
di Giuseppe ANDRIANI
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mercoledì 30 settembre 2026, 07:29
Corsa a Euro 2032: oggi la Figc dovrebbe indicare alla Uefa la lista definitiva degli impianti italiani candidabili. Lo stesso farà la Turchia, ieri travolta da uno scandalo e dagli arresti nella classe arbitrale. Nessuna deroga, che pure avrebbe in qualche modo fatto piacere alla Figc. Gli impianti che saranno ancora in corsa per gli Europei di calcio del 2032 andranno indicati alla Confederazione europea entro domani, ma la Federcalcio dovrebbe chiudere il dossier in serata e inviarlo.
La Puglia spera con Bari e Lecce, ma la situazione del capoluogo di Regione sembra essere migliore. Non trapelano indiscrezioni formali, ma Bari può contare sull'aggiornamento del dossier, dovuto a un progetto di riqualificazione del San Nicola anche grazie agli investimenti di un gruppo americano e dell'imprenditore Vaughn. Lecce ha preparato tutto da tempo: da capire, però, se basterà. L'impressione è che Figc e Uefa potrebbero scegliere stadi con una capienza superiore rispetto al Via del Mare (che sforerà appena quota 30mila spettatori). Anche questo è un punto a favore di Bari. La proposta presentata prevede infatti un intervento di ammodernamento dell'impianto finalizzato al conseguimento della Categoria Uefa 4, con una capacità massima indicata in 64.397 posti e interventi riguardanti, tra l'altro, accoglienza, ospitalità, aree commerciali, sicurezza, accessibilità e configurazione dell'impianto. Il cronoprogramma allegato alla proposta indica la conclusione dei lavori nel giugno 2031.
Ma cosa ci sarà nell'ultimo dossier che la Figc presenterà alla Uefa? Una short list di una decina di stadi. Tra questi, poi, i cinque che andranno a comporre la parte italiana del grande evento. Si inizia dai documenti arrivati negli scorsi mesi e dal precedente dossier stilato in estate, con 13 città e 16 stadi. Le città erano: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino, Verona. Gli stadi: Roma candidava addirittura tre impianti, ovvero il Flaminio, che secondo il progetto sarebbe stato risistemato dalla Lazio, il nuovo stadio della Roma a Pietralata e l'Olimpico.
Anche a Napoli c'erano due candidature: il Maradona e un eventuale nuovo stadio di proprietà del Napoli.
Ora bisognerà capire cosa succederà. La Figc oggi proporrà ancora dieci stadi ma darà già un'indicazione di massima sui cinque "titolari"? Chissà. Intanto è importante essere inseriti nel dossier che deve pervenire alla Uefa entro domani perché con quello si aprirà la partita dei fondi, gestita dal commissario straordinario Massimo Sessa. Per la Puglia: Lecce spera di rientrare almeno tra i 10, Bari ha qualche certezza in più, vista la capienza. E i cinque stadi quali potrebbero essere?
Diverse le ipotesi sul tavolo, alcune bizzarre, altre destinate a far discutere. Dando per assodato che ci saranno l'Olimpico di Roma e lo Juventus Stadium a Torino, il resto è un grande punto interrogativo. Il Franchi di Firenze - rimodernato con fondi del Pnrr - sembra in una posizione di grande vantaggio. Possibile tener fuori il nuovo stadio di Inter e Milan che sorgerà sulle ceneri di San Siro? Chissà. E poi c'è il nuovo stadio della Roma a Pietralata, che ieri Giovanni Malagò, presidente della Figc, ha assicurato che sarà nel dossier odierno. E Napoli. "Noi abbiamo completato tutta la procedura, adesso stiamo garantendo la copertura economica. Per Euro 2032, la decisione finale spetta a Uefa", ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine del Consiglio comunale con cui sono stati stanziati 50 milioni di euro per la riqualificazione dell'impianto. Ma l'Ssc Napoli di De Laurentiis aveva candidato un eventuale nuovo stadio di proprietà. Che tutto ciò possa favorire Palermo, o Bari, o Lecce o Salerno? Presto per dirlo. Il Sud rischia addirittura di vedere un Europeo che si fermerebbe a Roma, con due stadi nella capitale e nessuno al di sotto. Sarebbe una beffa atroce. Intanto Lecce e Bari si giocano la partita: tra oggi e domani il dossier. Tanto vale sperare in notti magiche.
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