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"Diesel alle stelle: in ginocchio camionisti, tassisti e chi guida


TRENTO. "Diesel alle stelle: padroncini, tassisti e Ncc in ginocchio, intervenga l'Unione europea". A dirlo è la Cgia di Mestre che nel suo ultimo studio sottolinea come il caro carburanti continui a pesare sì sulle tasche di famiglie e pendolari, ma come a pagare il conto più salato siano soprattutto i cosiddetti "professionisti della strada".

L'impennata dei prezzi di diesel e benzina registrata dopo l'inizio del conflitto nel Golfo Persico, viene rimarcato, sta mettendo in seria difficoltà autotrasportatori, tassisti, Ncc e agenti di commercio, categorie che ogni giorno percorrono centinaia di chilometri per lavoro. Guradando solo al Trentino Alto Adige, le imprese coinvolte nelle categorie citate sono 4780.

Nel concreto, spiega la Cgia, dall'inizio del conflitto il prezzo del diesel è salito del 20,9 per cento ossia di 36 centesimi in più al litro (da 1,721 a 2,080 euro a l litro) con il risultato che "fare il pieno ad un autocarro sotto le 7,5 tonnellate costa 1040 euro, 180 euro in più rispetto alla fine di febbraio", aumento definito "una vera e propria stangata". Per quanto riguarda la benzina, questa è saluta del 19,6 per cento e di 33 centesimi al litro (da1,668 a 1,995 euro/litro) dall'inizio del conflitto tra Usa e Iran.

"Tra gli artigiani questo conto salato – spiega il centro studi – non lo stanno pagando solo i padroncini ma anche tassisti e Ncc, tutte figure che rientrano nei professionisti della strada: quegli operatori che per legge devono possedere un'abilitazione specifica per guidare i mezzi con cui lavorano, una platea di persone che percorre centinaia di migliaia di chilometri l'anno, di giorno e di notte". A questo elenco, viene specificato, si aggiungono gli agenti di commercio, categoria di partite Iva che passa gran parte della giornata lavorativa al volante.

Guardando alla situazione in Italia, le attività riconducibili ai tre comparti monitorati sono quasi 304 mila, di cui quasi 204 mila agenti di commercio, 68.500 autotrasportatori e 31600 tra tassisti e Ncc. Tra le regioni, spiega il centro studi, la Lombardia guida la classifica con oltre 49 mila attività, seguita da Lazio (29 mila) e Veneto (28.900). Il Trentino Adige, come anticipato, conta in totale 4780 attività tra cui 2569 agenti di commercio, 1543 imprese di autotrasporto e servizi di trasloco e 688 tra taxi e Ncc.

La Cgia rimarca poi come le misure prese a livello nazionale da sole non bastino e che a servire è un intervento a livello europeo che permetta ai singoli Paesi di abbassare in modo stabile e duraturo le imposte sui prodotti energetici, senza mettere a rischio l'equilibrio dei conti pubblici.

"Il caro carburante rappresenta una criticità che interessa l'intero territorio europeo, non solo l'Italia. È opportuno – prosegue la nota diffusa – sottolineare come i rincari nel nostro Paese negli ultimi mesi risultino comunque più contenuti rispetto a quelli rilevati in altri Stati membri con cui l'Italia si confronta sul piano economico".

E poi l'affondo: "Alla luce di questo scenario, appare necessario interrogarsi sulle ragioni dell'inerzia delle istituzioni europee ed è legittimo chiedersi cosa impedisca a Bruxelles di autorizzare gli stati membri a introdurre misure temporanee di sostegno come la riduzione delle accise sui carburanti, un taglio dell'aliquota Iva applicata o l'attivazione di aiuti mirati per i comparti maggiormente esposti come il trasporto di merci e persone, la pesca e l'agricoltura che risentono in maniera diretta degli aumenti, con conseguenze rilevanti sulla tenuta dei margini e sulla competitività delle imprese".

La Ggia rimarca poi che "l'Unione europea dispone degli strumenti normativi necessari per garantire una risposta coordinata ed efficace all'emergenza, così come è stato fatto all'indomani dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina", auspicando ad un'assunzione di responsabilità tempestiva "da parte delle istituzioni comunitarie, a tutela dei cittadini e del tessuto produttivo europeo".