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E Grazia Deledda “disegnò” il suo studio-salotto romano  - L'Unione Sarda.it


Da vedere.

04 agosto 2026 alle 00:16

L’Isre ricostruisce un aspetto inedito e affascinante della scrittrice 

Non solo le pagine dei suoi romanzi, ma una Grazia Deledda “designer”, ancor più esigente quando si parla di legame con la propria casa. Nella vita di ogni sardo che ha vissuto lontano dalla propria terra, emerge una nostalgia che va oltre ogni confine geografico, e Grazia Deledda ne lascia traccia, forse in maniera inconsapevole, con il suo studio realizzato dalla storica azienda sassarese Clemente. A raccontare la storia, a cento anni dal Nobel, è l'Istituto superiore regionale etnografico, guidato dal presidente Leonardo Moro, che ha ricollegato i tasselli tra una matita, un progetto d'arredo, una lettera piena di annotazioni e persino il verde scelto per il rivestimento di un divano. Sono questi i dettagli che mostrano una Grazia Deledda che, pur vivendo a Roma, non smise mai di abitare la Sardegna con il pensiero, con il gusto, con la memoria e una nostalgia sconfinata.

Il progetto

Da qui la mostra alla Casa Museo Deledda, dal titolo “Dal disegno alla casa. Gavino Clemente e lo studio romano di Grazia Deledda”. Inaugurata giovedì sera resterà visitabile fino al 4 ottobre. L’esposizione è promossa dall'Isre in occasione del centenario del Premio Nobel per la Letteratura, e offre uno sguardo inedito sull'universo privato dell'autrice, ne va a ricostruire il dialogo tra Deledda e l’ebanista sassarese Gavino Clemente, autore degli arredi del suo studio romano. Per la prima volta, a Nuoro, sono stati esposti disegni, schizzi progettuali, studi decorativi e materiali provenienti dalla storica ditta Fratelli Clemente di Sassari, assieme al carteggio conservato dall'Isre e a tre disegni realizzati dalla stessa Deledda, in una veste nuova: quella di “designer”. Proprio qui, emerge il ritratto di una committente tutt'altro che passiva, capace di seguire ogni fase della progettazione con precisione e idee chiare, determinata nel ricercare in maniera scrupolosa ogni dettaglio della propria Isola.

«Abitare le sue origini»

Lo testimoniano anche le sue parole, riportate in una delle lettere indirizzate a Gavino Clemente: «Lei dirà che allora ci allontaniamo dal tipo puramente sardo; ma, come le dissi, il mio salotto-studio starà sempre aperto, ci abiterò tutto il giorno, sarà molto usato e quindi mi occorre un tipo solido e semplice, di facile pulitura». Lo è anche la scelta di rivestire i divani con una tappezzeria verde, ispirata ai corpetti dell'abito tradizionale nuorese. Lo studio diventa, allora, un luogo dove poter abitare le proprie origini. «Grazia Deledda, benché trasferita a Roma, non ha mai abbandonato la sua terra», spiega il presidente dell'Isre Leonardo Moro.

«Grande personalità»

«La mostra ci rivela un aspetto materiale che conferma l’attaccamento alla Sardegna e alle sue tradizioni. Espone documenti preziosi che ci aiutano, ancora di più, ad approfondire e apprezzare la complessa personalità della nostra illustre scrittrice». Un tassello originale e per lo più inedito, approfondito, che delega ai mobili di pregio, ai disegni e alle scelte quotidiane lo stesso legame profondo con la Sardegna, la stessa che ha continuato a vivere, potente, nelle pagine dei suoi romanzi, e oggi più che mai.

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