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Echoes of Mystralia – Recensione


La pubblicazione di Hades nel 2020 è stata in grado di generare un vero e proprio nuovo genere videoludico cult, definito “Hades-like” in onore del titolo di Supergiant Games, caratterizzato da un gameplay frenetico e da un tasso di sfida a dir poco elevato, il tutto combinato con una veste grafica accattivante immersa in una visuale isometrica che riporta indietro nel tempo.

Se tali ingredienti combaciano con i vostri gusti, possiamo già dirvi che Echoes of Mystralia saprà ripagare la vostra fame di “simil-Hades”. Sviluppato dallo studio indipendente Borealys Games, già a capo dell’eccellente Mages of Mystralia (con cui peraltro condivide il medesimo universo), si tratta di un ARPG roguelite di cui abbiamo potuto assaggiare solo una parte dell’esperienza completa, pari a 3 regioni del gioco completo assieme ai propri personaggi e guardiani, essendo ancora in sviluppo.

Il titolo è infatti disponibile dall’11 agosto su Steam in accesso anticipato e promette di imporsi come uno dei prodotti più validi degli ultimi tempi nel mercato indie. Ve ne parliamo in questa recensione.

Versione provata: PC

Un Protettore in guerra contro le Ombre

La storia di Echoes of Mystralia ci mette nei panni di Mazarim, un Protettore del Ciclo delle Memorie che avrà il compito di sfidare le Ombre del Passato, tornate per seminare il tormento tra gli abitanti di Mystralia. La minaccia più grande che dovremo affrontare è rappresentata dall’Oblio, vero artefice di questo ritorno e possessore di un potere enorme, in grado di divorare il Tutto.

Echoes of Mystralia - Gameplay
Echoes of Mystralia – Gameplay

L’avventura si snoda su due piani: un hub centrale chiamato Tempio di Azimuth dove sarà possibile sbloccare nuove ramificazioni dell’albero perk, acquistare potenziamenti presso i mercanti o parlare con alcuni dei personaggi chiave della storia, e il mondo di gioco dove si viene catapultati per compiere le proprie missioni, caratterizzato da diverse ambientazioni con struttura a labirinto.

Ovviamente proprio qui emerge l’ispirazione a Hades. In primo luogo per il gameplay, che prevede una massiccia dose di combattimenti ad alto tasso di frenesia, dove dovrete combinare la rapidità nel premere le combinazioni di tasti e la precisione nel condurre le schivate sia con la levetta analogica, sia con l’apposito pulsante per lo scatto in avanti.

Oltre ai classici nemici di caratura inferiore, ricorrenti in ogni zona, avrete modo di affrontare diversi boss il cui design ci è sembrato sempre azzeccato. Come in altri roguelite le bossfight prevedono di imparare i diversi pattern d’attacco e schivare o muoversi di conseguenza, fattore che rende i combattimenti molto divertenti ma anche dannatamente impegnativi: se siete alla ricerca di un’esperienza in cui cimentarvi senza troppo impegno, guardate altrove.

In secondo luogo la natura Hades-like del gioco si vede nella struttura dell’esplorazione. Ogni partita comincia con il teletrasporto del protagonista nella mappa di Mystralia e da qui l’avventura può essere indirizzata verso diverse ramificazioni: vi troverete spesso, infatti, a dover scegliere tra più percorsi all’avanzare delle varie zone, prendendo di volta in volta la decisione che ritenete più adeguata. In questo modo ogni partita richiede la pianificazione di una strategia che non può essere lasciata al caso: avanzare nell’esplorazione richiede di sapere precisamente verso quale obiettivo si vuole andare, pena il rischio di inabissarsi in problemi più grandi del previsto che potrebbero portare alla morte del protagonista, e quindi alla fine della partita con il ritorno ad Azimuth.

Echoes of Mystralia - Frattura
Echoes of Mystralia – Frattura

Durante ogni run si potranno incontrare diversi personaggi NPC, che vi aiuteranno a capire di più sulla storia o vi permetteranno di acquistare merce e potenziamenti. A tal proposito ci sentiamo di encomiare Borealys Games per l’ottima caratterizzazione di tutti i personaggi, accompagnati sempre da righe di dialogo piacevoli e da character design eccellenti, mai banali.

Magie per tutti i gusti (letteralmente)

Il fulcro dell’esperienza di Echoes of Mystralia risiede però nell’utilizzo delle magie, fattore di gameplay che lo rende quasi un unicum nel suo genere e che, soprattutto, ci ha divertito tantissimo. Premettiamo che l’utilizzo degli incantesimi è alla base di ogni combattimento e potrete scegliere tra magie di fuoco, ghiaccio e fulmine, oltre che magie “standard” senza un elemento preciso.

Ma l’intero combat system del titolo di Borealys Games si basa nello specifico su un profondo sistema di spell-crafting che lascia al giocatore la più totale libertà nella personalizzazione del proprio stile di gioco. Attraverso un menu ad albero – accessibile in qualsiasi istante, anche durante le fight – è possibile infatti combinare le diverse magie che raccoglierete durante le vostre esplorazioni, ottenendo gli effetti più disparati.

Echoes of Mystralia - Albero personalizzazione magie
Echoes of Mystralia – Albero personalizzazione magie

Le magie raccolte (chiamate Memorie) possono essere di tre tipi: magie in senso stretto (ad esempio l’abilità di castare una palla di fuoco), modificatori oppure trigger, quest’ultimi due in grado di donare diversi effetti ad ogni magia, ad esempio ramificando in tre direzioni un incantesimo o proiettando altri frammenti di magia una volta colpito un nemico. Ancor di più, ogni magia può essere di diverso grado, partendo da quelle di rango Comune e salendo di rarità.

Ogni modificatore e trigger può essere inserito a piacimento nel rispettivo albero di un incantesimo: seguendo le diverse ramificazioni potrete decidere quali effetti innescare e come attivarli a seconda del vostro stile di gioco, o del nemico che dovrete affrontare. Ne deriva che le possibilità sono tante e vorrete perderci del tempo per trovare gli stili di gioco più adeguati al proprio caso: questo sistema di spell-crafting genera facilmente dipendenza e rende il titolo non solo divertente, ma anche in grado di stuzzicare la fantasia e incuriosire il giocatore a proseguire nell’avventura per sperimentare il più possibile con le combinazioni.

Il comparto tecnico

Tecnicamente parlando Echoes of Mystralia è un gioco leggero, con la premessa che su PC il peso del download è poco più di 5 GB. Ciò si riflette ovviamente sia sul comparto grafico sia sul sonoro. Visivamente è molto piacevole e presenta una grafica colorata e vibrante, pur senza far gridare al miracolo. A tale proposito ci ricolleghiamo al character design che trova il suo apice negli sprite in 2D di ogni personaggio, ben realizzati e caratterizzati.

Echoes of Mystralia - Character design
Echoes of Mystralia – Character design

Dal punto di vista delle prestazioni non abbiamo notato problemi particolari: nonostante la nostra configurazione sia di fascia medio-alta, siamo sicuri che il gioco girerà bene anche su PC meno recenti o con componenti non di primo livello, anche grazie agli upscaler supportati nelle impostazioni grafiche.

Sotto il profilo sonoro non abbiamo nulla da segnalare, a parte forse le voci del protagonista che in determinate occasioni ci sono sembrate un po’ troppo invadenti rispetto al contesto.