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Electrolux chiude a Cerreto, in 170 a casa. La sindaca Ghergo: «Ora azioni forti da Governo e Regione»


FABRIANO Anche la prima cittadina di Fabriano, Daniela Ghergo, interviene sulla posizione della multinazionale Electrolux intenzionata - anche dopo l’ultimo tavolo al Mimit - a chiudere il sito produttivo di Cerreto d’Esi, con 170 dipendenti diretti. E Ghergo non le manda a dire a Governo e Regione.

L’affondo

Mentre i sindacati sono attesi domani in fabbrica per l’assemblea che dovrà pianificare le prossime otto ore di sciopero, la sindaca attacca: «La decisione di Electrolux di procedere con la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi rappresenta una ferita inaccettabile per l’intero distretto industriale del Fabrianese. Non ci troviamo di fronte a una semplice riorganizzazione aziendale, ma a un atto di disimpegno che rischia di condannare all'impoverimento centinaia di famiglie e lavoratori che con la loro professionalità hanno garantito il successo di questa multinazionale». Ghergo non risparmia nemmeno l’azienda: «Electrolux non può pensare di scaricare sul nostro territorio i costi di proprie scelte strategiche sbagliate». Poi se la prende con Governo e Regione. «Ciò che rende questa vicenda ancor più grave è la colpevole passività delle istituzioni nazionali e regionali che nei mesi scorsi ci avevano rassicurato parlando di buone prospettive per il sito di Cerreto. Dove sono - dice - i piani industriali tanto decantati e gli interventi concreti? Limitarsi ad attendere le decisioni dei vertici aziendali per poi gestire gli ammortizzatori sociali non è politica industriale: è accompagnamento al declino. È ora che il Governo e la Regione Marche esercitino la propria autorevolezza e passino alle azioni d'urto».

Chiesta convocazione immediata del tavolo di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pretendendo la presenza dei vertici internazionali di Electrolux e di tutti i territori coinvolti. «Riteniamo necessaria la cessazione di qualsiasi tipo di incentivo o beneficio pubblico a chi sceglie di delocalizzare o chiudere impianti strategici sul territorio italiano. E chiediamo un piano straordinario di rilancio per il distretto» conclude Ghergo. Il sindaco di Cerreto, David Grillini, dice: «Il confronto al Mimit deve proseguire e deve essere riconvocato con urgenza a un livello politico, perché ormai è evidente che non siamo davanti a una semplice questione tecnica o organizzativa. Qui si decide il futuro industriale di un territorio. E proprio per questo non possiamo rassegnarci all’idea che la soluzione sia semplicemente chiudere Cerreto d’Esi. Alla contrarietà dobbiamo affiancare la determinazione a trovare una soluzione».

Domani alle 8 l’assemblea in fabbrica. Prosegue lo stato di agitazione. Proclamato nuovo sciopero da pianificare. E martedì, ricordiamo, assemblea, presidio e sciopero dei lavoratori Beko di Melano per l’altra grossa vertenza che sta minando il comprensorio. Sempre martedì, il ministro Adolfo Urso incontrerà i governatori delle Regioni coinvolte nella crisi (Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto) per un vertice di coordinamento. Ci sarà pure Acquaroli.