Rifiuti.
04 agosto 2026 alle 00:17
Cgil e Cisl chiedono l’intervento del prefetto per scongiurare la paralisiLa mediazione del Comune non è bastata a trovare un accordo e bloccare lo stato di agitazione. Ora tocca al prefetto cercare di scongiurare in extremis uno sciopero preannunciato dai sindacati che bloccherebbe la raccolta differenziata in città. Sul piatto oltre centomila euro di arretrati accumulati in cinque anni dagli operatori di È-comune per lo straordinario notturno e altre vertenze. Cgil e Cisl, dopo la rottura della trattativa con la società, chiedono un tavolo con l’intervento del prefetto, ma già annunciano: «Se non verremo ascoltati, sarà sciopero». Con il Ferragosto e il Redentore alle porte lo scenario è inquietante.
Origine della contesa
La vertenza muove dagli albori della società È-comune: quando aveva avviato l’attività aveva adottato orari che ben presto si erano mostrati non adeguati alle richieste della cittadinanza. Più volte, si erano registrate lamentele per via del porta a porta fatto in centro all’orario di apertura di negozi e scuole, con il traffico che andava in tilt in via La Marmora, via Gramsci ecc. Per questo si era deciso di spostare l’inizio della differenziata dalle 6 del mattino alle 5. Iniziare un’ora prima era sufficiente per evitare quella fascia, tra le 7.30 e le 8.30, di maggior afflusso veicolare. Ma quell’ora risultava una maggiorazione come lavoro notturno, che ora viene richiesta dagli operatori e secondo i sindacati vale oltre centomila euro. La società, dall’inizio della contesa, ha dimezzato l’orario notturno facendo partire il servizio non alle 5, ma alle 5.30. E non è escluso si pensi a una rimodulazione complessiva con avvio dei servizi alle 6. A favorirlo anche i nuovi mastelli elettronici.
Braccio di ferro
I sindacati in una nota sono categorici: «L’incontro con la direzione aziendale del 28 luglio si è concluso con una rottura totale e un insanabile stallo della trattativa. Il tavolo ha registrato esiti profondamente divergenti. La rottura per gli arretrati indennità da lavoro notturno. L’azienda si è rifiutata di assumere l’impegno formale di liquidare entro il 2026 gli arretrati maturati, nonostante le segreterie avessero dimostrato apertura, concedendo fino a metà settembre per completare i calcoli. La società ha palesato la volontà di erogare oltre i primi mesi del 2027». Anche sull’inidoneità degli ambienti di lavoro rimane l’attrito. Non bastano i 5 bagni chimici provvisori. «Resta l’obbligo – ricordano Cgil e Cisl – dopo l’ispezione dello Spresal di completare il ripristino di bagni e docce entro il 10 settembre». Problemi anche sui carichi di lavoro: «Permane il rinvio di verifiche e riscontri sulla trasparenza dell’organigramma aziendale e sulla regolarizzazione delle selezioni interne per le variazioni di mansione e si continua a registrare un’iniqua distribuzione in riferimento alla rotazione domenicale dello spazzamento». Per questo Cgil e Cisl sostengono «che in caso di esito negativo o di mancata risoluzione delle criticità procederanno, in osservanza delle normative vigenti, alla proclamazione di uno sciopero di tutti i lavoratori del servizio di igiene urbana del Comune».
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