Un'immagine delle loro mani, una sull'altra, e due parole per cominciare un addio pieno di ricordi: «Ciao Papà». Debora Serracchiani ha annunciato sui social la morte del padre, affidando a un lungo messaggio il racconto del loro rapporto e di tutto ciò che l'uomo le ha trasmesso nel corso della vita.
La deputata del Partito democratico ripercorre momenti dell'infanzia, scelte importanti e piccoli frammenti della loro quotidianità. Ma soprattutto racconta la fiducia ricevuta dal padre e i sacrifici che lui aveva affrontato per permetterle di costruire il proprio futuro. «Fino all'ultimo è stato bello starti accanto», scrive Serracchiani.
Nel suo messaggio la deputata ricorda gli insegnamenti ricevuti fin da bambina. Il padre le aveva insegnato a giocare a tennis e ad andare in motorino, ma anche, racconta, ad amare le persone e gli animali, a rispettare gli altri e ad aiutare soprattutto chi si trovava in difficoltà. Un'educazione fondata anche sulla fiducia. Serracchiani ricorda come il padre l'avesse sostenuta negli studi e nelle decisioni che, crescendo, l'avevano portata sempre più lontano da casa. A 18 anni la partenza da sola per Londra, poi il trasferimento a Udine e le scelte personali, comprese quelle che lei stessa definisce «un po' ribelli» e capaci di provocargli qualche preoccupazione. Tra i ricordi emerge anche un sacrificio particolare: il padre aveva svolto due lavori per permetterle di studiare. «Se oggi sono quella che sono, lo devo a te e alla mamma», scrive Serracchiani.
Nel dolore trova spazio anche un dettaglio più intimo e leggero, legato all'ironia romana del padre. Quando Debora gli domandava come stesse, lui aveva una risposta pronta. «Mejo de te», le diceva con un sorriso.
Una battuta che, racconta la deputata, riservava non soltanto a lei, ma anche alle altre persone che incontrava. Poche parole che nel messaggio diventano il ritratto di un carattere e di una complicità tra padre e figlia rimasta impressa nella memoria.La parte finale del post è un addio alle persone e agli animali che hanno fatto parte della loro storia. Serracchiani immagina il padre ritrovare Filippo, Ughetto, Matilda e Bea e partire insieme a loro per una lunga passeggiata. Poi, proprio nell'ultima riga, torna ancora una volta quel filo di ironia e affetto che attraversa tutto il ricordo: «E comunque e sempre Forza Roma!». Un ultimo riferimento alla squadra del cuore prima di chiudere quel messaggio iniziato nel modo più semplice e difficile: «Ciao Papà».
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