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Elezioni Germania, risultati: Afd prima al 38% in Pomerania. Affonda la Cdu, Merz: «Disastro, ma non lascio». Berlino, vince la sinistra di Like


«Un disastro». Friedrich Merz si assume la responsabilità della sconfitta ma rivendica il mandato per andare avanti: la miglior risposta al collasso elettorale della Cdu sono le riforme, ripete come un mantra. La giornata di ieri si è conclusa con uno dei peggiori epiloghi immaginabili per il cancelliere. Si è votato in due Länder, a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In quest’ultimo Land, i cristiano-democratici scompaiono: il partitosi ferma al 4,9%, appena sotto la soglia di sbarramento che li esclude dal Parlamento per la prima volta. «Oggi abbiamo due elezioni con due risultati molto diversi», ha detto ieri Merz alla Adenauer Haus di Berlino quando sono usciti i primi numeri, impietosi. «In Meclemburgo il risultato è un disastro, non possiamo abbellirlo», ha dichiarato, promettendo di «portare avanti il Paese» e di rispondere a questo terremoto con «le riforme».

LE DIMISSIONI

Nessun accenno alle dimissioni, in linea con l’«arrendersi non è un'opzione» dichiarato appena due settimane fa, quando l'ultradestra dell'AfD aveva trionfato in Sassonia-Anhalt. Il cancelliere è da mesi sotto pressione anche per le difficoltà a rilanciare l'economia tedesca e per non essere riuscito a mantenere la promessa di dimezzare il consenso dell'AfD, oggi principale forza di opposizione al Bundestag. Sulla stampa circolano da giorni i nomi dei papabili sostituti: Hendrik Wüst, Markus Söder e Alexander Dobrindt. E il risultato di ieri segna un nuovo minimo storico: quello in Meclemburgo è il peggior risultato per la Cdu in un'elezione regionale o nazionale dalla fine della Seconda guerra mondiale, ben al di sotto del precedente minimo del 9%, registrato a Brema nel 1951.

Se la Cdu ha rischiato di sparire, perdendo circa 8 punti rispetto alle precedenti elezioni nel Land, l'ultradestra di AfD - Alternative für Deutschland - continua a macinare consensi e si avvia verso il 38% dei voti, superando le attese e più che raddoppiando il risultato del 2021. Segue l'Spd, che si attesta attorno al 35%, nonostante lo sprint finale della governatrice Manuela Schwesig, che nell'ultima settimana aveva guadagnato terreno. Come la Sassonia-Anhalt, dove l’AfD ha raggiunto il 44%, anche il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è un ex Land della Germania comunista, alle prese da decenni con le conseguenze della riunificazione e con una struttura economica più fragile rispetto ai Länder occidentali, terreno sul quale l'AfD ha costruito parte della propria crescita. La leader dell'ultradestra Alice Weidel è quindi tornata all’attacco: «Ora siamo noi il partito più grande in Germania (...) e Friedrich Merz deve trarne le conseguenze. Deve farlo per il suo partito e anche per la Germania». Intanto, Leif-Erik Holm, candidato alla guida del Land, ha definito il risultato una «serata meravigliosa» e annunciato che il partito è pronto ad avviare colloqui con tutte le forze politiche per formare un governo mentre il co-leader dell'AfD Tino Chrupalla ha rilanciato la richiesta di «abbattere la Brandmauer», il cordone sanitario che tutti i principali partiti hanno finora mantenuto nei confronti dell'AfD, escludendo qualsiasi collaborazione con l'estrema destra.

LE ALLEANZE

Una coalizione guidata dalla Spd, invece, potrebbe coinvolgere Linke e Verdi, ma il possibile ingresso del BSW, appena sopra la soglia del 5%, potrebbe complicare i conti della maggioranza. Intanto, a Berlino, secondo gli exit poll, la sinistra radicale Die Linke è in testa con il 24,5% dei voti, davanti alla Cdu al 20%. L'AfD si ferma al 16%, confermando comunque la sua crescita anche nella capitale tedesca mentre i Verdi si attestano intorno al 15%. «Care berlinesi e cari berlinesi, oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto la storia», ha detto la candidata sindaca Elif Eralp. Figlia di immigrati turchi, la leader della Linke è stata ribattezzata la «Zohran Mamdani di Berlino», in riferimento al sindaco di New York, cui Eralp si è ispirata nella campagna. «Il segnale dell'amore e della giustizia ha vinto contro l'odio», ha aggiunto, riferendosi al risultato elettorale e all'avanzata dell'AfD. Con il costo della vita e la crisi degli alloggi al centro del voto, la Linke aveva promesso di portare sotto controllo pubblico le grandi società immobiliari e fare di Berlino un baluardo contro i tagli della spesa sociale e lo spostamento a destra del Paese. Nella capitale, la Linke avrebbe bisogno di due alleati per governare. L'ipotesi sul tavolo è una coalizione con Spd e Verdi, che hanno già indicato una preferenza per questa possibile unione.

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