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Docenti precari, un nodo strutturale: "Troppi supplenti e poca continuità"


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Tanti posti ancora scoperti nel sostegno. Ma a Reggio si è accesa una luce: 450 sono stati riconfermati

Tanti posti ancora scoperti nel sostegno. Ma a Reggio si è accesa una luce: 450 sono stati riconfermati

Tanti posti ancora scoperti nel sostegno. Ma a Reggio si è accesa una luce: 450 sono stati riconfermati

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di Mariagiuseppina Bo

Il problema del precariato pesa anche nella scuola reggiana. Specie quello dei docenti supplenti che ogni anno pare diventare endemico e strutturale. Una condizione che non riguarda solo gli insegnanti, ma che investe la continuità didattica. Le scuole spesso ne risentono per la riorganizzazione di attività, progetti, percorsi educativi.

Il tema emerge con particolare evidenza sul sostegno, dove la continuità dell’insegnante è un elemento ancora più importante per gli alunni e le loro famiglie. Ma a Reggio si accende una luce: l’ Uat (Ufficio di ambito territoriale) ha riconfermato nelle stesse scuole, laddove possibile, tutti i docenti di sostegno scelti da genitori e ragazzi, i riconfermati sono ben 450.

Prima delle operazioni di nomina delle supplenze, nel nostro territorio risultavano 1.466 posti cattedra vacanti per docenti da coprire con supplenze, dei quali 1.267 sul sostegno, senza considerare gli oltre 700 spezzoni di cattedra. Una fotografia che dà la dimensione di un fenomeno che può incidere sull’organizzazione quotidiana degli istituti e sulla stabilità del personale. Sul sostegno la difficoltà è doppia: da una parte ci sono i posti da coprire, dall’altra la carenza di docenti specializzati. La supplenza rischia di non essere una soluzione temporanea, ma ordinaria. Il problema reggiano, seppur con le proprie specificità, non differisce probabilmente dal quadro nazionale evidenziato dalla segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci (nella foto), commenta le assunzioni in ruolo di docenti di quest’anno, secondo i dati ricavati dai singoli Usr (Uffici scolastici regionali) e poi la situazione delle assunzioni nella scuola dove intravvede luci e ombre.

Gli aspetti positivi, secondo Barbacci, "riguardano l’aumento che quest’anno si registra nella percentuale di posti disponibili coperti con l’assunzione di insegnanti di ruolo". Secondo i dati riportati dalla Cisl nazionale, l’Usr dell’Emilia-Romagna, su 2.618 posti comuni ha assunto 2.574 docenti (98.32%) e su 721per il sostegno ne sono stati assegnati a ruolo 719 (99.72%). Barbacci però mette in luce il fatto che rimane "altissimo il numero di posti da coprire con contratti precari, soprattutto per quanto riguarda il sostegno".

Anche nel nostro territorio il settore più ‘scoperto’ è quello del sostegno. Un ambito nel quale, la continuità della relazione tra docente e alunno è parte sostanziale del percorso scolastico e dell’inclusione. Occorre una soluzione che stabilizzi i docenti. Il precariato riguarda classi che devono essere organizzate, insegnanti che cambiano, percorsi educativi da ricostruire e scuole che faticano a programmare con continuità. Ad appesantire la situazione, c’è, pure, la mancanza di Dsga (direttore dei servizi generali amministrativi) e di personale Ata. Un lavoro immane per l’Ufficio scolastico provinciale che continua senza soste.

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