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Esplosione a Calenzano, sei dipendenti Eni chiedono di patteggiare - Notizie - Ansa.it


Per l'esplosione al deposito Eni di Calenzano (Firenze) che il 9 dicembre di due anni fa causò cinque morti, 27 feriti e danni ingenti, sei degli imputati hanno chiesto di patteggiare pene da due anni e nove mesi a due anni, con sostituzione della reclusione con lavori di pubblica utilità e in un caso con la sospensione condizionale della condanna. Omicidio colposo plurimo e disastro colposo i reati contestati ai sei, tutti dipendenti di Eni con vari incarichi, dal dirigente del deposito al responsabile del servizio prevenzione protezione. Per altri tre imputati la procura ha chiesto il rinvio a giudizio

Le vittime: Gerardo Pepe, Franco Cirelli, Vincenzo Martinelli. Seconda fila da sinistra: Davide Baronti, Carmelo Corso. 

. A darne notizia la stessa procura di Prato, competente a indagare anche su Calenzano. In una nota firmata dal procuratore Luca Tescaroli si spiega che il suo ufficio ha "espresso parere favorevole" al patteggiamento "in ragione della congruità delle pene proposte": la procura, al di là della riduzione della pena legata al rito, ritiene che sussista l'attenuante della riparazione del danno: "E' stato documentato il risarcimento ai familiari delle vittime e delle altre persone offese da parte di Eni, ristoro fin da subito condiviso e attivamente sollecitato dai sei imputati". Il consenso si è basato "anche su uno studio comparativo delle sanzioni irrogate a seguito" di altri processi in Italia per fatti dello stesso tipo e "tiene conto", per uno degli indagati, "che lo stesso riveste anche la posizione di persona offesa, avendo subito gravi lesioni".

Calenzano

 "I sei principali imputati hanno manifestato la disponibilità a vedersi applicati complessivamente" più di 14 anni, "rinunciando a difendersi, il che costituisce, allo stato, un importante risultato raggiunto". Ad avanzare richiesta di patteggiamento sono stati Luigi Cullurà (2 anni e 9 mesi), Carlo Di Perna (2 e mezzo), Emanuela Proietti (2 anni e 5 mesi), Marco Bini (2 anni e 3 mesi), Andrea Strafelini (2 anni e 3 mesi), Elio Ferrara (2 anni): quest'ultimo, rimasto ferito gravemente nell'esplosione, ha richiesto la sospensione condizionale. L

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a richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata invece dalla procura per Enrico Cerbino, responsabile progetto esterno, e per Francesco Cirone e Luigi Murno della Sergen, la ditta del Potentino che stava eseguendo i lavori al deposito quando si verificò l'esplosione. Anche Murno rimase gravemente ferito. Morirono due suoi colleghi, arrivati con lui dalla Basilicata: Gerardo Pepe, 45 anni e Franco Cirelli, 50. Con loro persero la vita gli autisti di autocisterne Vincenzo Martinelli, 53 anni, Carmelo Corso, 57 e Davide Baronti, 49 anni. La procura ha anche reso noto che riguardo alla contestazione del reato contravvenzionale consistito nell'aver provveduto ad aprire o, comunque, consentito che venissero effettuati nuovi scarichi di acque reflue industriali nel fosso Tomerello, provenienti dal deposito di Calenzano senza l'autorizzazione unica ambientale 4 indagati hanno chiesto di definire il procedimento mediante l'istituto dell'oblazione.

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