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Diana Bianchedi è la nuova capodelegazione della Nazionale italiana di calcio: ecco perché è una scelta rivoluzionaria


Diana Bianchedi entra a far parte della Nazionale Italiana di calcio assumendo il ruolo, lasciato vacante dal dimissionario Gigi Buffon, di capodelegazione. A dare l'annuncio, il neo-presidente della FIGC Giovanni Malagò, che ha voglia di dare una svolta al calcio italiano ormai da troppo tempo impantanato nella mediocrità.

La decisione di affidare un ruolo così centrale nel progetto a Diana Bianchedi segna l'inizio di una vera e propria rivoluzione culturale, volta a reinserire il calcio all'interno del dialogo complessivo con lo sport italiano.

Bianchedi, leggendaria ex schermitrice, rappresenta un cambio di rotta epocale per la Federcalcio italiana. Per la prima volta, infatti, il ruolo strategico di capodelegazione della selezione maggiore maschile viene affidato, non solo a una donna, ma soprattutto a una figura proveniente da una disciplina diversa dal calcio, spezzando così l'autoreferenzialità del mondo del pallone.

«La decisione risponde a una chiara richiesta dei tifosi e degli appassionati, fare in modo che il calcio non sia più percepito come una realtà isolata rispetto al resto dello sport», dice Giovanni Malagò in una intervista alla Gazzetta dello Sport.

Diana Bianchedi, che affiancherà la squadra guidata dal commissario tecnico Roberto Mancini, gode di una straordinaria credibilità internazionale e di un solido background manageriale. Donna di sport da sempre, ha raggiunto risultati incredibili, prima come atleta, poi come manager. Nata a Milano nel 1969, Diana Bianchedi vanta una carriera sportiva semplicemente straordinaria, legata a doppio filo alla storia del fioretto femminile italiano.

Colonna portante della squadra azzurra di scherma, ha conquistato due medaglie d'oro olimpiche nel fioretto a squadre (a Barcellona 1992 e a Sydney 2000). Nel corso della sua carriera ha costruito un palmarès impressionante composto da 16 medaglie.

La sua storia sportiva è fatta anche di grande forza d'animo. Alle Olimpiadi di Atlanta 1996, dove si presentava nelle vesti di grande favorita per il titolo individuale, fu costretta al ritiro immediato durante il primo assalto a causa della dolorosa rottura del tendine d'Achille, un ostacolo che ha saputo superare tornando a vincere quattro anni dopo.

Laureata in Medicina con specializzazione in medicina dello sport, terminata la carriera agonistica, Bianchedi ha saputo convertire la sua mentalità da atleta in competenze manageriali. È stata la prima donna vicepresidente nella storia del CONI e ha ricoperto ruoli di vertice assoluto nella pianificazione strategica dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina.

Per le sue capacità sportive, Diana Bianchedi ha ricevuto nel 1995 il Collare d'Oro al merito sportivo e nel 2000 l'onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana, quest'ultima su iniziativa dell'allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Attraverso una nota ufficiale, il Coni però ha comunicato che, «ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale».

Dall'altra parte fonti della Figc hanno detto all'Ansa: «Non si ravvisa alcun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio. Non c'è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un'incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l'incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall'articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza».