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Disperso a Cuba, L'Ambasciata chiama la figlia di Maurizio Cappato


ROVIGO - Quella telefonata che aspettava da giorni, alla fine, è arrivata. A chiamare Mary Cappato, figlia di Maurizio, ex poliziotto di Rovigo scomparso lunedì scorso in mare, è stata personalmente l'ambasciatrice italiana a Cuba Simona De Martino, utilizzando il proprio contatto privato. Un contatto arrivato dopo giorni difficili e proprio dopo che Mary aveva deciso di rendere pubblica la propria amarezza, raccontando anche sulle pagine del Gazzettino le difficoltà incontrate nel ricevere informazioni - o anche solo di avere risposta alle telefonate - sulla scomparsa del padre e l'inevitabile paragone con la mobilitazione scattata per Alessandro Di Battista.

Ora cambiano i toni

Adesso il tono cambia. Non perché dall'isola siano arrivate le notizie che Mary vorrebbe ricevere: dell'ex agente della Stradale, scomparso ormai da oltre una settimana a Cienfuegos, non c'è ancora traccia. Ma perché, dopo l'appello dei giorni scorsi fatto sulle nostre pagine, almeno sul fronte dei rapporti istituzionali qualcosa si è mosso e la famiglia sente finalmente di avere un interlocutore diretto.


«Poco fa (ieri, ndr) mi ha telefonato personalmente l'ambasciatrice, dal suo contatto privato racconta Mary Cappato . Mi ha rassicurata dicendomi che le ricerche stanno andando avanti, compatibilmente con i mezzi a disposizione della polizia, e che le indagini continuano».
 

Il conforto


De Martino avrebbe spiegato alla rodigina che la polizia cubana, al momento, non si sbilancia su alcuna ipotesi relativa alla sorte del 63enne. Nessuna certezza, quindi, ma nemmeno la conferma del timore che le ricerche fossero ormai definitivamente terminate.

Soprattutto, però, sono state altre parole a colpire Mary. «Mi ha detto che non sono sola e che sta seguendo personalmente la situazione. Dopo questi giorni è stato per me un grande conforto».

Il paradosso e l'amarezza

Parole che assumono un peso particolare proprio alla luce di quanto accaduto nei giorni precedenti. Mary aveva raccontato al Gazzettino di telefonate rimaste senza risposta e della sensazione paradossale che fosse talvolta l'Ambasciata a rivolgersi a lei per conoscere gli ultimi sviluppi.

E aveva manifestato amarezza vedendo l'attenzione riservata a Di Battista, ricoverato all'Avana dopo un grave malore. Non chiedeva che all'ex parlamentare venisse garantita meno assistenza, ma che anche suo padre ricevesse la stessa attenzione da parte delle istituzioni italiane. Dopo quell'appello pubblico, il contatto diretto con l'ambasciatrice è finalmente arrivato.


La famiglia ha deciso intanto di muoversi anche dall'Italia. Mary Cappato si è presentata ai carabinieri di Lendinara e ha formalizzato la denuncia di scomparsa del padre. «Mi hanno detto che possono fare qualcosa anche da qui, forse attraverso l'Interpol», spiega. Un'altra strada da percorrere mentre a Cuba proseguono gli accertamenti sulla sparizione. Il 63enne era uscito per andare a pescare nella zona di Cienfuegos e non aveva più fatto ritorno. Il motorino, lo zaino, il telefono, l'orologio e gli altri effetti personali erano stati ritrovati nei pressi del luogo che frequentava abitualmente, mentre la canna da pesca era stata recuperata in acqua.


Il rientro di Di Battista


Nel frattempo si avvia verso una conclusione positiva l'altra vicenda cubana. Di Battista ha annunciato che lascerà Cuba domani a bordo di un'aeroambulanza, i cui costi saranno interamente coperti dalla compagnia con la quale aveva stipulato una polizza assicurativa prima della partenza. «Oggi mi sento meglio», ha fatto sapere l'ex parlamentare, ringraziando i medici cubani per la tempestività della diagnosi e delle prime cure. Anche Luca Di Giuseppe, presidente dell'associazione Schierarsi e presente a Cuba con lui, ha ringraziato pubblicamente l'ambasciatrice De Martino «che non ci ha mai fatto sentire soli».