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Decima notte di attacchi USA sull'Iran, Trump: "Pagheranno molte volte per ogni soldato ucciso"


Le guerre in Medio Oriente

Gaza: uccise 5 persone, tra cui 3 bambini, in attacco Israele. Khalil al-Hayya è il nuovo leader di Hamas. Gli Houthi annunciano blocco marittimo dell'Arabia Saudita. In Cisgiordania nuovi attacchi dei coloni, uccisi due residenti palestinesi

Raid statunitensi contro Iran, decima notte

Reuters

Raid statunitensi contro Iran, decima notte

Drone israeliano su Gaza, sterminata famiglia di 6 persone

L'esercito israeliano ha ucciso una coppia e i loro quattro figli minori (di 12, 11, 9 e 5 anni), bombardando la loro abitazione con un drone a Gaza City. Lo ha riferito il ministero della Salute della Striscia. Nell'attacco sono morti tutti e sei i membri della famiglia Al Masri: Firas (padre) e Salsabil (madre), entrambi trentatreenni; Amira (5 anni), Salma (9), Ferial (11) e l'unico figlio maschio, Naim (12). Secondo la Protezione Civile, le squadre dei vigili del fuoco sono dovute intervenire per impedire che il vasto incendio scatenato dall'attacco si propagasse alle abitazioni vicine. Interpellato in merito all'accaduto, l'esercito israeliano ha confermato l'attacco, sottolineando tuttavia che l'obiettivo era un membro del gruppo islamista palestinese Hamas. Si tratta del secondo attacco in pochi giorni in cui le forze armate israeliane uccidono un'intera famiglia, causando un elevato numero di vittime tra i minori. Sabato, l'esercito aveva ucciso anche cinque membri della famiglia Nasman in un altro attacco contro un'abitazione a Gaza City. In quell'occasione, l'attacco e' costato la vita ai genitori, alla figlia Awa (8 anni) e ai figli Ibrahim (15) e Yahya (17). Martedi', Israele ha diffuso una nota affermando che Adham Nasman, il padre, era un membro della Brigata di Gaza di Hamas. Interpellata sulla morte della madre e dei suoi tre figli, una portavoce dell'esercito ha dichiarato che erano state adottate "misure precauzionali" - come l'impiego di munizioni di precisione - per evitare vittime civili.

Pasdaran rivendicano la morte dei soldati Usa in Giordania e gli attacchi in Bahrein

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rivendicato l'uccisione di un numero imprecisato di soldati americani in seguito a un attacco contro un centro di raduno delle forze USA nella zona di Al-Rukban, in Giordania. In un comunicato, la Guardia Rivoluzionaria ha affermato che "il numero di morti reso noto dal ministro della Difesa americano è di gran lunga inferiore a quello reale". L'IRGC ha inoltre dichiarato di aver distrutto un sistema radar di difesa aerea e un cacciabombardiere F-15 all'interno della sua hangar in una base americana in Giordania. Secondo la stessa fonte, il Corpo ha inoltre lanciato missili da crociera contro le infrastrutture della società americana Amazon in Bahrein, definendo l'azione una risposta al presunto attacco israeliano-statunitense contro la struttura nucleare di Darakhoin.

Pasdaran: "Abbiamo distrutto un data center di Amazon in Bahrein"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver distrutto un data center di Amazon in un attacco in Bahrein. "In risposta all'aggressione e all'attacco perpetrati dall'esercito statunitense contro le strutture civili e in costruzione di Darkhovin, i caccia dell'Irgc hanno attaccato e distrutto l'infrastruttura data center della società americana Amazon in Bahrein", hanno dichiarato i pasdaran in un comunicato rilanciato dall'agenzia Fars.

Gaza: uccise 5 persone, tra cui 3 bambini, in attacco Israele

Cinque persone sono state uccise in un attacco israeliano contro un'abitazione nella parte meridionale della città di Gaza. Lo hanno riferito questa mattina i media di Gaza affiliati ad Hamas. Secondo le stesse fonti, tre delle vittime erano bambini, tutti appartenenti alla stessa famiglia.

