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Dai 37 volumi ai 14 quaderni, 50 anni di studi targati Filarchiv:


TRENTO. Quasi cinquant'anni di studi, 37 volumi della Collana per la storia della musica nel Trentino, 14 Quaderni di Filarchiv e oltre 60 borse di studio raccontano alcune attività della Fondazione Filarmonica Trento.

"L'obiettivo di Filarchiv era di creare un luogo di incontro per ricerche che esistevano già e che spesso procedevano isolate", dice Antonio Carlini, direttore scientifico di Filarchiv. "In questi trent'anni il progetto ha costruito una rete di studiosi, sostenuto decine di giovani ricercatori e contribuito a restituire dignità scientifica a una parte fondamentale della storia musicale italiana. I Quaderni raccontano la ricchezza dell'associazionismo musicale del nostro Paese e testimoniano quanto resti ancora da conoscere e valorizzare in questo ambito".

Dietro ogni partitura ritrovata c'è infatti un lungo lavoro di studio. Dietro ogni compositore riscoperto si intrecciano archivi, fonti, confronto scientifico e passione. E' una dimensione spesso poco visibile, ma che rappresenta una missione tra le più significative della Fondazione Filarmonica Trento, che da quasi cinquant’anni affianca all'attività concertistica un articolato progetto editoriale dedicato alla valorizzazione del patrimonio musicale.

Questo impegno si sviluppa attraverso due direttrici complementari. Da una parte la C.M.T. – Collana per la storia della musica nel Trentino, dedicata allo studio della vita musicale del territorio, dei suoi protagonisti e delle sue fonti; dall'altra Filarchiv – Archivio delle società filarmoniche Italiane, progetto che approfondisce la storia dell'associazionismo musicale nel nostro Paese. Due prospettive diverse che convergono in una medesima visione: conoscere il passato significa offrire nuovi strumenti per comprenderlo, valorizzarlo e riportarlo alla vita musicale del presente.

"Ogni concerto nasce molto prima dell'apertura del sipario", spiega Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica Trento. "Nasce negli archivi, nelle biblioteche, nel lavoro degli studiosi, nella pazienza di chi ricostruisce una partitura o approfondisce una pagina di storia musicale. Attraverso la C.M.T. e Filarchiv la Fondazione custodisce e accresce questo patrimonio di conoscenze, affinché possa continuare a generare nuove esecuzioni, nuove ricerche e nuove opportunità per le giovani generazioni. È così che la memoria musicale continua a vivere".

La prima direttrice di questo percorso prende forma nel 1976 con la nascita della C.M.T. – Collana per la storia della musica nel Trentino, ideata da Clemente Lunelli con l'obiettivo di promuovere lo studio della vita musicale del territorio e dei suoi protagonisti.

Oggi, sotto la direzione scientifica di Antonio Carlini la collana ha raggiunto i trentasette volumi e rientra tra i più significativi progetti editoriali dedicati alla storia musicale trentina. Studi monografici, catalogazioni, trascrizioni, edizioni moderne e approfondimenti musicologici hanno progressivamente restituito un patrimonio di straordinario valore, rendendolo accessibile alla comunità scientifica e agli interpreti. Nel corso degli anni la collana ha contribuito alla riscoperta di figure, istituzioni e repertori che hanno segnato la storia musicale del territorio, favorendone una nuova conoscenza e, in molti casi, il ritorno all'esecuzione. Emblematico è il lavoro dedicato a Francesco Antonio Bonporti, protagonista del panorama musicale europeo tra Sei e Settecento, al quale la Fondazione ha riservato un'intensa attività di studio e pubblicazione.

Se la C.M.T. guarda al patrimonio musicale del territorio, Filarchiv allarga questo sguardo all'intera storia dell'associazionismo musicale italiano. Il progetto nasce all'indomani del convegno organizzato dalla Società Filarmonica di Trento nel 1995, in occasione del bicentenario della propria fondazione. A quell'appuntamento presero parte ventiquattro studiosi provenienti da università, conservatori, archivi di Stato, biblioteche musicali e riviste specialistiche. Dal confronto emerse con chiarezza l'esigenza di dare continuità a ricerche diffuse in tutta Italia, valorizzandole attraverso un progetto stabile capace di coordinarle e metterle in dialogo.

La Fondazione raccolse quella proposta con la direzione scientifica affidata a Carlini per dare forza a un'iniziativa sostenuta dal Ministero della cultura e dalla Provincia di Trento, dedicata allo studio delle società filarmoniche, delle bande, dei cori, dei gruppi mandolinistici, delle attività teatrali e, più in generale, delle pratiche musicali associative che hanno contribuito a costruire la storia culturale italiana.

Le ricerche raccolte nei Quaderni comprendono oltre sessanta contributi scientifici dedicati all'intera penisola e hanno riportato alla luce centinaia di compositori, archivi, scuole, costruttori di strumenti musicali, metodologie didattiche, forme di volontariato culturale, sistemi di finanziamento e una fitta rete di attività concertistiche che restituiscono il ritratto di una vivacità musicale diffusa e per lungo tempo rimasta ai margini della storiografia.

A oggi, Filarchiv ha promosso oltre sessanta borse di studio, affidando a giovani ricercatori provenienti da tutta Italia specifici progetti destinati a confluire nei Quaderni. Un investimento costante sulla crescita della musicologia italiana che ha offerto a numerosi studiosi un'importante occasione di confronto e pubblicazione nelle prime fasi del proprio percorso accademico. Tra questi figurano oggi studiosi affermati come Luca Aversano, professore ordinario di Musicologia, Mariateresa Dellaborra, tra le maggiori specialiste della musica italiana tra Sette e Ottocento, e Maria Rosa Moretti, autorevole studiosa del patrimonio violinistico italiano.

La Collana per la storia della musica nel Trentino e i Quaderni di Filarchiv costituiscono oggi un patrimonio scientifico di riferimento per studiosi, musicisti e istituzioni culturali. Tutti i volumi sono consultabili e scaricabili gratuitamente dal sito della Fondazione Filarmonica Trento e sono inoltre disponibili presso la sede della Fondazione, affinché il lavoro svolto in questi decenni continui a essere uno strumento di conoscenza, ricerca e valorizzazione del patrimonio musicale.