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Eleonora Pedron: «Dopo la laurea farò la mental coach. Famiglia allargata con Fabio Troiano e Max Biaggi? No, ma si rispettano»


Sembra ieri quando diventava Miss Italia, nel lontano 2002, incoronata da Fabrizio Frizzi. Eleonora Pedron ora ha 44 anni, si è allontanata dal mondo della televisione a cui era stata vicina per anni, e ha cambiato vita: gli studi, un nuovo lavoro, ma un amore, quello con l'attore Fabio Troiano, che la tiene ancora ben ancorata al mondo del jet set. Lo scorso 27 luglio, si è laureata in Psicologia clinica e della riabilitazione: l'obiettivo, dice in un'intervista al Corriere della Sera, è diventare una mental coach.

Alla sua laurea, racconta, c'erano «mia figlia Inés, che avevo fatto rientrare un giorno prima da Malta, dove ha frequentato un corso di inglese. Poi mia madre, mia zia Chiara e il mio compagno (l’attore Fabio Troiano, ndr)». Assente il secondogenito Leon, figlio di Eleonora e Max Biaggi, perché a Maiorca all'Academy di tennis di Nadal. «La mia tesi? L'ho scritta sull'elaborazione del lutto nello sport, ai tempi dei social: mortificano chi perde, ma mantengono viva la memoria di chi non c'è più». «A chi l'ho dedicata? A me stessa - aggiunge - Era giunto il momento che io per prima mi riconoscessi tutta la strada fatta per arrivare fino a qui».

La perdita di papà e sorella

In effetti per Pedron l'elaborazione del lutto è un passo fondamentale nella sua vita: dopo aver perso a 9 anni la 15enne sorella Nives in un incidente stradale, a meno di vent'anni aveva perso anche il papà Adriano, in un altro incidente con lei accanto mentre rientravano dalle selezioni per le Veline di Striscia la Notizia. Era maggio 2002, poco prima di diventare la più bella d'Italia. «Il ricordo di mio padre e di mia sorella è sempre vivo, tre anni fa per la Triennale avevo indossato la maglia arancione di papà con scritto Miami, la città della Florida, che io leggo “Mi Ami”; e poi l’anellino della prima comunione di Nives. Questa volta, però, dovevo essere sola davanti al mio traguardo e dirmi io brava».

Al mondo dello spettacolo, dice, «ho rinunciato. Non sono mai stata abbastanza brava, insistere significherebbe mancare di rispetto a chi lo fa per mestiere. Sto però lavorando a un progetto importante per la televisione, che valorizza i miei interessi in ambito psicologico. Sono giorni delicati, tengo le dita incrociate». Il figlio Leon, come detto, si è dato al tennis: niente moto come il papà Max. «Ogni volta che sente il rombo di una moto si gira di scatto e riconosce marca, modello, potenza... Ma per adesso io e Max siamo riusciti a dirottarlo sul tennis. E i successi di Sinner ci aiutano. Talvolta al Country Club Leon si allena nel campo accanto a quello dove gioca Berrettini».

L'altra figlia, Inés, è quasi al diploma: «Cambia di continuo, come è giusto alla sua età. Ora parla di Architettura in Spagna e a me fa piacere, perché è molto brava a disegnare. Partecipare a Miss Italia? Ne sarei felice, per me è stata un'esperienza bellissima». Su Fabrizio Frizzi: «Pensi che a portare la busta con il mio nome da vincitrice era stata Carlotta Mantovan, era appena iniziata la loro storia. Fabrizio era amico di Max, che conobbi l’anno dopo, e fu lui a battezzare Inés. Era nata piccolissima, pesava 2 chili 680, Max aveva paura di prenderla in braccio e la sistemava sopra un grande cuscino: ho questa immagine di lui che passa il cuscino a Fabrizio, a casa nostra».

Con Fabio Troiano invece l'amore va avanti da sette anni, anche se a distanza: «Ma stiamo insieme spessissimo, anche se vive a Torino. Credo sia molto sano per una coppia che ognuno abbia i suoi spazi. Famiglia allargata con Max? No, ho vissuto la nostra separazione come un fallimento, forzare adesso una grande complicità andrebbe contro la mia volontà e i miei principi. Max e Fabio si conoscono, si rispettano, ma ognuno sta nel suo. La priorità è fare quello che rende sereni i ragazzi, non strafare. Non conosco la fidanzata di Max, lui non me ne parla e io non gli chiedo nulla».


Ultimo aggiornamento: venerdì 21 agosto 2026, 14:33

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