Media iraniani, missili su Abadan e vicino Shiraz

Alcuni missili si sono abbattuti su  Abadan, nel sud-ovest dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa  statale iraniana Irna, secondo cui è stato colpito colpito un sito  civile alla periferia della città. È stato inoltre riferito che non si sono registrate vittime nell'incidente. L'agenzia ha inoltre riferito  che un missile lanciato dagli Stati Uniti ha colpito le montagne che  circondano la città di Shiraz, nell'Iran centrale. Nel frattempo, le  autorità della vicina provincia di Isfahan hanno smentito le notizie  di attacchi nella provincia, affermando che "non c'è stata alcuna  aggressione nemica nella città o in qualsiasi altra parte della  provincia".

Pasdaran: "Colpiti obiettivi militari Usa in Bahrein e Kuwait"

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno annunciato di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna. L'esercito ideologico dell'Iran ha dichiarato di aver colpito due sistemi di difesa aerea e un'installazione radar in due avamposti militari statunitensi in Bahrein. I Guardiani hanno inoltre affermato di aver colpito sistemi missilistici difensivi e apparati radar e di ricezione satellitare in Kuwait. "Il nemico deve prepararsi a ulteriori ondate di droni e ad attacchi missilistici ancora più decisi e potenti", hanno dichiarato in un comunicato diffuso da Irna, dopo questo attacco contro installazioni di rilevamento.

Usa, allerta per i cittadini americani nel mondo in seguito alla guerra con Iran

Il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato un'allerta invitando i cittadini statunitensi nel mondo a "prestare maggiore attenzione" alla luce del conflitto con l'Iran, "A causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente - afferma Washington - la situazione della sicurezza resta complicata con una potenziale e imprevedibile escalation. Gli americani che si trovano al di fuori del Medio Oriente dovrebbero riconsiderare l'opportunità di recarsi nella regione o di attraversarla" a causa della "possibilità di attacchi contro sedi diplomatiche Usa o luoghi legati agli Stati Uniti e agli americani in tutto il mondo".

I Pasdaran: "Fermate due petroliere a Hormuz, incendi a bordo"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver fermato due petroliere che transitavano lungo la cosiddetta "Rotta Meridionale" dello Stretto di Hormuz, non riconosciuta da Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "Due petroliere non conformi, che tentavano di attraversare la pericolosa Rotta Meridionale dello Stretto di Hormuz, sono state fermate dopo che delle esplosioni hanno provocato incendi di notevole entità a bordo", si legge in un comunicato diffuso dall'agenzia.

Ukmto: "Petroliera colpita da proiettile nello Stretto di Hormuz"

L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto afferma di aver ricevuto diverse segnalazioni secondo cui una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello stretto di Hormuz. L'incidente è avvenuto a otto miglia nautiche a nord-est di Limah, in Oman, e le autorità stanno indagando, secondo quanto riportato dall'agenzia britannica, in un comunicato pubblicato su X.

Il furto dell'acqua per occupare la terra, reportage dalla Cisgiordania

Il Pentagono: "Quasi 100 militari americani feriti dal 7 luglio"

Quasi 100 militari americani sono rimasti feriti dal 7 luglio, la maggior parte dei quali ha riportato commozioni cerebrali lievi: è il bilancio diffuso dal Pentagono sullo scontro armato in atto contro l'Iran. 

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riferito che il presidente Donald Trump parteciperà martedì sera alla cerimonia di trasferimento dei militari uccisi in Giordania durante il weekend a causa degli attacchi iraniani, presso la base aerea di Dover. Due delle tre vittime sono state identificate nella soldatessa 19enne Isabella Gonzales (Texas) e nel tenente Tyler James Feehan di 25 anni (Hawaii). 

Rappresaglia iraniana, missili contro le basi USA in Kuwait

Le forze armate del Kuwait hanno reso noto di aver attivato le difese aeree contro missili e droni lanciati dall'Iran. "Attualmente le difese aeree kuwaitiane stanno affrontando attacchi missilistici e droni nemici, a seguito dell'aggressione iraniana criminale", lo scrive su X l'esercito del Kuwait, invitando i cittadini ad attenersi alle disposizioni di sicurezza, ma rassicurando che "i rumori delle esplosioni, se uditi, sono il risultato dell'intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea degli attacchi nemici". 

