Si chiama Squby ed è un prodotto che sta facendo parlare molto di sé in quanto punta a digitalizzare un settore che spesso è stato ignorato dalla tecnologia: quello degli oratori e centri estivi.
Si tratta di un braccialetto smart pensato per bambini che permette di gestire pagamenti, presenze e persino le intolleranze alimentari alla mensa, senza che i più piccoli debbano portarsi dietro tessere e contanti.
Come spiegato da Startupitalia, a idearlo è stato Antonio La Maila, il quale ha spiegato dietro l’idea c’è un assunto semplice: “i centri estivi vengono spesso gestiti da giovani volontari. E loro si smazzano la gestione dei pagamenti, con tutti i problemi e rischi del caso. Economicamente è un settore in cui ci sono perdite”. Un’esperienza che ha vissuto in prima persona negli anni novanta, che gli ha dato l’idea di trasformare Squby in uno spin off di AlienPro, la società che aveva fondato insieme al socio Marino de Stena.
“Ci hanno chiesto di dare una mano a gestire i grest e i centri estivi: presenze, intolleranze, pagamenti. Molti ancora oggi vanno avanti a carta, penna e buona volontà, ma è complicato” spiega parlando di come sia nata l’idea, sottolineando come si tratti di un problema tutt’altro che marginale anche contando i costi del centro estivo che quest’anno costano in media 186 Euro a settimana, in crescita di quasi il 6% rispetto al 2025.
Squby punta però a snellire l’organizzazione fondandosi su tre paletti. trasparenza verso i genitori, semplicità organizzativa per gli operatori e una maggiore sicurezza dei minori. A giocare a suo favore ci pensa un aspetto non di secondaria importanza: si tratta di una tecnologia che non è per nulla invasiva ma che al contempo permette agli operatori di fare meglio il loro lavoro. Il braccialetto infatti viene associato a una scheda anagrafica ricaricata dai genitori, che è collegata a sua volta a un registro di cassa integrato nell’app che consente di pagare al bar o in mensa e ricevere lo scontrino.
Ad oggi, sono 500 le strutture in Italia che usano il servizio su licenza. Il transato accumulato negli anni sfiora quota 14 milioni di Euro e nel 2026 ha debuttato anche SqubyPay, che gestisce i pagamenti tramite un partner esterno, con un costo per le famiglie che non supera i 5 euro.
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