(di Michela Magnifico)
Ha parlato della capacità della
lettura di aprire "all'empatia per il dolore altrui", dei
personaggi dei suoi libri e dei suoi lettori che "sono esseri
umani democratici". Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo ieri
sera alla tappa di Vieste del Libro Possibile ha evitato di
rispondere alle domande dei giornalisti sulle polemiche che
hanno accompagnato la sua partecipazione al festival e dopo
essersi goduto un giro per le stradine della cittadina garganica
ha parlato del suo libro Nostalgia e in generale del suo lavoro.
"Non si può vivere in un Paese come il mio - ha detto - e non
venire influenzato da tutto ciò che accade attorno, soprattutto
se tutto ciò che accade attorno è tutto ciò che succede da tre
anni a questa parte. L'ultimo libro che ho scritto in ebraico e
che sarà tradotto e pubblicato in Italia a partire dal 2027
riflette proprio su questo. Su come conflitto e guerra possano
impattare sulla vita di ciascuno di noi".
"Non esiste un ostacolo, un limite tra l'interno e l'esterno
- ha detto ancora - tra il personale e ciò che accade intorno,
ma è appunto un processo di osmosi, un processo di passaggio
attraverso questo ostacolo che io cerco di perseguire
all'interno delle mie storie".
La sua partecipazione al Festival era stata osteggiata e
preceduta da un appello firmato da intellettuali, docenti, e
politici, e anche dall'arcivescovo di Manfredonia, che chiedeva
all'organizzazione del festival di ritirare l'invito allo
scrittore contestato per le sue posizioni ritenute non
esplicitamente di critica al governo israeliano. Appello
ribadito anche ieri mattina, a una manciata di ore dalla serata
di apertura in una conferenza stampa convocata a Bari dai
firmatari dell'appello.
"Io credo che la letteratura faccia esattamente il contrario
rispetto a creare una pace dell'interiorità - ha detto Nevo -:
infatti la letteratura e la lettura aprono all'empatia, alla
capacità di sentire il dolore degli altri, del proprio nemico o
anche solo il dolore comune perché tutti siamo esseri umani ed è
quello che cerco di raccontare nei miei libri e credo che tutti
i libri facciano questo". "Dai miei libri - ha detto ancora -
emerge un essere umano democratico, perché in molti di essi sono
raccontate storie da prospettive diverse. La stessa storia può
essere raccontata dal punto di vista di un uomo, di una donna,
di un uomo anziano, di un giovane, di un palestinese, di un
israeliano. Le angolazioni sono talmente tante e le mie storie,
i miei personaggi ed in qualche modo anche i miei lettori sono
esseri umani democratici".
"Nostalgia - ha detto ancora - ha sicuramente l'obiettivo di
esplorare il collegamento tra ciò che accade attorno a noi e
l'effetto che tutto questo ha sulle nostre vite, sui rapporti
familiari, sui legami, su come si crea il processo chimico di
osmosi tra la vita esterna e quella personale".
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