L'esercito iraniano ha confermato di aver preso di mira una base americana in Kuwait con missili, in risposta ai nuovi attacchi degli Stati Uniti, secondo l'agenzia ufficiale Irna. Le forze armate iraniane hanno preso di mira "alcuni sistemi missilistici" Himars statunitensi "nella base di Arifjan a Kuwait", spiega l'Irna. 

In precedenza il CentCom aveva annunciato una nuova serie di attacchi contro l'Iran, per la decima notte consecutiva, mirati a distruggere le capacità offensive contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto, come nei precedenti attacchi Usa, colpendo i Paesi vicini del Golfo che ospitano forze statunitensi, tra cui il Kuwait.

Attacchi americani, esplosioni a Bandar Abbas, Sirik e Shiraz

Esplosioni sono state udite stanotte in Iran a Bandar Abbas e Sirik, nel sud del Paese. Lo riporta Iran International, citando la tv di Stato iraniana e l'agenzia di stampa iraniana Fars legata ai Pasdaran. L'agenzia di stampa di Stato Irna ha riferito anche di un'esplosione udita a Shiraz. Inoltre l'agenzia Mehr ha riportato due esplosioni a Isfahan, ma pochi minuti dopo il governatore di Isfahan ha dichiarato che stasera in città non sono stati registrati attacchi.

Trump minaccia vendetta per i soldati uccisi, ma per i media USA la guerra è un "pantano"

La televisione di Stato iraniana riporta esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas

La televisione di Stato iraniana riporta esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas. L'agenzia di stampa Mehr riferisce inoltre dell'attivazione dei sistemi di difesa aerea nei pressi della centrale nucleare di Bushehr. Le esplosioni sono avvenute dopo che il CentCom ha annunciato un'altra serie di attacchi contro l'Iran

Centcom: "Lanciata una nuova serie di attacchi contro l'Iran"

Le forze americane hanno lanciato una nuova serie di attacchi contro l'Iran. Lo ha reso noto il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom),secondo cui le operazioni sono iniziate alle 16 locali . Gli attacchi, che seguono nove giorni di fila di crescente attività, sono "volti a ridurre ulteriormente le capacità militari iraniane usate per colpire il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il Centcom

Khalil al-Hayya è il nuovo capo dell'ufficio politico di Hamas

Khalil al-Hayya è stato nominato nuovo leader dell'ufficio politico di Hamas, succedendo a Yahya Sinwar, ucciso due anni fa. 

Nato a Gaza nel 1960, al-Hayya è un esponente storico del movimento islamista palestinese e uno dei suoi dirigenti più influenti. Considerato vicino all'Iran, al-Hayya ha avuto un ruolo di primo piano nei negoziati per diverse tregue con Israele. È stato coinvolto nei tentativi diplomatici che hanno portato alla fine del conflitto del 2014 e, più recentemente, negli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra in corso nella Striscia di Gaza. Sessantacinque anni, già responsabile della leadership di Hamas a Gaza dall'estero, al-Hayya è considerato il principale esponente della corrente più intransigente emersa dopo la guerra con Israele iniziata nell'ottobre 2023. Stretto collaboratore di Sinwar, è visto come un continuatore della linea politica del movimento che aveva come riferimento anche Ismail Haniyeh, ex capo dell'ufficio politico di Hamas ucciso a Teheran nel luglio 2024. Secondo quanto riferito dalla BBC, la nomina di al-Hayya è arrivata dopo due turni di votazione, in un contesto di divisioni interne sul futuro del gruppo. Nel primo turno, l'ex capo dell'ufficio politico Khaled Meshaal avrebbe ottenuto un numero di voti leggermente superiore rispetto ad al-Hayya, senza però raggiungere la maggioranza necessaria, secondo una fonte palestinese informata sulle elezioni citata dall'emittente britannica. Il ballottaggio si sarebbe poi concluso con un voto a maggioranza semplice.

