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EssilorLuxottica, i dubbi e le paure: i 6 mesi cruciali dopo lo strappo di Leonardo Maria Del Vecchio


AGORDO (BELLUNO) - Pare quasi di risentirle, attorno alla Piana del Mogn, le parole pronunciate da Leonardo Maria ai funerali del capostipite Leonardo, il 30 giugno 2022 davanti ai 5.000 che gremivano il PalaLuxottica: «Mio padre mi ha regalato i sette anni più belli della mia vita, perché ho potuto stargli vicino sul lavoro e conoscere la famiglia Essilux, come piaceva chiamarla a lui. Penso che oggi ci stia dando una grandissima opportunità: renderlo fiero. Non c’è cosa più grande per lui che la nostra unione come famiglia, come figli e come azienda». Quattro estati dopo, ben altri sono i toni che rimbalzano ad Agordo da Instagram, dove tra un cuoricino rosso di Simona Ventura e un bicipite flesso di Fedez, messaggi come quello di Naomi Campbell certificano che la pagina è stata inesorabilmente voltata: «Ti auguro il meglio per l’inizio di questo nuovo capitolo. Possa il cammino che ti attende portarti felicità, successo e tante nuove meravigliose opportunità». Però lontano da qua, da questa strada della Valcozzena che ora si chiama via Leonardo Del Vecchio, ma che dalla prossima settimana non vedrà più arrivare (di tanto in tanto) suo figlio LMDV con ruoli operativi in EssilorLuxottica, bensì “solo” come azionista attraverso Delfin. «Lascio degli incarichi, non l’azienda, che è dentro la mia storia molto prima di qualsiasi carica», sottolinea lo stesso erede ai 130.000 follower. Tuttavia fra gli addetti della fabbrica-madre, 4.700 su 15.000 in Italia, serpeggia la preoccupazione, per quanto compensata dalla fiducia delle organizzazioni sindacali e degli enti locali. «Adesso non c’è più nessuno della famiglia al comando: se arrivano i francesi, noi siamo finiti», masticano amaro due operai in pausa pranzo, in attesa come tutti di capire cosa accadrà nei prossimi sei mesi, cruciali per questo stabilimento e per l’intero gruppo. Tre le tappe in calendario: a dicembre la scadenza dell’integrativo aziendale, pietra miliare nella contrattazione italiana; a gennaio l’avvio della produzione dei dispositivi “wearable”, cioè degli occhiali intelligenti e degli accessori tecnologici; a febbraio il termine del mandato di Francesco Milleri come presidente e amministratore delegato.

La riorganizzazione

Secondo indiscrezioni provenienti da fonti vicine all’azienda, citate da Repubblica, proprio Milleri sta già lavorando alla riorganizzazione di vertice, nel quadro di una netta separazione tra proprietà e management così come a suo tempo indicato da Del Vecchio senior. In queste giornate ad alto tasso di emotività, però, inevitabilmente pesano le critiche di Leonardo Maria all’attuale gestione, definita «distante», «impersonale» e troppo lontana dalle persone «che devono tornare al centro» nella sua lettera di dimissioni da presidente di Ray-Ban e responsabile della strategia di EssilorLuxottica. «L’abbiamo saputo dai giornali, così come tutto quello che succede sopra le nostre teste: mi sarei aspettato una comunicazione dell’azienda, invece c’è stato il silenzio assoluto, perché da quando non c’è più il cavalier Leonardo, qua dentro è cambiato tutto», si sfoga un’altra delle “magliette blu” che incontriamo a fine turno. Un collega ascolta il discorso e incrocia le dita: «Non ci resta che confidare nella nuova produzione da gennaio, ma a dicembre scade il nostro integrativo e a febbraio scade anche Milleri: tanti cambiamenti in pochi mesi, speriamo bene». Luigi Dell’Atti, storico componente della Rappresentanza sindacale unitaria nelle file della Filctem Cgil, è fiducioso: «Ad oggi non abbiamo nessun segnale di disimpegno, anzi, vediamo mantenuti gli investimenti e gli organici. Stiamo già stilando la piattaforma per il rinnovo del contratto, che riguarda tre quarti dei lavoratori italiani del settore occhialeria. Per l’inizio dell’anno è confermato il via alla produzione degli occhiali intelligenti e dei dispositivi tecnologici, una sfida che Agordo intende vincere per fare in modo che possa essere estesa anche agli altri stabilimenti del gruppo. Detto questo, l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio è stata indubbiamente una sorpresa agli occhi di tutti, per cui abbiamo già chiesto un incontro all’azienda per capire le eventuali ripercussioni e poter rassicurare i nostri colleghi».

La fibrillazione

Sono piantati in piazza Libertà gli elettrodi che misurano la fibrillazione del momento: nel plateatico del Caffè Miniere, frequentato dalle varie generazioni della famiglia Del Vecchio. Racconta il titolare Ivan: «Leonardo si faceva vedere da queste parti tutte le volte che tornava ad Agordo, sempre molto distinto ma altrettanto schivo. Il primogenito Claudio è un amico, oltre che un cliente: abitando a Belluno, almeno una volta al mese passa a salutarci ed è sempre di grande simpatia. Leonardo Maria è stato qua solo una volta, in occasione di una sua visita per la festa aziendale di fine anno. C’è poco da girarci attorno, il paese è molto preoccupato per quello che sta succedendo: l’80% di chi siede a questi tavolini, ha lavorato o lavora per Luxottica, o ha comunque qualcuno in famiglia legato alla fabbrica». Ma il sindaco Roberto Chissalè non perde l’ottimismo: «Abbiamo sempre avuto ottimi rapporti di collaborazione con il gruppo e contiamo di veder proseguire la stretta relazione con il paese. Proprio con Leonardo Maria e con i suoi collaboratori, stiamo portando avanti il progetto di efficientamento energetico della scuola materna comunale, finalizzato al polo per l'infanzia 0-6 anni e sostenuto con un milione di euro dalla Fondazione LMDV. Quanto alle dinamiche aziendal-familiari, non mi pronuncio: in fondo ogni famiglia ha le sue...».