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«Dopo l'allenamento mi faceva male un braccio e col tempo è peggiorato, era rigido. Pensavo fosse normale, poi è arrivata la diagnosi»


Un dolore al braccio, scambiato per il normale indolenzimento post-palestra, si è trasformato in pochi giorni nell'inizio di una rabdomiolisi, una condizione rara che può danneggiare muscoli e reni fino a diventare potenzialmente fatale. È quanto accaduto a Devin Lark, oggi 35enne, originaria della Pennsylvania, che ha raccontato la sua storia a Newsweek.

Sintomi e dolore

Tutto era iniziato con un fastidio che sembrava innocuo, comparso dopo essersi iscritta a un corso di fitness di gruppo. «Non era stato niente di eccessivo, solo un buon allenamento», ha raccontato Lark a Newsweek. Il giorno dopo, però, la situazione era peggiorata: «Mi sono svegliata con dolori forti, soprattutto alle braccia, ma pensavo fosse solo per un allenamento intenso». Nei giorni successivi, durante una gita in barca con le amiche, il dolore era aumentato ulteriormente: la donna ha passato ore «cercando di massaggiarmi e allungare le braccia, perché mi facevano malissimo quando le muovevo ed erano incredibilmente rigide». Nonostante tutto, ha continuato la sua routine tra lavoro e preparativi per un viaggio a New York, convinta che il dolore sarebbe passato da solo.

La sera prima della partenza, Lark si è accorta che qualcosa non andava: guardando il proprio braccio, «mi sono resa conto che era davvero gonfio». Ha contattato dei parenti che lavorano in ambito medico, che le hanno consigliato di recarsi immediatamente al pronto soccorso.

I medici hanno inizialmente sospettato un coagulo di sangue, ma dopo un'ecografia negativa, un'assistente medica ha deciso di far eseguire un esame più specifico.

Cos'è la rabdomiolisi

L'esame ha rivelato che Lark soffriva di rabdomiolisi, una rara lesione muscolare che provoca la rottura delle fibre dei muscoli. Come spiega la Cleveland Clinic, quando questo accade i componenti tossici delle fibre muscolari entrano in circolo e raggiungono i reni, con il rischio di provocare danni renali. Tra i sintomi più comuni figurano dolore e tensione muscolare, gonfiore, debolezza e alterazioni del colore delle urine, che possono diventare scure o rossastre.

La diagnosi è arrivata attraverso un prelievo del sangue per misurare i livelli di creatina chinasi (CK), la proteina rilasciata dai muscoli quando si degradano: per il suo sesso, altezza e peso, un valore normale sarebbe stato compreso tra 30 e 223, mentre quello di Lark si attestava a 49.364. La donna è stata ricoverata e sottoposta per giorni a flebo continua e controlli del sangue regolari per monitorare la discesa dei valori di CK. Lark ha raccontato di essersi sentita «molto stanca e debole per diverse settimane», al punto da non riuscire nemmeno ad asciugarsi i capelli con il phon. Oggi si è ripresa del tutto, a parte una certa ansia quando avverte indolenzimento dopo l'attività fisica.


Ultimo aggiornamento: venerdì 31 luglio 2026, 14:13

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