Marc Marquez parla delle sue condizioni fisiche non ottimali in un'intervista rilasciata a The i Paper: "Dopo l'infortunio non riesco a dormire sul lato destro, vado dal fisioterapista più spesso di quanto mi piacerebbe, è l'unico modo per avere una vita normale. Il mio erede? Pedro Acosta". E su Valentino Rossi: "Non ho bisogno di lui come lui di me, ma lo rispetto". La MotoGP torna in pista ad Aragon dal 28 al 30 agosto: il weekend spagnolo sarà LIVE su Sky e in streaming su NOW
MOTOGP, IL CALENDARIO
Marc Marquez è in piena lotta per il Mondiale piloti in MotoGP: il pilota della Ducati si trova, al momento della scrittura di questo articolo (20 agosto), a 40 punti di distacco dal leader del campionato, Jorge Martin. Lo spagnolo ha vinto 3 gare quest'anno nonostante alcuni problemi fisici che lo stanno limitando (a maggio si era operato alla spalla destra e al piede destro). Marquez ha parlato dei suoi guai fisici in un'intervista al quotidiano inglese The i Paper, tornando indietro fino ai primi gravi infortuni del 2020: "Durante il mio periodo di assenza dalle piste, ho pensato al ritiro. Sono stato infortunato per molto tempo, quattro anni, dal 2020 al 2024. Mentalmente è stata dura. Ho sofferto molto, e per cosa? Dopo essermi ripreso, ho pensato: 'Ok, questa è l'ultima possibilità', ed è stato allora che ho deciso di passare da Honda a Ducati, ed è lì che ho ricominciato a sentire il sapore della vittoria e ho capito che era il carburante migliore per il mio corpo. Ma l'anno scorso ho affrontato la sfida più difficile della mia vita per riprendermi da quel grave infortunio". Marquez si porta con sé le cicatrici dei tanti infortuni anche fuori dalla pista: "Non riesco a dormire sul fianco destro. Nella vita di tutti i giorni, non ho molte limitazioni fisiche se me ne prendo cura nel modo giusto. Vado dal fisioterapista più spesso di quanto mi piacerebbe, ma questo è l'unico modo per avere una vita normale. Devo fare molta attenzione a dormire sul fianco sinistro o sulla schiena durante la notte. Sono solo un ragazzo normale: mi piacerebbe giocare di più a calcio , per esempio. Io e i miei amici giochiamo, non siamo bravi, ma pensiamo di esserlo. Però c'è il rischio di infortuni, quindi non gioco quanto vorrei. Adoro andare in bicicletta: fa parte del mio allenamento fisico. Giocavo molto a padel, ma ora non più con il braccio destro. Ho provato a imparare a giocare con il braccio sinistro, ma è stato impossibile. Certo, quando vado al supermercato in Spagna devo fare foto con i fan, ma non ho problemi. Cerco di prendermi cura della mia ragazza e della mia famiglia e di passare del tempo con loro. Se ho del tempo libero, gioco un'ora ai videogiochi con i miei amici".
Marquez non ha parlato solo delle sue condizioni fisiche. Lo spagnolo ha scelto il suo preferito tra i 7 titoli mondiali conquistati finora in MotoGP: "Il mio primo campionato del mondo è il più speciale. Le due date che spiccano maggiormente sono il 2013 e il 2025. È difficile scegliere tra i due, ma se proprio dovessi sceglierne uno, opterei per il 2013 perché è stato il mio primo anno in MotoGP". Parlando invece del futuro, Marquez ha svelato quanto ha intenzione di correre ancora: "Almeno questa stagione e altre due: questo è ciò che dice il mio contratto. Dico sempre la stessa cosa. Se le mie condizioni fisiche me lo permetteranno, mi piacerebbe continuare. Ma non sarò il primo atleta e non sarò l'ultimo a concludere la mia carriera per motivi di salute. Penso che succederà prima o poi, perché ho avuto tanti infortuni e ogni anno il dolore aumenta sempre di più. Ma al momento riesco a gestirmi". Su quali saranno i piloti che potranno sostituire Marquez nel futuro, il pilota spagnolo non ha dubbi: "Il ragazzo che ora corre in MotoGP e ha il talento per guidare la nuova generazione è Pedro Acosta. Lui ha 10 o 11 anni meno di me, e super talentuoso. L'anno prossimo correremo entrambi per la Ducati, il team Lenovo, la moto migliore in griglia. Poi ci saranno David Alonso, Brian Uriarte e Maximo Quiles nelle altre categorie. Non voglio fare nomi perché è difficile, ma questi ragazzi rappresentano il futuro di questo sport. Al momento, a 33 anni, li tengo ancora alle spalle, quindi vedremo se continuerò su questa strada".
Il 9 volte campione del mondo, in chiusura, ha parlato anche del suo rapporto con Valentino Rossi: "Non ho bisogno di lui. È impossibile trovare una soluzione. Alcune cose non dipendono da una sola persona. Ci vogliono due persone. Nella mia vita privata, io non ho bisogno di lui e lui non ha bisogno di me. Ma rispetto ciò che ha realizzato. Entrambi abbiamo dato molto alla MotoGP e al mondo del motorsport . Siamo due persone molto diverse".
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