
Il drop-in di via Benassi, alla Sacca, è sempre stato criticato dai residenti: «Porta degrado e criminalità»

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Si riaccende lo scontro sul Drop-in di via Benassi dopoche Sergio Meschiari, per conto di Pro Rione Sacca, ha riacceso i fari sul disagio che viene vissuto dal quartiere puntantdo il dito in particolare contro l’assessora Maletti che avrebbe ignorato la petizione dei residenti, non avrebbe incontrato il comitato e non avrebbe indetto una "pubblica assemblea per ascoltare i cittadini e adottare le migliori soluzioni nell’interesse di tutte le parti in causa".
Sul tema è intervenuta ieri anche la consigliera comunale Maria Grazia Modena. "Il 20 aprile 2026 il Consiglio comunale ha dedicato un intero pomeriggio al drop-in di via Benassi. Ne è uscita una sola mozione approvata, presentata da Pd, Avs, Movimento 5 Stelle, Spazio Democratico e Modena Civica. Sono passati centodieci giorni e nessuno ha convocato l’assemblea pubblica – scrive Modena in una nota – Il Comitato Pro Rione Sacca ha inoltrato una formale richiesta di incontro sottoscritta da 30 firmatari in rappresentanza di circa 250 cittadini. I destinatari erano tre: il sindaco Massimo Mezzetti, la vicesindaca Francesca Maletti e il presidente del Quartiere 2 Giovanni Gobbi. La mozione chiedeva di accogliere quella richiesta e di convocare entro 30 giorni un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza della Sacca. È stata respinta con 19 voti contrari. Da allora nessuna assemblea è stata convocata, in nessuna forma.
La vicesindaca Maletti dichiara che la petizione non è mai arrivata al Comune, ma il resoconto ufficiale della seduta del 20 aprile racconta però un’altra storia. In quell’aula la petizione è stata letta agli atti, con data, numero di firme e nomi dei destinatari. L’assessora Maletti era presente, ha risposto a due interrogazioni e ha svolto l’intervento conclusivo. E in quell’intervento ha messo a verbale l’impegno a incontrare le persone della Sacca. Il 20 aprile la richiesta esisteva, era conosciuta e l’incontro era stato promesso in Consiglio comunale. Quasi quattro mesi dopo la stessa richiesta risulta mai pervenuta. O l’impegno assunto in aula era già allora privo di seguito, o c’è un problema di protocollo interno che l’amministrazione ha il dovere di ricostruire e spiegare, invece di rinviarlo ai cittadini come un errore di procedura".
"Chiediamo tre cose – conclude Modena – che l’amministrazione ricostruisca e renda pubblico il percorso della petizione dell’11 aprile; che venga fissata una data certa per l’assemblea pubblica alla Sacca; che la commissione tecnica prevista dalla mozione 22/2026 sia istituita entro trenta giorni, con la trasmissione al Consiglio dei dati di efficacia del primo anno di attività. Una mozione approvata all’unanimità dei presenti non è un comunicato stampa. È un impegno. Vale la pena onorarlo".
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