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Dara: «Volevo mollare tutto prima dell’Eurovision per colpa dell’odio. Poi mio marito mi ha ricordato che avevo un sogno»


La vittoria all’Eurovision Song Contest 2026 ha cambiato la vita di Dara, una delle artiste pop più affermate della Bulgaria, lanciata da The X Factor Bulgaria e oggi forte di dieci anni di carriera tra musica, televisione e grandi palchi. Più viaggi, incontri, persone, musica e opportunità, ma soprattutto un pubblico che arriva ormai da molti Paesi: un salto enorme che Dara affronta senza dimenticare le proprie radici.

Al centro di questo nuovo capitolo c’è Bangaranga, diventata un fenomeno internazionale e virale anche grazie alla sua coreografia. Ma Dara non vuole fermarsi a una sola canzone: il primo album in inglese è quasi pronto e segna il prossimo passo verso un pubblico ancora più ampio. Coachella e Madison Square Garden sono tra i suoi sogni. Il futuro, dice, è ancora tutto da scrivere: «Sento di essere solo all’inizio».

Dara, che cosa è cambiato davvero dopo la vittoria all’Eurovision?

«Onestamente, tutto è diventato ancora più grande. Più viaggi, più incontri, più persone, più musica, più opportunità. Ma il cambiamento più grande è probabilmente che ora sento che il mondo è un po’ più aperto per me. Prima dell’Eurovision ero conosciuta soprattutto in Bulgaria. Ora incontro persone in diversi Paesi che conoscono la mia musica, ed è una sensazione pazzesca. Allo stesso tempo, sono sempre la stessa persona, ma con un’esperienza più ampia».

E tutto è partito da Bangaranga. Che cosa rappresenta per te questa canzone?

«Per me, Bangaranga è libertà. Parla del non prendersi troppo sul serio e del lasciarsi andare al divertimento. La canzone è stata sviluppata negli ultimi tre anni. È iniziata in Bulgaria, è stata poi rivista e ulteriormente sviluppata in Romania, mentre alcune parti aggiuntive sono state registrate in Grecia. Quando l’ho ascoltata per la prima volta, mi sono subito connessa con la sua energia. Ti fa venire voglia di muoverti, e questa è sempre una cosa che cerco nella musica. Non voglio fare canzoni solo perché suonino bene. Voglio che ti facciano provare qualcosa, anche se quel sentimento è semplicemente: “Ok, ho bisogno di ballare adesso!”».

La coreografia è diventata virale e sempre più persone hanno iniziato a reinterpretarla sui social. Come vivi questa risposta così grande da parte del pubblico?

«È davvero divertente. La parte migliore è che le persone rendono la coreografia loro. Ballano con gli amici, con i partner, con le famiglie, a volte completamente a caso, in posti in cui non mi aspetterei mai di vederla. E lo adoro, perché una volta che pubblichi una canzone, non è più soltanto tua. Le persone creano i propri ricordi con quella canzone, ed è qualcosa di davvero speciale».

Quando sei arrivata all’Eurovision, pensavi davvero di poter vincere?

«Naturalmente lo sogni. Immagini come ci si sentirebbe. In fondo vuoi sempre essere la migliore e vincere. Sono andata lì pensando: “Darò tutto quello che ho e rappresenterò il mio Paese con orgoglio e gioia”. Cerco di non aspettarmi nulla e di lasciarmi sorprendere. Seduta nella green room, guardando il cuore bulgaro salire, ero tranquilla e in qualche modo in modalità nirvana».

Oggi stai vivendo una delle fasi più importanti della tua carriera. Ma qual è stato, finora, il periodo più difficile da affrontare?

«Naturalmente ci sono stati momenti in cui alcune situazioni mi hanno colpita. Sono umana. Posso essere sicura di me e avere comunque momenti in cui qualcosa fa male. Dopo aver vinto la selezione nazionale ho quasi mollato, a causa di tutto l’odio. Mi sono chiesta se ne valesse la pena e se la mia salute dovesse venire prima di tutto il resto. Ma poi il mio adorato marito mi ha motivata e mi ha ricordato il mio sogno e il mio obiettivo. Gli sarò per sempre grata per essere stato al mio fianco».

Qual è il complimento che ti è rimasto più nel cuore? E, al contrario, qual è il tipo di critica che può ferirti di più?

«I complimenti più belli, per me, non riguardano il mio aspetto o il mio successo. Sono quelli in cui qualcuno mi dice: “La tua musica mi ha fatto sentire meglio”, oppure “Mi hai dato fiducia”, o ancora “Ho iniziato a credere in me stesso grazie a te”. Sono parole che mi rimangono dentro. E i commenti più difficili sono quelli che cercano di farti mettere in discussione chi sei. Ma ho imparato che l’opinione di una persona non ti definisce. Puoi ascoltare le critiche, imparare da esse e continuare a crescere, senza permettere che diventino la tua identità».

