L'Italia è sempre più vicina
all'obiettivo di eliminare l'epatite C come problema di salute
pubblica entro il 2030. Secondo i dati dell'Istituto superiore
di sanità, infatti, il programma nazionale di screening per
l'epatite C ha già coinvolto oltre 3,1 milioni di persone,
consentendo di individuare più di 20mila infezioni da Hcv
precedentemente non diagnosticate, di cui oltre 4.500 nella
popolazione generale senza fattori di rischio noti. Inoltre,
secondo l'ultimo aggiornamento disponibile dei registri Aifa (27
aprile 2026), sono ormai oltre 280mila i pazienti trattati con
antivirali ad azione diretta, con un incremento significativo
rispetto al bollettino del 30 giugno 2025 che riportava 275.502
effettuati. Lo rende noto l'Associazione italiana per lo studio
del fegato (Aisf) alla vigilia della Giornata mondiale contro le
epatiti del 28 luglio.
L'obiettivo ora è raggiungere le persone che convivono con
l'infezione da epatite C senza saperlo e garantire un rapido
collegamento tra diagnosi, presa in carico e trattamento.
Inoltre, restano fondamentali la prevenzione dell'epatite B
attraverso la vaccinazione, la diagnosi precoce dell'epatite
Delta e una costante sorveglianza epidemiologica sulle epatiti A
ed E, i cui casi, spesso legati ai consumi alimentari, sono in
crescita.
In occasione della giornata mondiale, la comunità degli
epatologi insieme alla Società Italiana di malattie infettive e
tropicali (Simit) e a EpaC Ets aderisce alla campagna nazionale
'Abbattiamo le barriere', per promuovere prevenzione,
informazione, screening e accesso alle cure.
"Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un
cambiamento straordinario nella lotta alle epatiti virali -
sottolinea Giacomo Germani, segretario di Aisf -. Oggi
disponiamo di strumenti fino a poco tempo fa impensabili:
vaccini efficaci per le epatiti A e B, terapie in grado di
eradicare il virus dell'epatite C definitivamente, in tempi
brevi e senza effetti collaterali, nuovi trattamenti per
l'epatite Delta. Ma questi risultati rischiano di rimanere
incompleti se non riusciamo ad abbattere le barriere che ancora
impediscono a molte persone di accedere alla diagnosi e ai
trattamenti".
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