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Daniele Baruzzo, Paola Siri e il 15enne Mattia: chi sono le vittime della strage a Finale Ligure. «Trovato un biglietto»


Si chiamavano Daniele BaruzzoPaola Siri e Mattia Baruzzo le vittime della strage familiare di Finale Ligure (Savona). Daniele, il papà, secondo una prima ricostruzione, avrebbe sparato alla moglie Paola e poi al figlio 15enne Mattia. Infine ha rivolto l'arma, una pistola, contro di sé per togliersi la vita.

L'uomo, 59 anni, era impiegato nel settore dell'automotive, la moglie era libera professionista. Secondo quanto appreso, l'uomo avrebbe scritto una lettera che è stata ritrovata sul cui contenuto gli inquirenti mantengono stretto riserbo: conterrebbe i motivi del gesto. Sconcerto e profonda tristezza in paese dove la coppia era molto conosciuta. Il figlio giocava in una squadra di calcio locale di Finale Ligure.

Proprio sulla pagina Facebook della squadra è apparso un post di cordoglio per Mattia. «Una tragedia ha spezzato la vita di un nostro giovane atleta e ha colpito profondamente tutta la nostra comunità. Ci stringiamo con affetto e commozione ai suoi parenti, ai suoi amici, ai compagni di squadra e a tutte le persone che gli hanno voluto bene, condividendo il dolore immenso per una perdita che lascia tutti sgomenti. Siamo affranti, increduli e profondamente addolorati di fronte a quanto accaduto», si legge nel post.

«In questo momento così drammatico, ogni parola sembra insufficiente per esprimere il dolore che proviamo e il profondo cordoglio della nostra società per una tragedia che ha colpito così duramente il nostro territorio. Come segno di rispetto, vicinanza e raccoglimento, la società ha deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile, compresi allenamenti e partite, fino a tutta la giornata di domenica», si legge ancora. «Ricorderemo il nostro giovane atleta per la sua presenza nel gruppo, per i momenti condivisi e per il legame costruito con i compagni e con tutta la società».

«Il suo ricordo resterà custodito nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di accompagnarlo, anche solo per un tratto, nel suo percorso di crescita. Il calcio giovanile non è solo allenamenti e partite: è comunità, amicizia, crescita e condivisione. Per questo oggi sentiamo ancora più forte il dovere di stringerci tutti insieme, come una grande famiglia sportiva, nel silenzio e nel rispetto del dolore. Ciao piccolo campione. Il tuo sorriso, il tuo impegno e il ricordo dei momenti vissuti insieme rimarranno per sempre parte della storia del Finale FBC e del cuore di chi ti ha conosciuto».


Ultimo aggiornamento: giovedì 3 settembre 2026, 16:24

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