
di Antonio Pio Guerra
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domenica 6 settembre 2026, 02:45
OSIMO «Vorrei andare oltre, desidero che le mie ceneri siano diamantificate per poter riflettere meglio la luce di Dio». Lo diceva don Lanfranco Casali, nel 2024. Poco più di un anno dopo, a novembre 2025, al Buttari di Osimo, il parroco è tornato alla casa del padre, a 93 anni, dopo una vita trascorsa tra più parrocchie, un trentennio nel Fanese ma con esperienze pure in Russia.
E oggi, finalmente, il suo desiderio si è avverato. Le ceneri di don Lanfranco sono diventate un bel diamante blu, realizzato nei laboratori dell’azienda svizzera Algordanza, dopo un lungo procedimento tecnico-scientifico. L’azienda li chiama «Diamanti della memoria», e sostiene che abbiano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche del diamante naturale, quello che si trova nelle miniere. Del resto, la base di partenza è la stessa: il carbonio purissimo. Un elemento di cui il corpo umano è ricco, visto che rappresenta almeno il 20% del nostro peso corporeo. Ne rimane, ovviamente, anche nelle ceneri risultato della cremazione, che mediamente si aggirano sui 4 chili di peso. Ma ne bastano appena 300 grammi per avviare il processo di diamantificazione - che, comunque, può partire anche da capelli o altri peli corporei. Il colore blu? È dato dalla quantità di boro naturalmente presente nel corpo, che dà una sfumatura diversa a ogni diamante.
L’intero processo richiede dai sei agli otto mesi, e si svolge interamente in Svizzera. Qui, le ceneri vengono avviate a un processo di purificazione che porta ad isolare una grafite (quella delle matite, composta interamente da carbonio) pura al 99%. La grafite viene quindi collocata in un macchinario per la coltivazione, dove viene tenuta ad una pressione di 60mila bar (50 volte quella sul fondo della Fossa delle Marianne, ovvero quella che si registra a 150 km di profondità sotto la terra) e ad una temperatura di 1.400 gradi. Più grande è il diamante che si desidera ottenere, più tempo dovrà rimanere la grafite nel macchinario. Una volta pronta, la pietra viene estratta e rifinita secondo le indicazioni del cliente, che avrà facoltà di conservarla nel suo astuccio o di farla incastonare in un gioiello. E i costi? Sono quelli che ci si aspetterebbe da un procedimento così complesso. A seconda che si parta da ceneri o capelli, vi è uno scarto di 500 euro a favore di quest’ultimi. Si parte da una base di 4.650 euro per un diamante di 0,4, carati grezzo, ovvero non tagliato, e si può tranquillamente arrivare a 22.500 euro per un diamante (sempre grezzo) da 1,5 carati (0,3 grammi). Per tagli più particolari o dimensioni maggiori, il prezzo può lievitare.
«Pur nella certezza della buona fede della volontà di don Casali, la Diocesi dichiara che si tratta di una scelta personale del defunto sacerdote che non è stata condivisa con il vescovo né con altri».
Lo ha detto il vescovo della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, nelle Marche, in riferimento alla «diamantificazione» delle ceneri di don Lanfranco Casali, sacerdote morto lo scorso novembre e a lungo attivo nel territorio della diocesi. Il vescovo «coglie tale evento come occasione per mettere in evidenza le tante opere buone compiute da don Lanfranco nel corso del suo ministero di presbitero della diocesi. Allo stesso tempo - conclude - richiama tutti ad ossevare l'autorevole Magistero Ecclesiale che definisce la materia in parola nell'istruzione 'Ad Resurgendum cum Christo' emanata dall'allora Congregazione - ora Dicastero - per la Dottrina della Fede il 15 agosto 2016».
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