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Dal Kosovo a Trento, Sku rileva il Cafè Portici e apre in Piazza


Dal Kosovo a Trento, Sku rileva il Cafè Portici e apre in Piazza Duomo il suo quinto locale: "Continuità e innovazione, sarà un bistrot dalla colazione ai cocktail"

TRENTO. Nuovo corso per il Cafè Portici in Piazza Duomo, nel cuore di Trento: a raccogliere il testimone dell'attività è il 29enne di origini kosovare Shkumbin Karpuzi, imprenditore già conosciuto sul territorio per i locali Das Q, Fc dasKlub, il Magazzino di Sku a Pergine e il laboratorio DasQ Lab.

Anche il nuovo nome Cafè Portici Das Q racconta la direzione intrapresa: da un lato la volontà di dare continuità a un locale conosciuto, valorizzando il lavoro della precedente gestione, dall'altro l'intenzione di virare verso un vero e proprio bistrot con uno sguardo che spazi "dal tradizionale bar diurno ai drink e alla gastronomia locale".

Il tutto – spiega Karpuzi, da tutti conosciuto come Sku – portando nel cuore della città gli elementi che hanno contraddistinto i suoi progetti, a partire da cocktail e liquori artigianali, con un'attenzione particolare alla qualità delle materie prime e all'originalità della proposta.

"Se devo essere sincero all'inizio non avevo alcuna intenzione di lanciarmi in una nuova avventura – racconta Karpuzi – perché dopo quattro locali volevo prendermi un po' di tempo per seguirli e dedicarmi soprattutto agli aspetti che amo di più, come il laboratorio dove produciamo i nostri liquori artigianali".

A cambiare le carte in tavola è stato però un suo ex collaboratore. "L'idea – spiega – è nata grazie ad Armando, che lavorava con me a Pergine: è stato lui a creare l'occasione, mettendomi in contatto con i precedenti gestori".

L'incontro con lo storico titolare Aldo ha poi fatto il resto. "Mi sono appassionato subito alla sua storia perché in qualche modo ci ho rivisto la mia. Anche lui – racconta il titolare – era arrivato giovane a Trento, aveva iniziato facendo le stagioni per poi rilevare il suo primo locale. È un percorso molto simile a quello che ho vissuto io e anche questo mi ha convinto ad accettare questa nuova sfida".

Il progetto, spiega l'imprenditore, sarà diverso rispetto agli altri locali. "Quando ho rilevato le altre attività erano tutte chiuse – prosegue – e ho potuto ripensarle completamente fin dal primo giorno. Qui invece c'è una storia importante, ci sono clienti affezionati e un'identità che vogliamo rispettare: non stravolgeremo tutto dall'oggi al domani, ma daremo continuità al lavoro svolto finora, inserendo gradualmente le nostre idee".

Ma quindi, quale sarà la proposta? Tra le novità ci saranno i cocktail che hanno reso conosciuti gli altri locali di Karpuzi, preparati con liquori e ingredienti di produzione propria, ma anche uno spazio dedicato alla vendita di prodotti del territorio: "L'idea è quella di permettere ai tanti turisti che passano ogni giorno da Piazza Duomo di portarsi a casa un pezzo di Trento: è un progetto a cui tengo molto e che mi rende particolarmente orgoglioso".

E tra continuità e innovazione, ciò che è emerge è come l'obiettivo sia trasformare progressivamente il Cafè Portici in un bistrot aperto dalla mattina alla sera: il locale sarà infatti operativo dalle sette a mezzanotte proponendo colazioni, pranzi veloci, aperitivi e cocktail.

"Alla proposta gastronomica – dice Karpuzi – che comprenderà taglieri con prodotti locali, anche in versione vegetariana, brioches salate farcite, oltre ai primi piatti e alle pizze già apprezzati dalla clientela, si affiancheranno alcuni dei drink simbolo del mondo Das Q. Vorremmo poi specializzarci nei grandi classici come Bloody Mary e Piña Colada, ma reinterpretati con i nostri prodotti fatti in casa, così da offrire qualcosa di riconoscibile ma con una qualità ancora superiore. Naturalmente il locale dialogherà anche con gli altri che gestiamo in centro".

Per Karpuzi, però, la vera sfida è anche un'altra. "Essere in Piazza Duomo – osserva – è un onore ma anche una responsabilità: è il salotto di Trento, uno dei luoghi più belli della città, e vogliamo esserne all'altezza offrendo il miglior servizio possibile e puntando sempre sulla qualità".

E dopo cinque locali, viene spontaneo chiedergli se sia arrivato il momento di fermarsi, e la risposta arriva con un sorriso.

"Ogni volta mi dico che sarà l'ultimo progetto e che adesso mi fermerò – chiosa Shkumbin Karpuzi – ma poi dopo qualche mese arriva sempre una nuova opportunità che mi travolge, quindi non posso dirlo. So soltanto che voglio continuare a fare quello che amo e che mi dà grandi soddisfazioni e ho anche la fortuna di poter contare su collaboratori di cui mi fido e che condividono la mia idea di ospitalità: è anche grazie a loro se posso continuare a crescere”.