalle 5 decreti sicurezza, l’introduzione di nuovi reati, l’aumento delle pene, ma nulla è cambiato, anzi è peggiorato. Segno evidente che un approccio solo securitario e per slogan non è quello che serve per affrontare un tema così complesso».Guerini, che a più riprese non ha nascosto le difficoltà del centrosinistra nel trovare posizioni unitarie, si è poi lungamente soffermato sull’analisi della situazione internazionale, concludendo il ragionamento con una posizione politica e di prospettiva «fosse per me il centrosinistra dovrebbe affrontare la campagna elettorale indicando al primo punto la necessità di Europa, Europa, Europa».Guerini lo sottolinea tre volte «l’idea di piccoli Stati nazionali che pensano di poter recitare un qualche incisivo ruolo a fronte delle forze che sono in campo è illusoria. Siamo dentro un salto tecnologico enorme e come sempre è accaduto in questi casi i mutamenti sono profondi e radicali. Anche nei rapporti di forza tra Stati e tra Continenti. Oggi l’Europa deve decidere se giocare un ruolo oppure no»Un ragionamento che Guerini conclude con una citazione «in Europa ci sono piccoli Stati, ed altri che ancora non sanno di esserlo».Infine la partita degli investimenti ed in particolare l’utilizzo o meno dei fondi Safe, le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per aiutare gli Stati membri  ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni «la mia opinione è chiara, ed è fondata su un’oggettiva convenienza per l’Italia. Noi abbiamo dei programmi di investimento per i prossimi anni, i fondi Safe ci consentono di finanziare quei programmi e di farlo con un costo inferiore. Il tasso praticato per il prestito di quei fondi è inferiore al nostro tasso di riferimento. Ci guadagneremmo diversi miliardi di euro per investimento che comunque dovremo fare». ([email protected])

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