Dopo la vittoria all’Eurovision e il successo di Bangaranga, quali sono i prossimi passi che vuoi fare come artista?

«Mi sto preparando a pubblicare molto presto il mio nuovo singolo e il mio album è quasi finito. Sono incredibilmente felice di questo, perché sarà il mio primo album in inglese e per me rappresenta un passo molto importante. Ho lavorato davvero duramente e non vedo l’ora che le persone fuori dalla Bulgaria possano conoscermi non soltanto attraverso Bangaranga, ma attraverso l’intero album e tutti i diversi lati di me come artista. C’è davvero tanto in arrivo e, onestamente, sento di essere solo all’inizio».

Quando hai capito che la musica sarebbe stata una parte così importante della tua vita?

«Ho iniziato a cantare quando ero molto piccola. La musica è sempre stata un’amica per me, anzi, è la mia “amica per la vita”. Ho studiato musica e canto folkloristico bulgaro e ho amato ogni parte di quell’esperienza».

Da dove arrivano oggi le tue ispirazioni?

«Ascolto molte cose diverse, e questo cambia continuamente. Sono ispirata dagli artisti che non hanno paura di essere se stessi e che hanno un’identità molto chiara. Amo i performer forti, gli artisti capaci di darti un intero mondo con la loro musica e la loro identità visiva. Mi ispiro anche a cose che non hanno nulla a che fare con la musica: moda, film, viaggi, persone che incontro e conversazioni. A volte un piccolo momento può darmi l’idea per una canzone o per qualcosa di visivo».

Durante l’Eurovision hai avuto modo di confrontarti anche con la musica italiana, rappresentata quest’anno da Sal Da Vinci. Che rapporto hai con la musica del nostro Paese e cosa ne pensi di Sal e delle sue canzoni?

«Penso che la musica italiana abbia qualcosa di molto emozionale. Anche quando non capisci ogni parola, puoi sentire l’emozione nella voce e nella melodia. E amo la musica che racconta una storia. Sal Da Vinci ha quel modo di cantare molto italiano, molto appassionato, che apprezzo davvero. Rossetto e caffè ha un carattere così forte e capisco perché le persone si connettano con essa. Mi è piaciuto molto incontrarlo durante l’Eurovision e condividere dei momenti. Penso che sia questo a rendere speciale la musica: a volte non hai bisogno di capire ogni parola per capire il sentimento».

Se immagini la tua vita tra dieci anni, che cosa ti piacerebbe aver realizzato?

«Wow, dieci anni! Sembra così lontano. Onestamente, non voglio immaginare un futuro troppo preciso, perché penso che la vita sappia sempre sorprenderti. Vorrei essere un’artista ancora entusiasta di svegliarsi e fare musica. Vorrei aver viaggiato per il mondo, essermi esibita nei luoghi che ho sempre sognato, aver lavorato con persone straordinarie e creato musica che significhi davvero qualcosa per me.

Voglio aver realizzato i miei sogni, ma anche averne di nuovi, perché penso che dobbiamo sempre continuare a sognare e ad avere un obiettivo nella vita. E voglio crescere come donna, oltre che come artista».

Qual è il palco sul quale sogni di esibirti un giorno? E c’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

«Il mio palco dei sogni è Coachella e sto lavorando perché possa succedere presto. Mi piacerebbe esibirmi un giorno al Madison Square Garden: sarebbe uno di quei momenti in cui ti chiedi: “Sono davvero qui?”. Mi piacerebbe collaborare con Fred again. Amo gli artisti che hanno un’identità molto forte, quindi per me non conta soltanto quanto siano famosi. Voglio che una collaborazione sia emozionante e inaspettata».

Chi è il tuo fan numero uno?

«Penso che i miei fan più grandi siano le persone che mi hanno sostenuta fin dall’inizio, dieci anni fa, e che hanno continuato negli anni, rimanendo con me attraverso tutti i diversi capitoli della mia carriera. E ora sto anche accogliendo nuovi fan da diversi Paesi, il che è fantastico. Quindi forse sono abbastanza fortunata da avere un “fan club numero uno” davvero grande».

Hai una filosofia di vita o un motto che senti particolarmente tuo?

«Credo che il mio motto sia, in fondo, non avere paura di essere libera e di esprimermi a modo mio. Ho imparato che alcune delle cose migliori della mia vita sono accadute quando ho avuto il coraggio di uscire da ciò che mi faceva sentire al sicuro o da quello che pensavo dovesse succedere. Per questo cerco di rimanere curiosa».

Sei innamorata in questo momento? E, in generale, sei felice?

«Sì, sono molto innamorata di mio marito. Ma anche della vita stessa. Sta succedendo così tanto, ci sono così tante cose su cui sto lavorando e mi sento molto grata per il punto in cui mi trovo. E penso che imparare ad apprezzare dove sei, continuando allo stesso tempo a sognare dove vuoi arrivare, sia un posto davvero bellissimo in cui stare».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 9 settembre 2026, 07:03

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