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Dal risanamento alla questione morale, Schifani all'Ars: "Le vicende dei singoli non sono estese all'azione del governo"


Redazione

Redazione 21 luglio 2026 18:48

Renato Schifani all'Ars per la relazione

"Continuerò a perseguire con determinazione ogni obiettivo di legalità, trasparenza e buon governo, senza alcuna indulgenza verso comportamenti illeciti, ma anche senza mai rinunciare ai principi di civiltà giuridica che la Costituzione pone a tutela di ogni cittadino. Il garantismo non è debolezza verso chi sbaglia: è forza dello Stato di diritto". È un momento della relazione di Renato Schifani sullo stato di attuazione del programma di governo, a quasi quattro anni dall'inizio della legislatura.

Il presidente della Regione Siciliana ha difeso all'Ars la propria linea sulla "questione morale". "Il mio governo - ha detto - ha sempre tenuto una linea improntata al rigore, alla trasparenza e al rispetto delle istituzioni. Quando le circostanze lo hanno reso necessario, non ho esitato ad assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili" ma "ritengo che la coerenza imponga non soltanto di assumere decisioni quando sono necessarie, ma anche di saperle riconsiderare quando mutano i presupposti che le avevano motivate".

"Le vicende che riguardano singoli deputati appartengono alla sfera della responsabilità penale personale, che la nostra Costituzione considera individuale, e non possono essere automaticamente estese all'azione del governo o della maggioranza che lo sostiene. La storia repubblicana - ha sottolineato - è ricca di vicende che hanno coinvolto esponenti politici di ogni schieramento, anche titolari di importanti incarichi di governo, sottoposti a indagini che hanno avuto enorme risonanza mediatica e che, a distanza di anni, si sono concluse con archiviazioni o assoluzioni. E' un monito che dovrebbe indurre tutti alla prudenza nei giudizi e al rispetto delle garanzie costituzionali".

Schifani ha poi parlato dei risultati raggiunti dal suo governo. "Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una Regione che, con il precedente governo, aveva avviato un percorso di risanamento ma che restava ancora gravata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro, con un ciclo dei rendiconti fermo da anni e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori. Oggi possiamo consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato".
Il risanamento della finanza regionale, ha spiegato il presidente, è stato il presupposto che ha reso possibili tutti gli altri risultati: dal disavanzo ereditato a un avanzo di amministrazione superiore ai 5 miliardi, con il rendiconto 2024 chiuso a +2,1 miliardi, entrate tributarie cresciute di circa 5 miliardi in tre anni senza alzare la pressione fiscale, e un percorso premiato dalle agenzie di rating, con Moody's che ha portato la Sicilia da Ba1 a Baa2, S&P da BBB- a BBB+ e Fitch che ha confermato BBB migliorando l'outlook a positivo.

Sul fronte occupazionale, lo studio Ambrosetti colloca la Sicilia al primo posto in Italia per crescita dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024 (+5,6%), con una stima di 467 mila nuovi occupati entro il 2030 sostenuta da oltre 126 miliardi di investimenti previsti. Su questo fronte, il presidente Schifani ha ricordato che oltre 2,3 miliardi di euro sono stati destinati al sistema produttivo tra risorse europee, nazionali e regionali, mobilitati in gran parte attraverso Irfis, trasformata in istituzione finanziaria dello sviluppo della Sicilia con misure come Ripresa Sicilia (202 progetti per 340 milioni) e Fare Impresa in Sicilia (1.087 domande per oltre 204 milioni).

Anche la capacità di programmare e spendere le risorse europee, per Schifani ha contribuito a ottenere questi risultati: il presidente ha ricordato la chiusura integrale del Programma Fesr 2014-2020, con quasi 3,5 miliardi di euro certificati, e i primi risultati del nuovo Accordo per la coesione, che assegna alla Sicilia 4,9 miliardi di euro e ha già raggiunto, in pochi mesi, 744 milioni di impegni e 278 milioni di pagamenti su oltre 150 interventi.

Schifani ha voluto sottolineare anche le assunzioni e le stabilizzazioni nella macchina amministrativa e il boom del turismo: nel 2025 l'Isola ha superato i 23 milioni di presenze, con oltre la metà rappresentata da visitatori stranieri, in crescita anche nei mesi di bassa stagione e nelle aree interne. "Il lavoro intrapreso non è concluso e va completato - ha sottolineato il presidente - ma la direzione è stata tracciata. Il governo continuerà a operare con un solo obiettivo: consegnare ai siciliani una Regione più moderna, più competitiva, più forte, più giusta".

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Opposizioni all'attacco: “La maggioranza non c'è più”

Molto critiche le opposizioni. "Dopo quattro anni di legislatura e dopo l'intervento in aula del presidente Schifani sull'attuazione del programma, possiamo dire che la maggioranza è liquefatta e ogni provvedimento è ormai condizionato da veti incrociati tutti interni al centrodestra", ha detto Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars. "Quanto al tema della legalità - ha aggiunto - con un lungo elenco di esponenti politici legati a questo governo finiti al centro di indagini, è emerso un modello di utilizzo del potere basato su pressioni e interessi particolari. In conclusione possiamo dire che il 'risanamento finanziario' è la vera propaganda del presidente della Regione. Nessuno mette in dubbio l'azione di risanamento che è stata intrapresa ma governare significa ben altro che tenere i conti in ordine".

Anche M5S è andata all'attacco di Schifani. "Il suo governo non è stato in grado di portare alcun tipo di riforma perché non siete mai stati uniti da un'unica visione della Sicilia", ha detto il capogruppo M5S all'Ars, Antonio De Luca, rivolgendosi al governatore. Critiche da De Luca sulla sanità: "Avete investito solamente sugli operatori privati della sanità, depotenziando il pubblico. La sanità pubblica è in rovina".

Secondo il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, nella sua relazione Schifani "parla di una Sicilia che non esiste. Oggi abbiamo avuto l’impressione che Schifani è un Peter Pan, uno che vive in un’Isola che appunto non c’è. Ha toccato punti critici e ci ha trattato proprio come i bimbi sperduti, gente pronta a credere ad ogni sua parola. Ma la verità è un’altra, per questo abbiamo portato in aula non parole come ha fatto lui ma dati e fatti che hanno smontato punto per punto".

E spiega: "Una relazione che non guarda alla sanità e che Agenas ci dà come fanalino di coda per le liste d’attesa. Che non parla di differenziata, nonostante le due città principali sono maglia nera per la differenziata. Non ha neanche ricordato a questo Parlamento che un altro dei suoi si è dimesso perché agli arresti domiciliari e non ha neanche detto che il Sole24Ore dice che la Sicilia è in fondo per qualità di vita. Ma per lui va tutto benissimo e questo è il dato veramente preoccupante e che ci fa capire che il suo governo è al capolinea”.

"Quella illustrata oggi dal presidente Schifani non è la fotografia di una Sicilia che cresce, ma il tentativo di raccontare una realtà che i siciliani smentiscono ogni giorno con la loro vita vissuta", ha dichiarato il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, intervenendo all'Ars dopo la relazione del presidente della Regione. "Dopo quattro anni di permanenza allo stato vegetativo ci saremmo aspettati una relazione verità fondata sull’elencazione dei fallimenti. Abbiamo ascoltato invece un lungo elenco di dati che nel vano tentativo di autocelebrarsi hanno invece mostrato Schifani reo confesso”, ha aggiunto.