Nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, già approvato lo scorso giugno alla Camera. Il provvedimento, che ha lo scopo di ridare all'Italia una normativa sulle centrali atomiche, ha ricevuto l’ok del Senato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti.
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"Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare”, afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Dopo quasi quarant'anni, l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose. Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori”.
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Il disegno di legge ha l'obiettivo di permettere la riapertura delle centrali, chiuse dopo il referendum del 1987. Il provvedimento dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia, e definisce i campi d'intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo.
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Il disegno di legge delega il governo ad adottare entro un anno dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per disciplinare, in particolare, la produzione e l’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile, secondo la tassonomia dell’Unione europea; la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare; la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti; la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito e la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione. Nella delega si fa riferimento, in particolare, ai nuovi impianti di produzione ’Small Modular Reactors (Smr)’ e ’Advanced Modular Reactor’ (Amr). Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, che ha firmato la proposta di legge, ha più volte dichiarato che conta di emanare i decreti attuativi entro la fine dell'anno.
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"Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l'Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L'Italia avrà più energia per famiglie e imprese. È la direzione che stanno prendendo i principali Paesi del mondo”, ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che aveva presentato il ddl.
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Per avere le prime centrali funzionanti in Italia, ha spiegato Pichetto, "una stima che faccio, in base agli elementi che ho a disposizione dagli esperti del settore, è verso il 2033-2034". Sul deposito per le scorie nucleari, che l'Italia attende da oltre vent'anni, "il percorso è previsto nella delega", ha dichiarato il ministro. Una parte dei decreti legislativi riguarderà proprio il deposito". I provvedimenti secondo Pichetto distingueranno tra lo stoccaggio dei rifiuti ad alta radioattività e quello dei rifiuti a bassa e media radioattività. I primi "sono un quantitativo molto ridotto, poco più di 20 cask, quindi 200 metri quadri". Per questi ci sarà "uno stoccaggio temporaneo, e poi dovranno andare nel deposito geologico, che stiamo valutando a livello europeo". Poi ci sarà "il deposito dei rifiuti a bassa e media intensità: acciaio, ferro, mattoni delle vecchie centrali, e la produzione giornaliera di rifiuti radioattivi, in gran parte ospedalieri".
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Pichetto ha precisato che la legge "riguarda solo il nucleare civile" e ha aggiunto di condividere il “non utilizzo per il militare". Il governo ha ripetuto più volte che non vuole riportare in Italia le grandi centrali nucleari che c'erano fino al 1987, ma vuole puntare sui piccoli reattori modulari: una tecnologia più moderna, sicura ed economica, che però al momento è solo alla fase di prototipo. L'Italia potrebbe avere i primi reattori operativi "nel 2034-2035", ha detto il ministro Pichetto.
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La legge delega non stanzia fondi per costruire centrali ma solo le coperture iniziali per avviare il programma e riorganizzare l’Agenzia per la sicurezza. L’approvazione della legge quindi non comporta di default l’avvio della produzione nucleare. Importante che la normativa rispetti gli obblighi internazionali: la materia è ricompresa nella tassonomia green dell’Ue, quindi i vari step andranno sempre sottoposti all’ok di Bruxelles. Sul fronte del sostegno finanziario si punta su forme di partenariato pubblico-privato.
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