Per trent’anni Daniele Bossari ha accompagnato intere generazioni attraverso la televisione e la radio, diventando uno dei volti più riconoscibili degli anni Duemila. Oggi, dopo una carriera costruita tra programmi cult, nuove sfide e momenti di profonda trasformazione personale, è un uomo che guarda al tempo con una consapevolezza diversa: quella di chi ha imparato a riconoscere ciò che conta davvero.
Marito di Filippa Lagerbäck, con cui condivide la vita da oltre vent’anni, e padre di Stella, ormai adulta, Bossari racconta in esclusiva per ELLE Privé come sono cambiati negli anni il suo modo di stare in coppia, il rapporto con sua figlia e il desiderio di vivere pienamente il presente.
Daniele Bossari è il guest editor di settembre di ELLE Privé con un racconto intimo dedicato al tempo, alla famiglia e alla necessità di ritrovarsi mentre si cambia: "Il tempo è la prima cosa che oggi non do più per scontata. E ho imparato a godermi il momento".
Sono tante le cose che oggi non do più per scontate. Il tempo è la prima. Non ho più voglia di fare cose che non mi interessano, che mi consumano energia, che mi avvelenano. Poi non è che le cose vadano bene sempre. Ma ho capito che bisogna spalmare questa consapevolezza nelle piccole cose quotidiane per godersele davvero.
È un esercizio in cui mia moglie Filippa è bravissima, quello di riuscire a godersi il momento. E forse anche una lunga relazione si tiene viva così: non sul fatto di essere sempre uguali, ma nel cercare di riconoscersi e ritrovarsi mentre si cambia.
Una formula non c’è. Di base, però, credo debba esserci una certa disponibilità ad attraversare le varie stagioni della vita e a ridefinire gli equilibri, perché nel frattempo si cambia e si cresce. In questo la coppia è uno specchio: l’altro può aiutarti a vedere i piccoli automatismi figli della routine di cui, col tempo, finiamo con l’essere vittime.
Sono cambiato anche come padre nel corso degli anni. All’inizio ero sicuramente più geloso, poi ho imparato ad avere fiducia in Stella, a sostenerla nelle proprie scelte, nella libertà di ascoltare quella voce interiore che l’ha condotta lontana da noi.
Io la lascio molto libera. Lei ha questa indipendenza geneticamente legata alla cultura scandinava di Filippa, che a 18 anni e un giorno l’ha portata fuori di casa, con tutte le responsabilità del caso. Oggi tra noi c’è un confronto tra persone adulte. Ma è facilissimo con Stella, perché è una ragazza pulita, un’anima sensibile che mi ha insegnato tantissime cose.
Daniele Bossari