«Sono 30 anni che faccio l'infettivologo e non ho mai visto un caso di difterite». L'infettivologo Matteo Bassetti ammette che è raro ormai vedere una malattia simile. Ma il caso di Palermo, dove una bambina di 4 anni è morta, ha scatenato l'attenzione di massa verso un batterio che sembrava scomparso in Italia. Ma perché sono tornati i casi? E quali sono le zone più a rischio contagio? Le risposte di Bassetti.
Non è che c'è un aumento dei casi, sono aneddotici casi di difterite che hanno riguardato prima l'Est del mondo legato fondamentalmente alle basse coperture vaccinali. Stiamo parlando di Romania, Albania, Bulgaria, tutta l'area ex sovietica. L'Italia, per fortuna, ha avuto solo casi sporadici.

C'è gente che non vaccina i figli per la difterite, tetano, pertosse (che sono le vaccinazioni che si fanno nei primi anni di vita). Inevitabilmente queste malattie tornano fuori e quindi la cosa paradossale è che dobbiamo tornare a parlare di queste malattie infettive.
Sono 30 anni che faccio l'infettivologo, non abbiamo mai visto un caso di difterite. E quindi anche io che non l'ho mai visto dovrei tornare a insegnare nelle scuole di specializzazione di pediatria, di malattie infettive, queste malattie che non abbiamo visto. Quindi anche i medici sono più in difficoltà a riconoscere queste malattie perché non avendole mai viste negli ultimi 50 anni è più difficile.

Il quadro clinico della difterite è abbastanza classico, si chiama croup difterico perché praticamente soffochi, ovvero si riempie la la gola di placche da biancastre, abbastanza caratteristico e quindi si va a una insufficienza respiratoria gravissima, non ci si riesce a respirare, non passa l'aria.
Quindi il quadro è veramente grave, è di una forma simile alle tonsilliti batteriche, quindi va messa in diagnosi differenziale con delle forme di tonsillite anche batterica, streptococco o virale.
Le aree più a rischio del nostro paese finiscono di essere quelle dove si vaccina di meno, quindi il Sud certamente più del Nord in questo momento. E anche al nord alcune aree, penso il Veneto e ad alcune aree del Trentino Alto Adige. Ma anche del Friuli Venezia Giulia, dove c'è una copertura vaccinale minore.
Mi auguro ci sia un sussulto da parte di tutti. In primis da parte della politica, che su questo ha una responsabilità enorme perché si è divisa su un argomento su cui non ci si sarebbe dovuti dividere. La politica deve fare un esame di coscienza e rendersi conto che su un tema come quello dei vaccini non può dividersi, perché quando un bambino di 4 anni muore di difterite evidentemente la colpa non è dei genitori ma la colpa è di tutto ciò che c'è intorno.
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