Non solo palchi, stadi e dischi d'oro: le star della musica italiana si dedicano sempre più spesso al business della ristorazione e del lifestyle. Lo avevamo già visto con Giorgia, Gianna Nannini (ed altri). Ci ritorniamo, includendo anche qualche progetto che, purtroppo, non è andato come si sperava. Dai vicoli dei centri storici alle tenute immerse nella natura, cantanti e trapper trasformano le proprie passioni enogastronomiche in locali aperti al pubblico. E ci guadagnano (o almeno se lo augurano, ci hanno sperato).
Si va così dal regno salentino di Al Bano fino al bar-pub di Pezzali, con alcuni progetti ambiziosi finiti male. Una seconda vita imprenditoriale che intreccia accoglienza, identità del territorio e divertimento, attirando fan e curiosi. Ecco la guida alle attività gestite o partecipate dai big della discografia: la mappa delle location, i piatti in menu e quanto si spende davvero.
Non tutte le ciambelle escono con il buco. Lo sa bene Gionata Boschetti, conosciuto a tutti come Sfera Ebbasta. Il trapper 33enne – che continua a collezionare certificazioni – nel 2019 ha lanciato ‘Healthy Color’. Un’idea sviluppata insieme al calciatore Andrea Petagna e allo stilista Marcelo Burlon. Partito con grandi proclami da Milano e arrivato fino a Roma, Torino e Napoli, il progetto puntava a conquistare i giovanissimi. E invece, tra perdite accumulate e incassi mai decollati davvero, ha chiuso i battenti.
Il sito Open, nel 2024, spiegava che il giudizio degli amministratori contenuto nel bilancio 2022 della società era “impietoso”, con perdite superiori al fatturato. “Nonostante le ingenti spese di concept, realizzazione, MKTG e pubblicità, non sono mai decollati, tanto che la nuova gestione ha dovuto sospendere l’attività dei locali, i cui incassi non coprivano nemmeno lontanamente le spese”, si legge.
Ma veniamo ai dettagli: cosa vendeva e quanto costava mangiare da ‘Healthy Color’? La pagina Instagram ufficiale non esiste più, ma circolano ancora delle foto dell’epoca.
Innanzitutto uno sguardo al design dei locali: eccentrici, coloratissimi. Un fast food, sì, ma particolare. Packaging ecosostenibili e cibo ad alto contenuto di materia vegetale. Prodotti e costi? Poké vari (di salmone, di tonno, pollo al curry), wrap, hamburger ma anche pancakes e poi, durante il pomeriggio, anche il servizio bar con cappuccini, centrifughe e tisane.
Le cifre. 10€ per un panino di pollo. 6€ per le patatine di hummus, 7€ per l’involtino di salmone. L’hamburger di tonno 12€ e quello di salmone 11€.


Se nominiamo “Cellino San Marco” subito viene in mente lui: Al Bano. Qui, nel suo rifugio del cuore, la voce di Felicità ha creato un vero e proprio regno dell'accoglienza. Si tratta delle ‘Tenute Al Bano’. Una masseria del 600 immersa tra uliveti e ovviamente vigneti. Sul sito si parla di un vero e proprio “villaggio dedicato al benessere del corpo e dell’anima”. Ed effettivamente, dalle foto, è questo è ciò che si evince.
Le ‘Tenute Al Bano’ sono una struttura ricettiva con hotel immerso nella natura, una spa, piscina estiva, bar e ovviamente il ristorante. Un vero e proprio paradiso terrestre. E i costi? Due notti nella junior suite per una coppia vengono 976€, con colazione inclusa. E poi i massaggi. Quello decontratturante dura 50 minuti e costa 70€. Quello plantare, invece, viene 45€ e dura 30 minuti.
E il ristorante ‘Don Carmelo’ (intitolato al padre) dove il team di Al Bano propone i piatti forte della tradizione pugliese? Atmosfera rustica ma curata nei dettagli. Ci sono dei menù completi di antipasto, primo piatto e secondo piatto. 40€ a persona, incluso spumoncino artigianale, acqua e caffè. Ovviamente i vini sono il punto forte: dal rosso ‘Nostalgia’ al bianco ‘Felicità’, tutto si ispira al grande carriera di Al Bano. Il Platone – blend di primitivo e negramaro di vecchie vigne, costa 50€ (lo riporta lacucinaitaliana.it).