Membro di Hamas fin dalla fondazione del movimento nel 1987, al-Hayya è stato più volte nel mirino di Israele. Nel 2014, durante un raid israeliano, la sua abitazione fu colpita: nell'attacco morirono il figlio maggiore Osama, sua moglie e i tre figli, secondo quanto riportato da Reuters. Nel settembre scorso è invece sopravvissuto a un attacco aereo israeliano contro una riunione di vertici di Hamas a Doha, in Qatar. Negli ultimi anni al-Hayya ha lasciato Gaza e si è stabilito in Qatar, diventando uno dei principali interlocutori del movimento nei rapporti con i Paesi arabi e islamici

Trump: "Netanyahu non sarà arrestato in nessuna circostanza negli Usa"

Il premier israealino Benjamin Netanyahu "non verrà arrestato, in alcun modo o circostanza, mentre si trova negli Stati Uniti". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth rispondendo al sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha lasciato aperta la possibile di un arresto di Netanyahu, qualora sbarcasse a New York per l'assemblea dell'Onu. "Gli unici a dover essere arrestati sono coloro che hanno trascinato l'Iran in questa inedita spirale di morte e distruzione, una questione che avrebbe dovuto essere affrontata anni fa dai precedenti presidenti", ha messo in evidenza Trump.

Trump: "L'Iran pagherà a caro prezzo uccisione soldati americani"

 Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che l'Iran "pagherà" per aver ucciso soldati americani. "Ogni volta che l'Iran uccide un soldato americano, la pagherà a caro prezzo! Ho trasmesso questa direttiva al segretario alla Guerra, Pete Hegseth" e a tutti i leader dell'esercito.

Nyt, decine soldati Usa feriti in attacco Teheran in Giordania

Il New York Times ha riferito, citando un funzionario militare americano, che decine di soldati sono rimasti feriti e diversi elicotteri sono stati danneggiati negli attacchi iraniani contro una base militare statunitense in Giordania la scorsa settimana. Il funzionario militare statunitense, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che il Comando Centrale degli Stati Uniti non è tenuto a divulgare informazioni sui soldati feriti, soprattutto quando questi rientrano in servizio rapidamente. La fonte militare ha aggiunto che altri tre attacchi simili si erano verificati prima dell'attacco iraniano di venerdì, in cui sono rimasti uccisi tre soldati degli Stati Uniti.

Media: mediatori propongono tregua di 10 giorni per lavorare ad accordo Usa-Iran

I mediatori hanno proposto una tregua di 10 giorni per esplorare le modalità per rilanciare l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive Reuters citando una fonte iraniana di alto livello, secondo quanto riportato da Sky News. 

Gli Houthi yemeniti annunciano un blocco marittimo dell'Arabia Saudita

Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita. 
L'annuncio giunge dopo che Houthi e sauditi si sono scambiati colpi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni. I ribelli "dichiarano un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, basato sull'equazione 'occhio per occhio', con effetto immediato a partire dalla pubblicazione di questa dichiarazione", ha affermato il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree. 

Nyt: Pentagono ha nascosto raid e ferimento soldati

Nei giorni prima dell'attacco in cui sono morti due soldati, c'erano stati altri tre raid iraniani contro la base americana di Azraq in Giordania, ma il Pentagono li aveva tenuti nascosti. A sostenerlo e' il New York Times che cita fonti dell'amministrazione Trump. Nei bombardamenti decine di soldati sono rimasti feriti e diversi elicotteri sono stati danneggiati, hanno rivelato le fonti.
In dichiarazioni rilasciate dopo i raid aerei su siti militari iraniani la scorsa settimana, il Comando centrale Usa ha spiegato che si trattava di una rappresaglia per le azioni di Teheran contro le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz. Ma non c'era alcuna menzione del fatto che l'Iran avesse preso di mira diverse installazioni Usa, anche in Giordania.
Sabato, Centcom ha annunciato che quattro militari feriti il giorno prima erano stati dimessi dall'ospedale e che altri erano tornati in servizio, senza specificare quanti e senza rivelare che vi erano stati soldati colpiti nei tre precedenti raid.
Fonti del Pentagono hanno assicurato che il Centcom non e' tenuto a rilasciare informazioni sui feriti, soprattutto quando tornano rapidamente in servizio, anche per non offrire elementi utili all'Iran. Secondo i dati ufficiali, finora i caduti americani in guerra sono 16 e oltre 400 i feriti.  

