È morto a 27 anni Presley Gerber, figlio della modella statunitense Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber. Era ricoverato in una struttura per il trattamento delle dipendenze a Los Angeles, secondo i registri del medico legale della contea di Los Angeles. La notizia è stata confermata dalla famiglia. La causa della morte non è stata resa nota.
Negli ultimi anni aveva parlato pubblicamente dei suoi problemi di salute mentale e di dipendenza dalle droghe.
Cindy Crawford con il marito Rande Gerber e i figli Kaia e Presley.
"Sto assumendo diversi farmaci, come buprenorfina, Xanax e Valium, per controllare gli attacchi di panico, e le dosi variano a seconda del momento in cui mi trovo. Le benzodiazepine oscillano verso l'alto o verso il basso a seconda di ciò che accade nella mia vita", spiegava Gerber, spalancando le porte sulla sua salute psichica. "Sfortunatamente, ho subito molte perdite in modi diversi di recente; questa non è una scusa, ma è la ragione per cui sono dove mi trovo ora".
Il video proseguiva descrivendo, con una sincerità disarmante, l'uso di ciascun farmaco e la sua funzione per il trattamento di specifici disagi. Lo Xanax lo assumeva "quando gli attacchi di panico sono davvero molto forti". Al Valium ricorreva al mattino, anche se ammetteva di non avere più la percezione precisa delle quantità: "Non so se sia poco o tanto; a questo punto non lo sa più nessuno".
Nella lunga video-confessione il modello diceva di provare frustrazione e paura per la quantità di farmaci che gli venivano somministrati dagli psichiatri, senza precise indicazioni. "I medici dicono molte cose diverse, ed è un po' spaventoso", confessava. "Vorrei che i medici mi dicessero: prendilo tre volte al giorno. Ma tutti gli psichiatri che ho avuto — e ne ho avuti quindici — mi hanno dato venti farmaci e mi hanno detto di prenderli a seconda di come mi sento. Non voglio tutta questa libertà: ho bisogno di indicazioni precise".
A terrorizzarlo erano soprattutto i sintomi di astinenza che lo assalivano quando non assumeva certi medicinali per un po' di tempo: "Ho paura dei farmaci di cui ho bisogno. Le cose che mi spaventano sono quelle che devi prendere, perché se non le prendi succede qualcosa di negativo".
Più regole, meno libertà, ma anche uno stile di vita più semplice. Era questo ciò che auspicava per sé il fratello di Kaia Gerber, che negli ultimi tempi aveva anche smesso di bere.
"Dato che sono cresciuto a Hollywood, ci sono molte persone intorno a me che amo molto, ma in questo momento cerco di non stare vicino a loro. Spero di trovare una comunità di persone che abbiano una buona influenza su di me", concludeva il ragazzo, che infine lanciava un messaggio potente dal suo profilo social ai 139mila follower che lo seguivano.
"Vorrei che coloro che guardano [questo video] capissero che non sono soli, perché io mi sento così la maggior parte del tempo. Ho la sensazione che, dicendo tutto questo, molte persone sapranno almeno che c'è qualcun altro che sta attraversando qualcosa di simile. Spero che ci sia qualcuno là fuori disposto ad aiutarmi o che conosca qualcuno che possa farlo".
Un appello che non era passato inosservato. Tra i primi commenti al video c'era infatti quello della madre Cindy. "Presley – ti amiamo e non sei solo", aveva scritto la supermodella, scegliendo poche semplici parole, seguite da un cuore.
Non era stata la prima volta che il ragazzo, nato a Brentwood, Los Angeles, nel 1999 dalla top model Cindy Crawford e dall'imprenditore Rande Gerber, si era raccontato così personalmente ai suoi fan. Eppure mai come in quell'ultimo video aveva espresso tanto disagio e una solitudine così profonda. Una condizione di fragilità, a cui in parte doveva avere contribuito il precocissimo debutto sotto i riflettori.
Cindy Crawdford con i figli Presley e Kaia nel 2010.
Al periodo dell'adolescenza risaliva il suo esordio sulle passerelle. A soli 16 anni aveva debuttato per il marchio Moschino e da allora era stato tutto un crescendo, che lo aveva portato a girare il mondo per brand di lusso quali Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Dolce & Gabbana.
Nel 2018 era stato chiamato a ricreare l'iconico spot pubblicitario per Pepsi che Crawford aveva girato nel 1992. Più recentemente aveva preso parte alla campagna di Celine. Una carriera condivisa dalla sorella Kaia, di due anni più giovane e ancora più famosa del fratello.
Al 2019 risalivano i primi problemi del ragazzo con l'abuso di alcol, seguiti da una serie di intemperanze giovanili, come quando si era fatto fotografare con tatuato sul volto la parola "Misunderstood", vale a dire "incompreso", proprio sotto l'occhio.
Un aggettivo scelto "perché è così che mi sono sentito per tutta la vita", aveva confessato nel 2020, prima di decidere di farselo rimuovere, come riferito da People.
Con gli anni aveva maturato la consapevolezza che fosse necessario farsi aiutare in strutture specializzate. Era stato proprio nel racconto di quel percorso che aveva spiegato di sentirsi disorientato e solo in assenza di precise indicazioni mediche.