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Emergenza incendi e siccità, scatta lo stato di emergenza regionale


Il decreto firmato da Fedriga e Riccardi. Dall'inizio dell'anno gestiti 60 incendi, 450 gli ettari interessati dai roghi. Arpa monitora fumo e polveri sottili

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. L’emergenza incendi in Friuli Venezia Giulia sale di livello. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, di concerto con l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi, ha firmato oggi il decreto di emergenza regionale per i roghi boschivi. Contestualmente, lo stato di emergenza per la siccità è stato esteso all’intero territorio regionale. Complessivamente sono stati messi a disposizione 1,7 milioni di euro: 1,12 milioni già destinati all’emergenza incendi e altri 580 mila euro per gli interventi legati alla siccità.

“Significa avere a disposizione uno strumento che determina condizioni più veloci e emergenziali”, ha spiegato Riccardi, sottolineando la necessità di poter contare su “capacità di spesa veloce ed efficiente” per affrontare una situazione che definisce “critica” e “complessa”.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati gestiti in regione 60 incendi, 35 dei quali concentrati nell’ultimo mese. L’area complessivamente interessata dai roghi è di circa 450 ettari, oltre un centinaio dei quali solo sul territorio di Amaro. Proprio il monte Amariana resta il fronte più delicato: sul posto sono impegnati 8 mezzi aerei.

“L’area colpita vale un centinaio di ettari dei 450 complessivamente che hanno interessato la regione e, ovviamente, è chiaro che davanti a questa situazione noi dobbiamo proteggere le infrastrutture strategiche, le eventuali aree abitate”, ha detto Riccardi. L’incendio, innescato da un fulmine sabato scorso, si è propagato favorito da vento, caldo e orografia.

Massima attenzione anche agli effetti del fumo. L’Arpa sta monitorando la qualità dell’aria e ha già rilevato alcuni sforamenti puntuali a Imponzo di Tolmezzo, Zuglio, Arta Terme e Sutrio. “Siamo davanti a un tema complesso”, ha spiegato Riccardi, annunciando il confronto con i sindaci e con la sanità regionale per valutare eventuali misure a tutela della popolazione.

L’assessore ha quindi rivolto un appello a chi si muove nei cieli dell’area: “La raccomandazione è cercare di stare a terra perché il fenomeno è complesso”. Un invito rivolto in particolare a deltaplani e parapendii, la cui presenza può creare gravi rischi per i mezzi impegnati nelle operazioni antincendio.

Sul campo, dall’inizio della fase emergenziale, sono stati impiegati 680 volontari, circa 300 mezzi e oltre 360 ore di volo. “Voglio rivolgere un ringraziamento sincero a tutti coloro che in queste ore stanno lavorando sul campo”, ha concluso Riccardi, citando Corpo forestale, Vigili del fuoco, Forze armate, volontari della Protezione civile e tutti gli operatori impegnati nello spegnimento e nella messa in sicurezza.

Domani, giorno di Ferragosto, è previsto inoltre un collegamento con la sala del Dipartimento nazionale di Protezione civile e il Ministero dell’Interno per fare il punto sull’emergenza.