Teheran: con Usa continuano scambi diplomatici tramite mediatori

Iran e Stati Uniti continuano i loro scambi diplomatici tramite mediatori nonostante la nuova ondata di raid. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, nel corso di una conferenza stampa a Teheran. ''Siamo stati informati dai mediatori. Abbiamo ricevuto dei messaggi, senza entrare nei dettagli, ma il punto principale è che l'apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e alcune idee ci sono state comunicate da certi mediatori'', ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri.
La responsabilità della recente escalation ricade sugli Stati Uniti, ha affermato Baghaei. ''Abbiamo ripetutamente sottolineato di non nutrire alcuna ostilità nei confronti dei paesi della regione, ma ci aspettiamo che facciano il loro dovere e non permettano attacchi contro l'Iran dal loro territorio", ha aggiunto, sottolineando che "finché questi crimini continueranno, le nostre forze armate reagiranno".

Al via a Gaza ricerche corpi oltre mille dispersi

Sono iniziate a Gaza nuove operazioni di recupero dei corpi di oltre mille persone uccise durante l'offensiva israeliana e i cui corpi sono rimasti finora sepolti sotto le macerie. Lo ha annunciato la Protezione Civile della Striscia.
"Questa fase durera' 800 ore e interessera' i governatorati Centrale, Gaza e Nord", si legge in un comunicato, si scavera' in "147 abitazioni distrutte sotto le quali rimangono 1.072 martiri dispersi". C'era gia' stata una prima operazione in cui erano state rimosse le macerie di 54 edifici e recuperato 333 salme. Le missioni sono svolte dalla Protezione Civile in coordinamento con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che le finanzia.

Coloni incendiano moschea in villaggio di 'No other land'

Coloni israeliani hanno attaccato violentemente e incendiato una moschea, nonche' alcune case e almeno un'auto, nel villaggio palestinese di Tuwani, a sud di Hebron in Cisgiordania), reso noto nel documentario vincitore dell'Oscar nel 2025 "No Other Land". "Nel mio villaggio si sta consumando un pogrom. Coloni terroristi hanno incendiato la moschea e diverse case e stanno attaccando gli abitanti", ha denunciato su Instagram Basel Adra, uno dei co-registi della produzione israelo-palestinese e originario di Tuwani. Secondo l'attivista Osama Majamra, che ha parlato con l'agenzia Wafa, i coloni erano armati e protetti dall'esercito israeliano. "I soldati dell'occupazione hanno anche sparato proiettili veri, ma nessuno è rimasto ferito", ha aggiunto. Le immagini delle telecamere di sicurezza, condivise da un altro attivista, mostrano un gruppo di almeno quindici individui mascherati che lanciano quelle che sembrano essere molotov contro le case, che prendono fuoco in pochi secondi.  Da giugno, Israele ha sfollato con la forza 63 comunita' palestinesi, abitate da circa 4.300 palestinesi, nelle aree C e B, e altri 454 residenti erano stati costretti ad abbandonare le proprie case in quindici comunita' parzialmente sfollate, secondo i dati dell'Ong israeliana B'Tselem. Inoltre il governo israeliano sta finanziando nuovi insediamenti a un ritmo senza precedenti, anche nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata, oltre a strade, telecamere di sorveglianza, elettricità, acqua e veicoli per i coloni.

Il sindaco di NY Mamdani:"Valuto l'arresto di Netanyahu se verrà all'assemblea Onu"

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando se arrestare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora si recasse a New York, come previsto, per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre.  "Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia", ha detto Mamdani riferendosi alla sede della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. "È un criminale di guerra incriminato dalla Corte Penale Internazionale", ha aggiunto.