Si accende il botta e risposta dopo le dichiarazioni tranquillizzanti rilasciate dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in corrispondenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, in particolare sul fatto che “le lezioni partiranno con tutti i docenti in cattedra” e che occorre rivedere in numeri sui supplenti, da lui ritenuti evidentemente gonfiati. Secondo la Flc-Cgil, invece, “i precari non sono 200 mila, ma 302 mila e tra i docenti quasi due su tre sono sul sostegno”, con il risultato di ritrovarci con un “abnorme numero di precari docenti e ATA che affligge la scuola del nostro Paese”.
Quindi, il sindacato pubblica i numeri altisonanti del precariato scolastico “300.000 sono stati i precari nell’anno scolastico appena concluso (2025/2026), 200.000 sono i contratti a termine di questo inizio d’anno tra docenti e personale ATA, una stima per difetto e parziale, destinata a crescere strada facendo”.
“I dati – ha scritto ancora la Flc-Cgil – sono anche certificati dalla RGS nel conto annuale 2024: 314.844 unità annue a tempo determinato nel comparto Istruzione e Ricerca; 347.977 unità di lavoro flessibile complessivo; 33,9% è il rapporto tra lavoro flessibile e tempo indeterminato nella scuola, contro il 6,3% delle Funzioni Centrali e il 6,8% delle Funzioni Locali. Un lavoratore su tre nella scuola è precario; 194.000 sono i soli docenti precari non annuali (supplenze fino al 30 giugno) in FTE nel 2024, raddoppiati rispetto ai 95.000 del 2015”.
“Il Ministro smentisca questi numeri, se può. Sono dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, non della Flc-Cgil”, ha chiosatoil sindacato guidato da Gianna Fracassi.
Immediata è stata la replica del ministero dell’Istruzione e del Merito: riguardo alle supplenze del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027, da Viale Trastevere hanno precisato che “per quanto riguarda il personale docente, sono state conferite 31.742 supplenze su posto comune, di cui 8.319 con contratto al 31 agosto e 23.423 con contratto al 30 giugno. Sul sostegno sono state invece conferite 67.516 supplenze, di cui 1.328 al 31 agosto e 66.188 al 30 giugno. Il totale delle supplenze su posto intero, comune e di sostegno, ammonta pertanto a 99.258. A queste si aggiungono 55.814 conferme su posto di sostegno, effettuate su richiesta delle famiglie, per un totale complessivo di 155.072 incarichi a tempo determinato”.
E ancora, “al termine delle operazioni di immissione in ruolo del personale docente sono inoltre risultati 9.356 posti non assegnabili per assenza di aspiranti nelle graduatorie. A tali dati si aggiungono 19.468 nomine su spezzoni di posto, che costituiscono una tipologia di incarico distinta dalle supplenze su posto intero. È inoltre necessario considerare la natura delle diverse tipologie di supplenze. Le supplenze su posto comune con contratto al 30 giugno sono infatti, in buona parte, determinate da situazioni di stato del personale docente e risultano pertanto incomprimibili. Analogamente, una parte rilevante delle supplenze su sostegno al 30 giugno deriva dall’istituzione dei posti in deroga, che, come noto, non possono essere assegnati in ruolo”.
Il Ministero ha concluso che “continuerà a perseguire l’obiettivo della massima stabilizzazione possibile del personale scolastico, attraverso le procedure di reclutamento e le immissioni in ruolo, garantendo al tempo stesso il regolare avvio dell’anno scolastico e la continuità didattica, nel rispetto delle specificità e dei vincoli previsti dall’ordinamento”.
In serata, a fornire numeri sulle supplenze è anche la Cisl Scuola, “sulla base di quanto comunicato dalle proprie strutture regionali che hanno seguito lo svolgimento delle operazioni sul territorio”.
Dal riepilogo, scrive il sindacato Confederale, emerge anzitutto che il numero dei posti resi effettivamente disponibili dagli Uffici Scolastici Regionali per le nomine “risulta inferiore a quello del contingente complessivamente autorizzato dal Ministero; una differenza di 1.680 posti (44.962 anziché 46.642), solo in parte spiegabile con la necessità di compensare eventuali situazioni di soprannumero. Un chiarimento potrà venire solo dal riscontro con dati ufficiali”.
“Le nomine fatte dagli Uffici Regionali risultano in totale 36.176, corrispondenti a una percentuale dell’80,46%. Una crescita significativa rispetto a quanto avvenuto l’anno scorso, quando rimase scoperto il 30% circa dei posti disponibili per le assunzioni. Sui posti comuni la percentuale di copertura è maggiore (83,53%), mentre si ferma al 70,74% per quanto riguarda i posti di sostegno, con un record negativo della Lombardia, che arriva a coprire con nuove assunzioni in ruolo meno della metà dei posti disponibili (48,65%)”.
La Cisl Scuola sottolinea, quindi, che “la carenza di aspiranti in possesso del titolo richiesto per il sostegno si fa sentire soprattutto nel settore della scuola primaria e dell’infanzia. I dati elaborati non comprendono le assunzioni degli insegnanti di religione, che in ogni caso non rientrerebbero nel contingente di 46.642 posti autorizzato dal Ministero”, conclude la Cisl Scuola.