La voce di Angelo, bresciano doc, ha un legame fortissimo con la propria terra. Renga, infatti, è (stato) il titolare del ‘Crystall Le Club’, discoteca inaugurata nel 2013. Un locale ripreso e a cui ha dato nuova linfa vitale.
Già esisteva, dunque, ma ripensato e rinnovato. Gli orari? Dalle 22:30 per il dopocena e poi fino a tardi per ballare (chiusura ore 3 il venerdì, 3:30 il sabato e 2 la domenica). Successivamente Renga ha lasciato la gestione del locale, che ha cominciato ad avere problemi all’ordine del giorno sulle pagine di cronaca, tra risse e provvedimenti. E così il locale ha chiuso definitivamente. Non si conoscono i prezzi d'entrata dall'epoca, ma probabilmente erano in linea con il mercato.
Il cantautore romano, 43 anni, nel 2021 ha aperto il ristorante ‘Tomà’. Nel quartiere Prati, insieme all’imprenditore Matteo Santucci. Sotto la guida dello chef Andrea Nepa, il menu fornisce (anzi forniva) una proposta food fusion tra Italia e Spagna. Dalle tapas al carciofo alla romana. E ancora insalata di pollo e pimientos del padron. Gli orari? Dal lunedì al sabato, dalle 18 alle 2. Il locale, tuttavia, ormai ha chiuso.
Lo stesso Paradiso – durante un incontro con la stampa a margine di Sanremo 2026 – aveva spiegato che, attività di questo tipo, richiedono una presenza costante, senza addentrarsi in altre spiegazioni.
Oggi al posto di Tomà c’è ‘The Appuntamento’, concept-bistrot in stile vintage virale sui social. Qualche info sui prezzi sul vecchio locale di Paradiso, comunque, si può ancora scoprire. Per esempio le tapas a 3€ l’una: quella con broccoletti ripassati, burrata e alici. Quella con baccalà e ceci oppure i cicchetti – monoporzioni da 90 grammi circa – al costo di 6€ e 8€. 14€ per gli spaghetti con vongole veraci e bottarga. 16€ invece, per il secreto iberico con verdure croccanti (info riportate dal sito scattidigusto.it)

Per terminare c’è Max Pezzali. L'ex voce degli 883 ha unito la sua storica passione per i motori a quella per il buon cibo informale, investendo in un pub nel 2015. Ovviamente a Pavia, sua città natale. Un locale in stile american-bar, un luogo dove potersi trovare per mangiare e bere qualcosa e stare insieme.
L’esercizio, realizzato alle porte della città lontano dalla movida del centro storico, sorge accanto a un concessionario di Harley Davidson, un’altra delle grandi passioni di Max. Anzi, sorgeva. Sì perché oggi esiste ma non come pub/ristorante indipendente aperto al pubblico. Il locale, infatti, è stato assorbito e riconvertito negli spazi interni dell'Harley-Davidson Pavia, dove attualmente funzionerebbe come lounge/clubhouse riservata ad eventi privati.
Quando lo inaugurò, intervistato dal Giorno, Pezzali disse: “Io mi sento anche un po’ orfano del bar Dante, da quando ha chiuso mi è venuto meno quello che era un luogo di ritrovo con gli amici di sempre – le sue parole all’epoca -. Per scelta è un locale slot free. I bar devono riappropriarsi della loro funzione di aggregazione sociale, senza cedere alle tentazioni di un guadagno facile, ma che va a creare problemi sociali enormi come lo è il gioco d’azzardo”.